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lunedì 17 gennaio 2022
 
Lavoro e parità
 

Obbligatori 15 giorni di congedo per i neo papà. La proposta di Boeri

07/11/2016  L'economista Tito Boeri ha chiesto che per legge i neo papà usufruiscano obbligatoriamente di 15 giorni di congedo parentale dopo la nascita di un figlio. Un proposta lodevole che si scontra con la nostra cultura dove la donna è ancora la principale responsabile della maternità e della cura dei bambini. Con conseguenze sul suo lavoro e sulla carriera tali da creare enormi divari con i colleghi uomini.

Ha fatto discutere la proposta del presidente dell’Inps Tito Boeri riguardo l’importanza di rendere obbligatori 15 giorni di congedo di paternità nel primo mese dalla nascita di un figlio, importante al punto che sarebbero da prevedere sanzioni per far rispettare il congedo per i papà. Il tutto per «spezzare il circolo vizioso che si è creato su un equilibrio sbagliato, che vede l'uomo con maggior potere contrattuale nello stabilire chi deve lavorare e chi deve stare con i figli».

Attualmente, in seguito alla Legge di Stabilità 2016, sono previsti, due giorni di congedo obbligatorio per i papà dipendenti a cui si possono aggiungere altri due giorni di congedo facoltativo (alternativo al congedo della madre), che devono essere utilizzati entro e non oltre il quinto mese di vita del bambino. Per tutti e quattro questi giorni spetta il 100% di retribuzione.

Tito Boeri lancia una proposta significativa e lodevole con la quale tenta di cambiare un background culturale come quello italiano dove la donna sembra essere, ancora, la sola in famiglia, a usufruire della possibilità di stare a lungo vicino al bambino nei primi mesi di vita ma anche la sola a subire le conseguenti ricadute negative sulla sua professione e sulla sua carriera

Secondo il presidente dell'Inps, la proposta fatta nel corso del convegno di “Elle Active!”, organizzato dall'omonima rivista è «fondamentale per un Paese come il nostro, in cui si penalizza in modo pesante la carriera delle madri». Ha poi citato dati Inps: «il tasso di occupazione delle donne scende dal 65 al 50% per chi ha un figlio e al 30% per chi ha più figli» e ha  aggiunto che «in altri Paesi questa differenza è minima ed in Danimarca avviene addirittura il contrario». Infine, le donne con figli subiscono una «penalizzazione del 15%» a livello salariale. Quanto ai congedi di paternità, «nei primi 6 mesi del 2016, con il passaggio da 1 a 2 giorni di congedo obbligatorio, abbiamo avuti tanti quanti se ne sono fatti nell'intero 2015».

Boeri, poi, ha segnalato che «i datori di lavoro considerano le donne con figli come un costo e culturalmente si crede che le madri che lavorano siano cattive madri, ma non è così, risultato solo 4 padri su 100 prendono congedi facoltativi». Quanto al ruolo dei padri, Boeri ha citato «studi fatti in Paesi con la paternità obbligatoria» da cui emerge che «la presenza dei padri ha contribuito allo sviluppo cognitivo dei figli», perchè «anche i padri hanno un ruolo importante nella genitorialità».
Scettica Emma Bonino perché contraria a uno Governo che entra troppo deciso nelle scelte individuali: «Penso che nelle relazioni di coppia si debba lasciare un margine di contrattualità interna, senza dirigismo, non vorrei che il governo c'entrasse troppo». E possibilista il Ministro del lavoro Poletti: «sarà naturalmente presa in considerazione: tutte le proposte hanno dei costi, bisogna vedere come questi costi sono sostenibili».

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