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mercoledì 19 giugno 2024
 
 

Governo e Terzo settore, si dialoga

28/03/2012  Su iniziativa del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si è svolto a Roma il primo incontro di quello che dovrebbe essere un tavolo permanente. Tanti i problemi da risolvere.

Non è ancora il sereno, ma è almeno un primo spiraglio di luce, dopo il ciclone abbattutosi negli ultimi tempi sul variegato mondo di chi è impegnato nel sociale. Su iniziativa del ministero del Welfare, nasce quello che vuole essere un "tavolo permanente di confronto" tra Governo, Terzo settore e volontariato. Coordinato dal sottosegretario Maria Cecilia Guerra, vede coinvolti, gli uni accanto agli altri, i rappresentanti del Forum del Terzo settore, di CsvNet (Coordinamento nazionale centri di servizio del volontariato) e della ConVol (Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti di volontariato).

Lunedì 26 marzo si è svolto un primo incontro preliminare, ma in tempi strettissimi il gruppo di lavoro tornerà a riunirsi. Perché i nodi da affrontare sono tanti e urgenti. In primo piano le questioni economiche, dalla normativa fiscale sulle organizzazioni sociali al dibattito relativo al cinque per mille. Ma bisogna anche parlare di registri e banche dati delle associazioni e naturalmente aprire un canale di comunicazione con Regioni ed enti locali.

«Dopo che il Governo ha deciso di cancellare l'Agenzia del Terzo settore – fa notare Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo settore – un nuovo spazio di confronto era quanto mai necessario. E' importante che il ministero si confronti con volontariato e associazionismo non solo attraverso i suoi osservatori, ma anche dialogando con una realtà terza, qual è appunto il Forum. Da questo punto di vista noi siamo una parte sociale anomala, perché non rappresentiamo solo le nostre associazioni aderenti, ma anche i diritti di coloro che da queste associazioni sono tutelati».

Il tavolo, dunque, può essere uno strumento per rimettere al centro politiche sociali e cooperazione. Ma le parole non bastano. «E' sicuramente un segnale positivo, capace di consolidarsi nel tempo – prosegue Olivero - Abbiamo fiducia nei nostri interlocutori, persone credibili, che hanno le competenze per affrontare queste sfide insieme a noi. Ma certo non ci fermeremo alle buone intenzioni».

Per cambiare davvero qualcosa, serve un «salto di qualità», che coinvolga l'intero Governo: «Abbiamo bisogno di risposte urgenti sul cinque per mille, sul servizio civile, esperienza che rischia di fallire, sui fondi per le persone non autosufficienti. C'è in gioco la coesione sociale e quindi il futuro del Paese. Negli ultimi tre anni sono stati aboliti i fondi speciali per le politiche sociali. Parliamo di tagli per un miliardo e mezzo di euro, cifra in sé risibile nel bilancio del welfare, ma drammatica, perché interamente sottratta all'ambito della sussidiarietà. Le conseguenze sono state tante e gravi. Quasi ogni giorno riceviamo segnalazioni di cooperative e associazioni di volontariato che cessano la loro attività perché gli enti locali non hanno più fondi».   

 
 
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