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giovedì 09 luglio 2020
 
 

Coronavirus, al San Raffaele sperimentazione su un farmaco antiartrite

14/05/2020  Uno studio condotto dall'immunologo Giulio Cavalli, e coordinato da Lorenzo Dagna, primario dell'Unità d’Immunologia e Reumatologia, mostra l'efficacia del farmaco Anakinra capace di spegnere l'eccessiva risposta immunitaria causata dalle forme gravi di Covid-19. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Lancet Rheumatology. «L’esito dovrà essere confermato da ulteriori studi, di dimensione maggiore, ma è promettente», spiegano

Lorenzo Dagna, primario dell'Unità di immunologia e reumatologia dell'ospedale San Raffaele di Milano
Lorenzo Dagna, primario dell'Unità di immunologia e reumatologia dell'ospedale San Raffaele di Milano

L'Italia batte un colpo nella lotta al coronavirus e lo fa in uno dei suoi centri di eccellenza di cura e di sperimentazione: l'ospedale San Raffaele di Milano. Nell'ambito delle diverse ricerche sui farmaci portate avanti in più centri a livello nazionale, uno studio del nosocomio presentato con ottimismo ma anche con prudenza - condotto dall'immunologo Giulio Cavalli, e coordinato da Lorenzo Dagna, primario dell'Unità di immunologia e reumatologia - mostra l'efficacia e la sicurezza del farmaco antiartrite Anakinra capace di spegnere l'eccessiva risposta immunitaria causata dalle forme gravi di Covid-19. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Lancet Rheumatology. La sperimentazione, su 29 pazienti ricoverati al San Raffaele in ventilazione non-invasiva e con quadri clinici ad alto rischio, è stata effettuata all'interno del maxi studio clinico osservazionale su Covid-19 coordinato da Alberto Zangrillo, direttore della Unità di anestesia e rianimazione e da Fabio Ciceri, vice direttore scientifico per la ricerca clinica.

Il farmaco agisce neutralizzando Interleuchina-1 (IL-1), una molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta alle infezioni. «Per bloccare la risposta infiammatoria eccessiva e dannosa scatenata dal coronavirus, abbiamo utilizzato il farmaco a un dosaggio più elevato e con una somministrazione diversa rispetto all'abituale, endovenosa e non sottocutanea. A 21 giorni dal trattamento, il 72% dei pazienti mostrava un netto miglioramento della funzione respiratoria e dell'infiammazione sistemica», spiega Giulio Cavalli.

Il gruppo di pazienti Covid-19 trattati con dosi elevate di Anakinra è stato confrontato retrospettivamente con un gruppo di controllo di 16 pazienti che, al contrario, aveva ricevuto solo la terapia standard. La differenza è notevole: nel gruppo di controllo la funzione respiratoria è migliorata solo nel 50% dei pazienti e la mortalità è risultata essere quattro volte superiore.

«I risultati ottenuti dovranno essere confermati da ulteriori studi, di dimensione maggiore, ma sono promettenti. Considerato inoltre che Anakinra è un farmaco accessibile e immediatamente disponibile in Italia e in gran parte del mondo, quanto da noi descritto potrebbe avere un risvolto clinico immediato: una terapia off-label sicura per attenuare la tempesta infiammatoria scatenata dal nuovo coronavirus», precisa Lorenzo Dagna. Che sottolinea: «Mentre fino ad oggi è stata posta una grande attenzione sull'interferenza con la replicazione virale, i nostri dati suggeriscono come il controllo dell' infiammazione possa essere cruciale».

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