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martedì 20 ottobre 2020
 
Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare
 

Con “Ri- pescato” il pesce di frodo arriva alle persone bisognose

29/09/2020  È un progetto di Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare. La Sicilia è la prima regione di sviluppo dell'iniziativa: in 18 mesi sono stati distribuiti 83mila pasti grazie al recupero di oltre 12mila kg di pescato di frodo. Un cibo ricco di valori nutrizionali offerto alle persone bisognose che altrimenti sarebbe andato sprecato

È un progetto nazionale unico in Europa quello voluto da Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare, presentato nei giorni scorsi ai Mercati Agro-Alimentari Sicilia (MAAS) RI-PESCATO: dal mercato illegale al mercato solidale finalizzato al recupero e alla lavorazione del pesce sequestrato e alla sua distribuzione agli enti caritativi.

Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Banco Alimentare - già partner della Banca perché da diversi anni ne sostiene la mission che prevede il recupero e la raccolta di alimenti per redistribuirli a organizzazioni che in Italia offrono aiuti alimentari e persone indigenti - si è resa promotrice e sostenitrice del nuovo progetto per assicurare che il prodotto, altamente deperibile e allo stesso tempo con un elevato valore nutrizionale, sia destinato a chi vive situazioni di difficoltà sociale ed economica.

La Sicilia è, infatti, la prima regione di sviluppo dell’iniziativa che si svolge grazie al lavoro congiunto di diversi soggetti: le Capitanerie di Porto siciliane, il MAAS - Mercati AgroAlimentari Sicilia, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, gli enti caritativi convenzionati con la rete del Banco Alimentare. Nei primi 18 mesi di sperimentazione, il progetto ha consentito la distribuzione di circa 83.000 pasti a persone bisognose grazie al recupero di oltre circa 12.000 kg di pescato di frodo.

L’attività si articola in diverse fasi. Il prodotto, dopo la confisca, viene conservato in celle frigorifere idonee, fino alla certificazione di idoneità al consumo umano da parte dell’ASP entro 24 – 48 ore. Successivamente viene trasferito con appositi furgoni refrigerati presso cooperative locali per essere lavorato, congelato e infine distribuito alle organizzazioni caritative siciliane. L’impatto sociale e i benefici del progetto sono numerosi: il contenimento dello spreco alimentare, la tutela della salute, il rispetto dei valori di legalità (potrebbe essere immesso sul mercato illegalmente), la salvaguardia dell’economia del territorio e dell’occupazione.

Lo sviluppo di questo progetto e del suo innovativo modello di recupero potrà essere esteso dal territorio siciliano ad altre regioni costiere in Italia nei prossimi mesi, raggiungendo alcuni tra i più importanti obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030. RI-PESCATO, infine, si candida a essere une delle migliori best practice nell’ambito della prima “Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari” (International Day of Awareness for Food losses and waste) istituita dalle Nazioni Unite il 29 settembre per sensibilizzare la popolazione mondiale sull’importanza di questa tematica.

«Siamo molto contenti di questo nuovo intervento che ci vede ancora una volta insieme al Banco Alimentare» ha dichiarato Elena Jacobs, Responsabile Valorizzazione del Sociale e Relazioni con le Università di Intesa Sanpaolo. «Dopo l’accordo di collaborazione quadriennale e il sostegno al progetto Siticibo che ci hanno permesso di offrire milioni di pasti alle persone in difficoltà, questa iniziativa originale e innovativa rafforza l’impegno della Banca a favore delle persone in stato di bisogno, così come previsto dal Piano d’Impresa. Un progetto complesso, sfidante, che ci ha consentito - attraverso il lavoro sinergico di una pluralità di soggetti locali, pubblici e privati - di raggiungere numerosi obiettivi SDGs dell’agenda 2030 ONU: contrasto alla povertà, riduzione delle disuguaglianze, tutela della salute, salvaguardia ambientale, contenimento dello spreco alimentare e sostegno al lavoro dignitoso e alla crescita economica».

Giuseppe Parma, Direttore Generale di Fondazione Banco Alimentare ha commentato: «La collaborazione tra Banco Alimentare e Intesa Sanpaolo ha radici storiche e negli ultimi anni si è ulteriormente sviluppata: è stata la stessa Banca a proporci la possibilità di finanziare progetti innovativi che potessero aprire nuove possibilità di sostegno alimentare per le persone in difficoltà, andando a incidere anche su inclusione sociale e sui temi di economia circolare. Il sostegno di Intesa Sanpaolo per il Progetto RiPescato ha consentito una “strutturazione” dello stesso e l’impiego di risorse adeguate per la sua gestione. Banco Alimentare guarda a questo progetto come conferma della necessità di collaborazione tra profit e no-profit, che mettendo a disposizione l’uno dell’altro risorse, competenze ed idee possono lavorare insieme impattando positivamente sull’intera comunità. Una collaborazione come questa, infatti, potenzia la nostra mission e ci apre a nuove possibilità di progettazione e di sostegno alle persone in difficoltà”.

 

Sotto, in 120 secondi il racconto del progetto

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