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domenica 31 maggio 2020
 
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Coronavirus, i vescovi italiani nei cimiteri pregano per i defunti

27/03/2020  Da Nord a Sud, il pellegrinaggio solitario dei pastori in questo particolare "Venerdì della Misericordia" dedicato a tutte quelle persone che a causa dell'epidemia, e non solo, sono morti senza familiari accanto, senza il conforto dei sacramenti e senza funerali

Pregare per gli oltre 8.000 morti di questa epidemia di coronavirus che se ne sono andati da soli, senza il conforto di un familiare, senza funerali. Il “Venerdì di Misericordia” della Chiesa italiana in questo 27 marzo è tutto dedicato ai defunti. I vescovi, da Nord a Sud, si sono recati in un cimitero della propria diocesi per un momento di raccoglimento, veglia di preghiera e benedizione. L’intenzione era quella di «affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore», come spiegava un comunicato della presidenza della Conferenza episcopale italiana, in questo «venerdì di Quaresima, nel quale lo sguardo al Crocifisso invoca la speranza consolante della Risurrezione». Nella nota, un riferimento all’immagine dei mezzi militari, a Bergamo, che trasportano le bare verso i forni crematori: «Rende in maniera plastica la drammaticità di quello che il Paese vive. Per il rispetto delle misure sanitarie, tanti di questi defunti sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti». Di qui, l’iniziativa di preghiera nei cimiteri da parte dei vescovi, che ricordano come «le comunità cristiane, pur impossibilitate alla vicinanza fisica, non fanno mancare la loro prossimità di preghiera e di carità». Tutti i giorni, infatti, i sacerdoti celebrano la Messa per «l’intero popolo di Dio, vivi e defunti. L’attesa è per la fine dell’emergenza, quando si potrà tornare a celebrare l’Eucaristia insieme, in suffragio di questi fratelli».

Delpini a Milano visita tre cimiteri: Maggiore, Lambrate e Greco

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, “si è recato in tarda mattinata ai cimiteri milanesi Maggiore, Lambrate e Greco, sostando brevemente in preghiera e tracciando un segno di benedizione per tutti i defunti a causa del coronavirus”, spiega una nota dell'ufficio stampa: “Accolto al Cimitero Maggiore dai padri Cappuccini, è stato poi accompagnato dall’assessore ai Servizi civici del Comune di Milano, Roberta Cocco, nel piazzale interno dove si è raccolto per una preghiera di suffragio. La mattinata è continuata presso il cimitero di Lambrate, con la benedizione dei feretri in attesa di cremazione, per concludersi presso il piccolo cimitero di Greco. Accanto alla preghiera per i defunti è stata l’occasione per rivolgere il pensiero a tutte le famiglie toccate dalla sofferenza e per incoraggiare l’opera dei dipendenti comunali dei servizi cimiteriali, in prima linea quanto gli operatori sanitari, impegnati ormai a tempo pieno nell’opera di accoglienza delle vittime del contagio e di assistenza ai loro familiari”.

Bagnasco al cimitero di Staglieno

  

“Per le anime di tutti defunti della nostra diocesi, perché la misericordia di Dio li accolga nella pace e nella vita eterna, nella felicità senza fine”. Con queste parole il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha introdotto questa mattina nel cimitero monumentale di Staglieno, dopo il segno della croce, la preghiera per i defunti a causa del coronavirus, secondo l’indicazione della Cei di affidare alla misericordia di Dio tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore. Il presule ha quindi recitato il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gloria e l’Eterno riposo. “Le anime dei fedeli defunti tra le braccia della tua misericordia – la sua preghiera a braccio −, consola coloro che sono nell’afflizione e nel dolore; dona a tutti la tua forza, la speranza, la fiducia. Consolazione in tutti coloro che si occupano di chi ha bisogno. Alla nostra città, alla nostra diocesi e al nostro Paese il coraggio e la speranza e la volontà di guardare avanti. Unito a Te o Signore che sei Padre di tutti, che sei con noi in ogni momento della nostra esistenza, del nostro peregrinare dalla terra al cielo. Sappiamo che non ci abbandoni mai e che sei sempre accanto con la tua forza, con il Tuo amore di padre”. “Te lo chiediamo attraverso la preghiera di Maria Santissima, nostra madre e regina. Sia Lei a presentare le nostre suppliche al Tuo cuore infinito, e noi siamo certi di essere esauditi”, ha concluso Bagnasco prima di impartire la benedizione.

Pizziolo a Vittorio Veneto

In comunione con gli altri vescovi italiani, mons. Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, questa mattina si è recato nel cimitero di Ceneda – il quartiere della cattedrale – per un momento di preghiera in questo “Venerdì della Misericordia” della Chiesa italiana. In un silenzio irreale, scalfitto soltanto dai suoi passi e dal cinguettare degli uccelli, mons. Pizziolo ha rivolto il suo sguardo verso le tombe, fermandosi quindi in preghiera, sottolineando come la Chiesa assicuri che “le comunità cristiane pur impossibilitate alla vicinanza fisica non facciano mancare la loro prossimità di preghiera e di carità”. In particolare il vescovo di Vittorio Veneto ha rivolto il suo pensiero alle persone mancate in questo periodo e ai loro familiari, che non hanno potuto nemmeno contare sul conforto della celebrazione del funerale, e ai confratelli sacerdoti, chiamati ad accompagnare i defunti alla sepoltura. Dopo la lettura di una pagina del Vangelo di Giovanni, la preghiera dei fedeli e la recita del Padre Nostro, mons. Pizziolo ha impartito la sua benedizione, chiedendo al Padre di “confortare quanti sono nel dolore del distacco, con la certezza che i morti vivono in te e anche i corpi affidati alla terra saranno un giorno partecipi della vittoria pasquale del tuo Figlio”

