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mercoledì 05 ottobre 2022
 
Coppie gay
 

Coppie gay, Zapatero all'italiana

10/01/2014  Il viceministro Maria Cecilia Guerra (Pd) vorrebbe la “piena equiparazione” tra coppie etero e omosessuali con la possibilità per quest’ultime anche di adottare figli. “Il Paese”, sostiene, “è maturo per questo. Lo dicono i sondaggi”. Ma la Costituzione e il buonsenso non si cambiano a colpi di statistica

Zapatero è tornato. Ricordate la "plena equiparaciòn" e la "plena igualdad juridica" contenute nella sua legge che nel 2004 mise sullo stesso piano, sotto ogni profilo costituzionale e del Codice civile, tutti i tipi di unione? Con un tratto di penna, dalla sera alla mattina, dal lessico giuridico spagnolo furono depennati moglie e marito, mamma e papà per far posto a coniuge X e coniuge Y, genitore 1 e genitore 2. E il matrimonio e la famiglia svuotati del loro significato peculiare basato sulla differenza sessuale dei contraenti.

Maria Cecilia Guerra
, viceministro Pd del Lavoro con delega alle pari Opportunità, in un’intervista al Corriere della Sera del 9 gennaio ha ripreso, più o meno, lo stesso concetto e alla domanda se fosse favorevole all’adozione per le coppie gay ha spiegato: «Personalmente penso di sì perché sono a favore di una piena equiparazione. Ma intanto penso si debba convenire sul fatto che se all`interno della coppia omosessuale c`è un genitore naturale single, credo che il partner debba avere la possibilità di adottare quel figlio. E non vedo che tipo di obiezioni potrebbero esserci a una cosa simile». Salvo poi, qualche battuta più in là, derubricare tutto a «posizione personale» anche se a parlare, con un’intervista al primo quotidiano italiano, è un viceministro della Repubblica e non un privato cittadino.

Un’uscita, quella di Guerra, che merita almeno due riflessioni. La prima è che spiace constatare come un autorevole esponente del governo abbia le idee un po’ confuse in tema di adozioni dove l’unico diritto che andrebbe preso seriamente in considerazione non è quello degli adulti, omo o etero che siano, ad adottare a tutti i costi ma quello dei figli abbandonati ad essere accolti e ad avere una famiglia. Se si capovolgesse la prospettiva e si mettessero in primo piano i bambini, forse il governo indirizzerebbe i suoi sforzi, come sollecitano da tempo numerose associazioni e Onlus che si occupano di questo, non tanto per estendere (supposti) diritti a pochi ma per riformare in maniera organica una materia assai complessa dove l’eccesso di burocrazia, interessi nascosti, il potere di alcune lobby e ostacoli economici impediscono a tantissime coppie in attesa da anni di poter adottare tanti bimbi abbandonati.

La seconda riguarda il potere, sempre evocato, dei sondaggi. «Il Paese», ha detto il viceministro riferendosi all’urgenza di legiferare per dare a tutte le coppie gli stessi diritti, «è maturo per questo. Lo dicono i sondaggi. L’Istat ha scoperto che il 62,8% degli italiani pensa che sia giusto che una coppia di omosessuali che convive possa avere per legge gli stessi diritti di una coppia sposata. Il 43,9% pensa sia addirittura giusto che si sposino».

Il ragionamento, nella sua brutalità, è semplicissimo: lo vuole il popolo (ammesso che lo voglia davvero) e il Parlamento deve semplicemente adeguarsi. E qui ritorna Zapatero. L’ex premier spagnolo, infatti, in un’intervista al Time nel 2004 spiegò di «non essere affatto un grande leader politico, né di aspirare ad esserlo». Per poi aggiungere: «Ecco il mio socialismo ciudadiano: riconosco che quando una forte maggioranza di cittadini dice qualcosa, quel qualcosa è giusto».

Insomma, il matrimonio, con il suo significato sociale specifico sul piano antropologico, giuridico e storico, val bene un sondaggio. E può essere allegramente derubricato a una variante tra le tante dell’eros anche in barba alla Costituzione repubblicana che all’articolo 29 recita: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Lo scrissero i padri costituenti che non erano solo cattolici ma anche comunisti e liberali per affermare un concetto semplice semplice: il matrimonio come "società naturale", basato sull’eterosessualità, non è la visione dei rapporti uomo-donna che hanno solo i cattolici ma vale per tutti. Con buona pace dei sondaggi.  

 
 
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