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venerdì 19 aprile 2024
 
Il Teologo
 

Come va considerata la teosofia da parte di un cattolico?

27/06/2019 

PIERA M. - Ho un’amica che da sempre segue la teosofia, in particolare Rudolf Steiner. Si può fare un po’ di chiarezza su questi argomenti, specificando la posizione della Chiesa sulla figura di Steiner?

“Teosofia” in senso originario ed etimologico è semplicemente la sapienza di Dio, intesa sia come genitivo soggettivo sia oggettivo. Una lunga tradizione patristica e medievale si potrebbe ritrovare in questa denominazione, come quando, per esempio, lo Pseudo Dionigi, nella sua Teologia mistica, definisce il mistero della Trinità Santissima «la mirabile teosofia dei cristiani». Così accade almeno fino alla monumentale opera incompiuta di Antonio Rosmini, che porta proprio questo titolo. Solo che nella modernità, a partire da Jacob Böhme (il filosofo calzolaio) e fino a Steiner, la prospettiva teosofica è stata disegnata e interpretata in un orizzonte olistico, di unitotalità, nel quale il divino si identifica con il cosmo e si fa risiedere unicamente nell’interiorità dell’uomo. Di fatto in Steiner la teosofia si declina come antroposofia. Il cristiano, nell’approcciare questi autori e questi testi, deve esercitare il necessario discernimento critico, alla luce della sua fede e della dottrina cattolica, rifiutando per esempio un’interpretazione della figura di Cristo staccata dal Gesù storico e con caratteristiche esclusivamente cosmico-antropologiche. Il confronto con una sana teologia non potrà che giovare alla ricerca della verità, che immagino animi coloro che affrontano temi e letture così impegnativi, piuttosto che dedicarsi ad attività ludiche e di mera evasione.

 
 
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