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sabato 26 settembre 2020
 
fase 2 e ludopatia
 

Niente slot e scommesse, parziale marcia indietro sul gioco d'azzardo

30/04/2020  Nei tabaccai macchinette ancora spente e niente scommesse su eventi sportivi. Il 4 maggio ripartono comunque Lotto e SuperEnalotto. La Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” insieme ad altre associazioni scrive al premier Conte: «Ridiscutere il sistema delle concessioni dell'azzardo alle grandi società commerciali, scelta che ha incentivato il patologico fenomeno dell'azzardo di massa nel nostro Paese»

Sulla riapertura del gioco d’azzardo parziale, ma importante, dietrofront. Con un decreto del Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli., Marcello Minenna, pubblicato mercoledì sul sito dell’amministrazione, si stabilisce che non avverrà la riapertura della raccolta di scommesse sportive, virtuali e slot machine, prevista a partire dall’11 maggio nei tabaccai e in quegli esercizi commerciali per i quali è stata autorizzata la riapertura nella fase 2. Cioè quelli che ospitano corner e punti scommessa, come ad esempio gli Internet Point. La precedente decisione del 23 aprile, come ricorda l’agenzia Agipronews, consentiva, solo nelle tabaccherie, la ripresa dei giochi, mantenendo in ogni caso l’obbligo di spegnimento dei monitor e dei televisori. Sempre dalla stessa data, è disposta la ripresa della raccolta in modalità on-line delle scommesse In un comunicato si legge che «a parziale modifica della determinazione direttoriale n. 125127/RU del 23 aprile 2020, in data odierna è stata emanata una nuova determinazione direttoriale che prevede l’impossibilità di riapertura della raccolta presso esercizi per i quali non vige obbligo di chiusura, delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi, ivi compresi quelli simulati e della raccolta tramite dispositivi elettronici del tipo “slot machines ”, inizialmente prevista per l’11 maggio p.v. e la possibilità di raccolta solo in modalità online per le scommesse che implicano una certificazione da parte di personale dell’Agenzia».

Restano confermate le riaperture, dal 4 maggio, di Lotto e SuperEnalotto, ma il dietrofront riguarda quelle più pericolose, come slot e scommesse, per le quali oltretutto sarebbe stato molto difficile evitare assembramenti nelle tabaccherie, visto che si tratta di “giochi” che possono avere lunga durata soprattutto per i giocatori compulsivi e patologici. Inoltre, come sottolinea la determinazione, il Dpcm del 26 aprile ha «inibito ogni attività» di sale slot e sale scommesse, e quindi era necessario «allineare» le decisioni dell'Agenzia con quelle del Governo. Questa decisione che sana un'evidente contraddizione tra chiusura confermata almeno fino al 18 maggio delle sale slot e VLT (le macchinette dove si può giocare con banconote di carta, ndr) e la riaccensione dall'11 maggio delle 60mila "macchinette" nelle tabaccherie (per le centinaia di migliaia nei bar non ci sono ancora ipotesi precise). Su questa decisione hanno sicuramente influito, come denunciato da Famiglia Cristiana, Avvenire, Vita e da numerose associazioni no-slot e che si occupano di assistere i giocatori patologici, le file che si sono formate fin dal primo giorno di ripresa del gioco d’azzardo. E ancora senza slot e scommesse. Un vero rischio, dal punto di vista sanitario, per l'emergenza Covid-19 ma anche un segnale etico devastante perché l’azzardo è stato l’ultimo a chiudere, il 21 marzo, e il primo a riaprire il 27 aprile con alcune modalità di gioco come “10&Lotto”, “Millionday”, “Winforlife” e “Winforlife Vincicasa”. Riapertura, questa, confermata e già in atto come la ripresa, dal 4 maggio, di “SuperEnalotto”, “Superstar”, “Sivincetutto SuperEnalotto”, “Eurojackpot”, “Lotto tradizionale”, nonché delle «scommesse online che implicano una certificazione da parte di personale dell’Agenzia».

Resta, anche perché non è mai stata interrotta, la vendita dei Gratta&Vinci, ma alcuni sindaci come quello di Bergamo li hanno vietati perché si creavano file e assembramenti soprattutto di anziani, e le scommesse online. Ma la conferma del blocco di slot e scommesse “fisiche” è certamente un provvedimento importante sul fronte della lotta all’azzardopatia. E risponde, almeno in parte, agli appelli lanciati nei giorni scorsi dalle associazioni impegnate sul fronte del contrasto al grande affare dell'azzardo. E che chiedevano proprio di sospendere la riapertura.

L'appello della Consulta Nazionale Antiusura a Conte

Nei giorni scorsi al governo è arrivato l’appello della Consulta Nazionale Antiusura «Giovanni Paolo II» che insieme ad altre associazioni come il Cartello «Insieme contro l'Azzardo», l'Associazione Nuove Dipendenze (And), l'Associazione per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie (A.git.a), Vita, Città Nuova e Slot Mob, ha scritto al presidente del Consiglio Conte per fermare la ripartenza dell'azzardo e contestualmente, al fine di intraprendere una “exit strategy”, dare la disponibilità a costituire un tavolo di lavoro e di confronto, finalizzato ad analizzare ogni aspetto economico, finanziario e di salute pubblica dell'attuale modello di offerta, scientificamente ritenuto nocivo per la salute pubblica: «Caro Presidente Conte - scrivono le associazioni firmatarie -, nella tempesta che sta flagellando il Paese ammetterà che stride nella fase 2 dell'attuale emergenza, rivolta alla ripartenza graduale e del ripristino delle attività “secondo criteri che privilegino motivi di salute pubblica” e “nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria”, trovare l'azzardo. «Attribuire all'azzardo il requisito di attività essenziale - osservano -, tanto da privilegiarne il ripristino rispetto alla scuola, non solo lo troviamo sbagliato sotto il profilo etico ma anche è soprattutto un errore di carattere sostanziale. Lei sa benissimo che a fronte di poco più di 7 miliardi di euro di ricavi erariali, riprendere con l'azzardo prima ancora di tutta la filiera produttiva ed educativa, significa incentivare la formazione di sacche imponenti di povertà, di riduzione alla fame di molte famiglie, di disperazione e anche di morte dei più fragili, indifesi e poveri».

I firmatari del documento chiedono, perciò, che sia questo il tempo di ridiscutere il sistema delle concessioni dell'azzardo alle grandi società commerciali, «scelta che ha incentivato il patologico fenomeno dell'azzardo di massa nel nostro Paese». E rivolgendosi ai governanti, alle istituzioni, al mondo scientifico, economico e finanziario: «Hanno il dovere di progettare una Fase 2 senza il ripristino de “l’affare azzardo” ma di pensare a una umana alternativa aperta anche per i lavoratori che operano nel settore».

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