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venerdì 19 aprile 2024
 
 

La Commissione Moro non serve

07/08/2013  Sulla morte dello statista Dc si sa ormai tutto. A differenza di Piazzale della Loggia, Piazza Fontana, Italicus, Pecorelli...

Ancora una Commissione d’inchiesta sul caso Moro. La chiedono tutti i partiti che hanno firmato la proposta di legge presentata dagli onorevoli Giuseppe Fioroni e Gero Grassi. “Nonostante il trascorrere degli anni, permane un senso di colpa su quello che lo Stato poteva e doveva fare per la liberazione di Aldo Moro e che invece non ha fatto o non ha fatto completamente”, si legge fra le motivazioni che hanno spinto per l’iniziativa.
Sensi di colpa, più che casi concreti. A 35 anni dal rapimento e dall’uccisione del presidente Dc e degli uomini della sua scorta, dopo le sentenze dei processi Moro quater e Moro quinquies e dopo i risultati di una apposita Commissione bicamerale d’inchiesta istituita nella VIII legislatura, torna a galla, come avviene ciclicamente,  la richiesta di nuovi approfondimenti.
Eppure pochi “casi” di terrorismo sono stati indagati come questo. Giovanni Bianconi, poco dopo la pubblicazione del suo libro Eseguendo la sentenza, aveva spiegato che “del caso Moro se ne sa più che dei due omicidi Kennedy messi insieme”. A differenza che per molti altri “misteri “, infatti, indagini e processi hanno portato ad accertare i colpevoli e a ricostruire le fasi del sequestro e dell’uccisione.
Non può dirsi lo stesso, per esempio, per la strage dell’Italicus (12 morti e 48 feriti),  avvenuta il 4 agosto del 1974. Nessun colpevole è stato individuato. Così come non si sa chi abbia compiuto la strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974). Dopo l’ultimo processo conclusosi a Brescia alla fine dello scorso anno gli imputati per la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102 sono stati assolti. Circostanze da chiarire per l’uccisione, nel 1979, del giornalista Mino Pecorelli, per il caso Mattei, il presidente dell’Eni morto nel 1962, per citare solo alcuni casi. Così come meriterebbero supplemento d’indagine sia il Golpe Borghese (notte tra il 7 e 8 dicembre 1970), che la vicenda Gladio.
Soprattutto, ed era il compito, mai del tutto portato a termine, della “Commissione d’inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” (attiva dal 1988 al 2001), ci si dovrebbe chiedere perché si sia riusciti a far luce quasi interamente sul fenomeno del terrorismo di sinistra e si sia rimasti pressoché all’oscuro delle trame eversive di destra.
Una nuova Commissione sul caso Moro? Forse meglio indirizzare risorse ed energie per esplorare quello che è davvero rimasto senza risposte.

 
 
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