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martedì 03 agosto 2021
 
studente e papà
 

«Con la mia tesi ho studiato come sta cambiando la famiglia»

21/05/2021  «Lavoro part-time e curo i ragazzi. Devo molto a mia moglie, ingegnere edile. È stata presente quando ero impegnato con l'università. Ho approfondito il Rapporto 2020 del Centro internazionale studi famiglia, una “fotografia” della nostra società. Il mio sogno è diventare insegnante»

La corona d’alloro ce l’aveva, sulla testa, come ogni laureato d’Italia che esce dall’università sprizzando gioia per la chiusura di un ciclo e l’avere tutta la vita davanti. Paolo Berdusco la vita e la gioia le ha portate direttamente con sé, il giorno in cui si è laureato, a marzo, presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I” di Belluno. L’emozione resta immortalata in una foto con la moglie Chiara e i cinque „figli, una bella squadra composta da Filippo, Maddalena, Giovanni, Benedetta, „fino alla piccola Agnese, che certamente non coglie la portata del traguardo di suo papà, che mentre lavorava e li accudiva ha studiato e scritto una tesi in Scienze religiose dedicata a “La famiglia nella società post-familiare. Rilievi antropologici”.

Da padre di una famiglia numerosa, Paolo si è messo al lavoro su un tema che certamente lo coinvolge: il Rapporto 2020 del Centro internazionale studi famiglia, una “fotografia” della nostra società che sta cambiando così rapidamente da dover essere ormai defi„nita “post-familiare”, perché la disgregazione dei legami, le separazioni e i divorzi, la denatalità stanno andando in una direzione completamente diversa da quella che lui ha scelto con Chiara. «È stato un argomento che mi ha sfidato», conferma, «perché nella post-modernità ci sono segnali evidenti che la struttura della famiglia è cambiata e penso che si tratti di un fenomeno inarrestabile. Ma credo anche che in questo panorama arrivino molti segnali positivi dalle famiglie che testimoniano la forza dei valori di umanità e amore dell’antropologia cristiana che, come spiega papa Francesco nei suoi discorsi, possono essere un faro nella fragilità del nostro tempo».

Paolo e Chiara si sono conosciuti da ragazzi, negli scout, e dopo il loro percorso di impegno giovanile si sono sposati. «Ci eravamo confrontati rispetto alla voglia di avere una famiglia numerosa ed eravamo d’accordo che ci saremmo sostenuti a vicenda», racconta. È stato davvero così: «Ho scelto di lavorare part-time, tre giorni alla settimana, per privilegiare il lavoro di mia moglie, che è ingegnere edile. Non sempre siamo stati capiti dagli altri, in questa organizzazione in cui io sono più presente in casa e per la cura dei ragazzi piuttosto che sul lavoro, ma credo che sia un altro modo per testimoniare l’importanza di supportarsi reciprocamente. Quando ho avuto bisogno di tempo e di momenti liberi per seguire le lezioni, studiare e preparare la tesi, Chiara è stata presente e mi ha permesso di raggiungere questo risultato: la mia laurea la devo a lei».

Una staffetta nelle soddisfazioni e nei sacrifici: «Fagocitati dalla quotidianità di una famiglia come la nostra, spesso non resta tempo per la coppia», prosegue. «Per questo da un anno e mezzo stiamo facendo la Scuola di formazione familiare al Centro della famiglia di Treviso. Sono incontri che ci aiutano a curare la relazione, a prendere del tempo per rigenerarci, a volte aggiustare il tiro in alcune dinamiche. È bello ritrovarci anche con altre famiglie che vivono le nostre stesse esperienze». Il tempo sospeso del Covid, che ha tanto colpito le solitudini sociali, ha trovato questa famiglia più resiliente: «È stato un grosso banco di prova, ma lo abbiamo affrontato serenamente. I bambini hanno giocato insieme e si sono ritrovati in ritmi più lenti, si sono coccolati la piccola Agnese e Benedetta, nata con la sindrome di Down, un dono nella nostra famiglia, con la sua fantastica simpatia».

Con la sua tesi nuova di zecca, ora Paolo vorrebbe realizzare un nuovo sogno, quello di insegnare. Nel frattempo, leggendo le tematiche d’attualità, parla con consapevolezza di ciò che serve ai progetti dei giovani: «Di certo i temi del sostegno economico e sociale sono importanti, perché in una fase economica come la nostra servono aiuti per far crescere i figli», dice. «Ma serve anche qualcos’altro: dei testimoni come noi che esprimano la bellezza di stare insieme, e che fare famiglia è un’impresa possibile».

 
 
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