Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 13 aprile 2024
 
Il Teologo
 

Come si concilia l’“ira” di Dio con la sua misericordia?

24/09/2020  «Come conciliare il concetto di “ira” del Signore con il primo e fondamentale suo attributo di “misericordioso e compassionevole”?» Leggi la risposta del teologo

FRANCESCO L. - Come conciliare il concetto di “ira” del Signore con il primo e fondamentale suo attributo di “misericordioso e compassionevole”?

Nella Bibbia greca il termine “ira” (orgé) la maggior parte delle volte rende l’ebraico ’ap, che di per sé significa “naso”, ed è un’immagine per la collera che si manifesta come uno sbuffare furioso dalle narici. Applicata a Dio, essa è espressione antropomorfica, presente già nell’Antico Testamento (cfr. Es 32,10-11; Mi 7,9; Sof 1,15; Sal 85,4-6), da intendersi non come irascibilità caratteriale, ma in senso teologico: indica la totale incompatibilità di Dio con il male e la sua netta riprovazione verso ogni empietà e ingiustizia. Per esempio in Rm 1,18 non si dice che l’ira di Dio si rivela sugli uomini, bensì «su ogni empietà e ogni ingiustizia» di quegli uomini. Quindi l’ira di Dio è rivolta all’empietà e non verso «quegli uomini» che la commettono, non è perciò un’ira verso i peccatori, bensì verso il peccato, verso il male che danneggia l’uomo: in fondo essa è una componente della sua giustizia salvifica. Dio condanna il peccato, ma ha misericordia del peccatore.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo