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giovedì 22 ottobre 2020
 
 

Colombo (Agesc): «La preside avrebbe dovuto confermare tutto»

12/12/2013  «Il dirigente scolastico di Tradate», afferma l'ex presidente dell'Associazione Genitori scuole cattoliche, «non avrebbe dovuto fare dietrofront di fronte alla protesta isolata di un genitore ma andare avanti e confermare tutto visto che prima di organizzare la benedizione aveva consultato le famiglie per chiedere se fossero d’accordo o meno. E' una questione di democrazia e sana laicità»

«È una questione di democrazia. Si dice sempre che lo Stato laico dovrebbe avere una posizione neutrale e di garanzia a tutela del pluralismo culturale e anche religioso. Nei fatti, però, questo non accade e sotto una parvenza di neutralità si nasconde, invece, un atteggiamento ostile nei confronti di alcuni».
È l’opinione di Maria Grazia Colombo, ex presidente dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc), sul caso di Tradate dove alla scuola elementare “Galilei” è stata annullata la tradizionale benedizione di Natale dopo la protesta di un genitore che ha scritto una lettera di diffida all’Istituto per stoppare una «clericalata», come l'ha definita, in orario di lezione.

Eppure, la preside Paola Tadiello aveva chiesto alle famiglie l’autorizzazione a far partecipare i propri figli. Chi non avesse voluto non era certo obbligato.
«Il punto è proprio questo. In questo caso il dirigente scolastico non avrebbe dovuto fare dietrofront di fronte alla protesta solitaria di un solo genitore ma andare avanti e confermare tutto visto che prima di organizzare la benedizione aveva consultato le famiglie per chiedere se fossero d’accordo o meno. È successo un caso simile in una scuola materna di Roma dove i bambini si sono preparati a lungo con le maestre per alcune iniziative di Natale e alla fine la protesta di un genitore ha imposto che venisse fermato tutto. E questa sarebbe democrazia?».

Troppo timida la preside quindi?

«Chi è responsabile e sta ai vertici deve prendere delle decisioni e compiere delle scelte. Annullare tutto, come è successo in questo caso, in virtù della posizione asettica di una persona, è una non scelta».

Ma la scuola, si dice, è e deve restare un luogo laico.

«Certo, ma laicità non significa “sterilizzare” il fatto educativo il quale, per sua natura, è e deve restare plurale. La scuola non può cancellare questo pluralismo culturale, nel quale è compreso anche quello religioso ovviamente, e deve favorire il confronto, non amputarlo come è stato fatto in questo caso».

 
 
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