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lunedì 30 gennaio 2023
 
 

Come sono da interpretare le esperienze pre-morte?

29/09/2022  "Alcune persone che si risvegliano dal coma dopo tanto tempo, affermano di aver visto la luce e una sensazione di gioia profonda. Sono testimonianze attendibili?"

Sono affidabili le esperienze pre-morte di persone che, dopo un tempo di coma profondo, poi sono ritornate alla vita e raccontano di aver visto una grande luce e di aver provato un senso di pace e gioia? - Luciana

 

Le esperienze pre-morte, Nde (Next Dead Experiences), sono oggetto di studio di molte discipline (fisiologia, sociologia…) e sotto due aspetti: quelli scientifici e quelli spirituali (o paranormali). I dati riportano “esperienze comuni” a tutti (luce, senso di pace, percezione diversa del tempo…) ed “esperienze culturali” (i cristiani affermano di aver visto Maria o Gesù, gli induisti Yamraj). L’affidabilità di tali esperienze, tuttavia, ci interroga meno di sant’Ignazio di Loyola quando ci invita a “cercare e trovare Dio in tutte le cose”. Le “esperienze comuni” delle Nde (fossero anche solo fisiologiche) ci richiamano ad approfondire la Creazione, il progetto d’amore di Dio per tutti e ciascuno, l’uguale dignità di ogni persona; le “esperienze culturali” ci pungolano a meditare sulla Incarnazione, su quel Dio che si è rivelato – e si rivela ancora – nella storia, nella cultura, in un corpo, nelle relazioni; infine, i racconti di “paradiso” e “inferno” ci stimolano a riflettere sulla Risurrezione, sulla vita eterna, sull’eschaton, cioè le realtà ultime, e quindi sul senso di questa esistenza terrena. 

 
 
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