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Contro lo spreco alimentare, ok della Camera alla proposta di legge

18/03/2016  Nel mondo un terzo del cibo prodotto viene sprecato. La Fao stima 1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettate ogni anno per un valore complessivo di 750 miliardi. Con 277 voti a favore, nessun voto contrario e 106 astensioni, la Camera dei deputati ha approvato il 17 marzo il testo unificato delle proposte di legge contro gli sprechi di prodotti alimentari e farmaceutici. In attesa del passaggio anche al Senato, la soddisfazione del premier Renzi da Bruxelles e del ministro alle politiche agricole e forestali Martina.

Con 277 voti a favore, nessun voto contrario e 106 astensioni, la Camera dei deputati ha approvato il 17 marzo 2016 il testo unificato delle proposte di legge: “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.

Diciotto articoli, per combattere lo spreco alimentare e snellire tutte le procedure burocratiche che fino a oggi rendevano difficoltoso donare i prodotti alimentari o farmaceutici invenduti a chi ne ha bisogno.

Il provvedimento dovrà passare ora all’esame del Senato.


Commento positivo da parte di Matteo Renzi, che da Bruxelles, all’uscita dal Consiglio europeo, ha commentato. «C’è una notizia particolarmente bella. Oggi è accaduta una cosa straordinaria: alla Camera è stata approvata in prima lettura la legge contro lo spreco alimentare e lo spreco dei farmaci».

«Il voto conferma l’Italia in prima linea nella lotta contro lo spreco alimentare», ha invece dichiarato il ministro  delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. «È un intervento necessario per contrastare un fenomeno che solo in Italia vale 12 miliardi di euro l’anno. Un Paese a spreco zero è un Paese con cittadini-consumatori consapevoli, che fa diventare le buone pratiche abitudini quotidiane e non eccezioni. Con la legge di stabilità abbiamo reso per le aziende più conveniente donare che sprecare, ogni anno recuperiamo 550mila tonnellate di cibo in eccedenza e le distribuiamo a chi è in difficoltà. Ma puntiamo a fare di più e meglio. Il nostro obiettivo infatti è portare queste tonnellate a 1 milione entro il 2016 e stiamo rafforzando l’impegno del tavolo indigenti che ci vede in prima linea insieme agli enti caritativi, al mondo dell’industria, alla grande distribuzione e alle organizzazioni agricole. Anche questa è una delle eredità di Expo Milano 2015 e della Carta di Milano».

 L’idea della legge è che le eccedenze alimentare (per esempio, gli alimenti invenduti per carenza di domanda e ritirati dalla vendita) e gli alimenti recuperati (prodotti scartati dalla catena agroalimentare per motivi commerciali o estetici o perché prossimi alla data di scadenza, nel rispetto rigoroso delle misure di conservazione) non sono da considerare rifiuti ma cibo che può essere utilizzato da chi ne ha bisogno.

Partendo dalle buone pratiche già diffuse da decenni in Italia, la norma si propone di semplificare le regole per la cessione gratuita degli alimenti dagli operatori del settore alimentare agli enti privati che senza scopo di lucro operano per “finalità civiche e solidaristiche”.

Il provvedimento stabilisce modalità di cessione e requisiti di conservazione delle eccedenze che ne garantiscano la sicurezza igienico-sanitaria in linea con le norme europee, chiarendo che il termine di conservazione indicato non le rende inutilizzabili, a condizione che siano state conservate correttamente e il loro imballaggio sia integro.

Consentita anche alle imprese agricole la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti in campo o di allevamento. 

Il testo prevede campagne informative di sensibilizzazione, anche sulla Rai, il rifinanziamento con 2 milioni di euro per il 2016 del fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti e l’ istituzione di un fondo nazionale per progetti innovativi di ricerca e sviluppo finalizzati alla limitazione degli sprechi, all’impiego delle eccedenze e alla produzione di imballaggi riciclabili, con una dotazione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

Riconosciuta ai Comuni la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari e a titolo gratuito li cedono alle persone in condizioni dì bisogno.

Qualora siano stati confiscati prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale, il giudice ne dispone la cessione gratuita a enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, a fini di solidarietà.

Sdoganato anche il family (o doggy) bag: per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione le regioni possono stipulare accordi o protocolli d'intesa per promuovere comportamenti responsabili e pratiche virtuose per dotare gli operatori della ristorazione di contenitori riutilizzabili, realizzati in materiale riciclabile, idonei a consentire ai clienti l'asporto dei propri avanzi di cibo.
 
Un'attenzione particolare anche agli sprechi nelle mense: la proposta di legge prevede l'emanazione da parte del ministero della Salute di indicazioni per gli enti gestori di mense scolastiche, comunitarie, sociali, aziendali e ospedaliere per prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti.

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