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domenica 21 aprile 2024
 
 

Cominciano le Marieliadi

19/04/2013  Mostre, concerti, laboratori, lezioni di canto corale. A Bologna, dal 19 aprile al 12 maggio, una rassegna che nasce dall'eredità morale e pedagogica di Mariele Ventre.

Mariele Ventre non è stata solo la fatina dello Zecchino d’Oro, fotografata nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di conoscerla. A ormai 18 anni dalla morte è venuto il momento di riconoscere in lei soprattutto l’artista e l’educatrice. Due facce della stessa medaglia, che ne fanno una delle figure più rappresentative del panorama musicale del ‘900. Perché Mariele Ventre, la signorina Mariele per i piccoli allievi, col suo sorriso magnetico, la gestualità inconfondibile e un repertorio di oltre 1.400 brani nel catalogo delle incisioni, ha rivoluzionato il modo di concepire il canto corale per l’infanzia.

Partono di qui le Marieliadi, la rassegna legata alla sua lezione, che la città di Mariele, Bologna, ospiterà dal 19 aprile al 12 maggio, promossa dalla Fondazione Mariele Ventre in collaborazione con l’Associazione Coro Athena e col patrocinio del Comune.

Mostre, concerti, laboratori, lezioni di canto corale aperte a tutti per testimoniare sulle note della musica che far parte di un coro è un’esperienza d’arte e di vita, un regalo per i grandi e per i piccoli. Non a caso il sottotitolo della manifestazione recita Canto faccio penso in coro.

La valenza formativa del canto corale Mariele l’aveva capita molto bene, da giovanissima. Per questo aveva rinunciato a una promettente carriera di concertista, dopo il diploma in pianoforte al Conservatorio di Milano, per dedicare tutta la sua vita all’insegnamento.
All’inizio tutto era successo quasi per caso. Erano gli anni ’60, lo Zecchino d’Oro stava trovando casa presso i francescani dell’Antoniano di Bologna. Mariele, insieme alla sorella Maria Antonietta, frequentava regolarmente la parrocchia. I frati le chiesero di preparare i piccoli solisti, lei non seppe dire di no, anche se stava studiando per un concorso. Evidentemente scoccò una scintilla. La giovane e brillante musicista capì che la sua era una vocazione e nel ’63 fondò il Piccolo Coro che oggi porta il suo nome.

Una vera e propria scuola, con almeno dieci ore di lezione alla settimana e un programma di concerti che ha portato i suoi bambini a viaggiare in tutto il mondo.
Per Mariele il canto era insieme un gioco e un impegno. Era lei la prima a prendere sul serio i bambini senza inutili lusinghe e soprattutto senza provocare in loro rivalità e competizioni da adulti.

Amava ripetere che per i suoi alunni il canto era uno sfogo, un momento di libertà, e insieme una disciplina che li avrebbe aiutati anche nel percorso scolastico.
Anche perché il canto corale ha una marcia in più. Obbliga ad ascoltare l’altro, a non prevaricare, ti impedisce di essere egoista, perché tutte le voci alla fine devono fondersi in un’unica armonia. Anche per questo, soprattutto per questo, il modo migliore per ricordare Mariele oggi è quello di promuovere la cultura del canto corale, purtroppo ancora poco diffusa nel nostro paese. E magari, aggiungiamo, potenziare l’insegnamento del canto corale nelle scuole, e non solo nelle sezioni musicali.

Durante questa prima edizione delle Marieliadi, arriveranno a Bologna gruppi corali da tutte le regioni italiane. Un percorso fotografico, all’interno del Museo Internazionale della Musica, ci guiderà lungo le tappe della vita dell’artista, puntando l’attenzione sulla sua gestualità e sul rapporto coi bambini. Oltre ai concerti, sono previsti laboratori per i più piccoli e lezioni per gli adulti.

Il programma dettagliato è consultabile sul sito della Fondazione (www.marieleventre.it).

 
 
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