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lunedì 25 ottobre 2021
 
Famiglia spezzata
 

«Con mio marito siamo sull’orlo di un burrone. Il primogenito ne soffre»

20/04/2021 

Sono mamma di un bambino di 4 anni e di uno di 6 anni e mezzo, che ha iniziato quest’anno la scuola primaria. È un bambino molto sensibile e introverso. A tutti appare calmo e tranquillo, ma poi a casa manifesta violenti scatti di rabbia e ansia. Da due anni viviamo una situazione molto complessa in famiglia. Con mio marito la situazione è molto tesa e io non riesco a risolvere nulla, quando gli propongo di affrontare e gestire i nostri problemi. È diventato verbalmente molto aggressivo con me e ci sta trascurando. Da più di un anno penso che dovrei mettere la parola fine alla nostra famiglia, ma mio marito dice che non lo possiamo fare, per il bene dei bambini. Così siamo sempre in guerra. Forse anche a causa di questo, e soprattutto dopo il lockdown, il primogenito ha sviluppato una serie di paure che lo gettano spesso nel panico: gli basta vedere un ragno o salire su una torretta per manifestare una paura incontrollabile che lo rende incapace di fare qualsiasi cosa. Per cui bisogna soccorrerlo e aiutarlo in tutto. È diventato anche molto incerto ogni volta che deve fare una scelta, cosa che non avveniva fino allo scorso anno. Non vuole più partecipare a nessuna attività motoria, nemmeno quelle che gli sono sempre piaciute.

CATERINA

Gentile Caterina, tuo figlio ti sta mostrando i segni di una sofferenza profonda. I suoi comportamenti sono indicatori di un grave disagio emotivo, certamente amplicato dall’atmosfera emotivamente tossica che si respira nella vostra famiglia. Non ha nessun senso dire “Stiamo insieme per il bene dei bambini” se ogni giorno vivete esperienze di maltrattamento e trascuratezza affettiva che rendono tutto fragile e vacillante. Gli attacchi di paura, l’incapacità a fare scelte, la demotivazione verso le attività sportive che il bambino ha sempre fatto con interesse sono aspetti che rivelano la sua profonda prostrazione emotiva. C’è davvero bisogno che tu affronti con tuo marito la situazione, impedendogli di ricorrere all’alibi di "Se ci separiamo, i nostri figli soffrono". Vero che i figli soffrono quando i genitori si separano, ma ancor più quando stanno insieme in modo maldestro e violento, come sta succedendo a voi, in un clima di grande vulnerabilità che mette paura e traumatizza (è questa la parola che mi sento di usare) il vostro primogenito. Per aiutare lui, bisogna prima di tutto che voi due genitori impariate ad aiutare voi stessi, facendo le scelte giuste. Ovvero chiedendo aiuto a un consultorio, parlando con il pediatra dello stato di sofferenza manifestato dal bambino e costruendo un progetto a medio e lungo termine per la vostra famiglia che faccia sentire tutti al sicuro. Nel frattempo leggi L’arte di riparare il cuore di D. Baroni e Genitori al singolare, che parla di genitori che, anche dentro una coppia, alla fine devono fare tutto da soli (Erickson ).

 
 
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