La preghiera davanti ai cancelli del Verano di Roma

  

Si è fermato in preghiera davanti ai cancelli del cimitero monumentale del Verano, stamani, il vescovo ausiliare di Roma per il Settore Nord, mons. Guerino Di Tora. Così il presule ha aderito, in rappresentanza della diocesi del Papa, all’iniziativa del Venerdì della Misericordia, indetto dai vescovi italiani. Mons. Di Tora ha pregato per coloro che sono morti in questi giorni di emergenza Coronavirus senza la celebrazione delle esequie, in particolare per coloro che sono scomparsi a causa del virus.

Il pellegrinaggio di Nosiglia a Susa e Torino

Prima al Cimitero Monumentale della città, poi al Cimitero Parco. Il pellegrinaggio di mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nel Venerdì della Misericordia si è svolto questa mattina nei due principali cimiteri del capoluogo piemontese; ieri si era recato presso il cimitero di Susa. L’arcivescovo ha voluto così pregare per i tanti malati di coronavirus morti senza il conforto dei parenti né i sacramenti. Nei giorni scorsi, mons. Nosiglia ha inviato due lettere affrontando il tema dell’emergenza Covid-19: la prima ai preti della diocesi e la seconda a tutti gli operatori della sanità. Scrivendo ai sacerdoti, l’arcivescovo ha spiegato che “il virus passerà, ne siamo certi; e tante saranno e le tragedie che si porterà dietro ma ci darà modo di riflettere profondamente sul nostro stile di vita, sul dare importanza a ciò che conta veramente rispetto a tante altre cose ritenute necessarie e in realtà superflue e secondarie”. A chi lavora nella sanità aveva scritto: “Nei segni lasciati dalle mascherine sui vostri volti, si intuiscono quelli impressi sui vostri sentimenti, sui vostri legami, sui vostri racconti”. E poi ancora: “Qui come amico desidero essere compagno di strada, ascoltare le vostre fatiche e aspirazioni, essere con voi nella difficoltà, nella tristezza della sconfitta e nella gioia di quelle vittorie che solo ‘chi si prende cura’ conosce”.

A Cartecchio la preghiera del vescovo di Teramo Leuzzi

  

Il vescovo di Teramo-Atri, mons. Lorenzo Leuzzi, in visita privata stamani al cimitero di Cartecchio per un momento di raccoglimento, di preghiera e di benedizione: ha affidato alla “misericordia del Padre” tutti i defunti della pandemia di Coronavirus e ha chiesto consolazione per le famiglie colpite dal lutto. Così il presule ha vissuto, in comunione con tutti i sacerdoti diocesani, il “venerdì della Misericordia” della Chiesa italiana. Una nota della diocesi ricorda che mons. Lezzi, “in continuo contatto con i sacerdoti, i suoi collaboratori, per garantire il sostegno e il consiglio nelle problematiche pastorali”, attraverso la Caritas diocesana, “sta curando la distribuzione delle poche mascherine disponibili, ai sacerdoti e alla “Piccola Opera Caritas”, oltre alle iniziative già attivate per cercare di sostenere e farsi prossimi verso le persone più fragili”. Inoltre, il presule continua le celebrazioni in diretta streaming ogni sera dalla cappella dell’episcopio.

Al Cimitero Maggiore di Padova la preghiera di mons. Cipolla

“Sono ancora dinanzi a noi le immagini drammatiche di questi giorni nei quali molti nostri fratelli sono stati strappati all’affetto del loro cari”, ha ricordato questa mattina il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, nella sua preghiera al Cimitero Maggiore della città per un momento di raccoglimento e di benedizione ai molti defunti di questi giorni. Un gesto personale che il presule ha compiuto a nome di tutti e a cui ha partecipato anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani. “Sappiamo anche che, in ragione del rispetto delle misure sanitarie, molti defunti sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti”, ha proseguito mons. Cipolla, ricordando che “l’intera Chiesa italiana pone, dunque, un segno visibile della sua fede in Cristo, morto, sepolto e risorto per la nostra salvezza: e per questo, oggi, tutti i vescovi che ne avranno la possibilità, si recheranno da soli in un cimitero della propria diocesi per raccogliersi in preghiera e invocare la benedizione di Dio”. “Affidiamo alla misericordia del Padre tutti i morti a causa di questa pandemia, e quanti sono morti in questo tempo così tragico, senza poter ricevere pubblicamente la preghiera della Chiesa. Leviamo lo sguardo verso Cristo crocifisso e invochiamo la consolante speranza della sua risurrezione”, le parole del presule. “O Dio nostro Padre – l’invocazione finale −, consolaci con la forza del tuo amore, illumina il buio del nostro dolore e allontana ogni nostro turbamento con la serena certezza che i nostri fratelli e sorelle, strappati ai loro cari dalla morte, vivano felici per sempre accanto a te”.

Il vescovo di Grosseto Cetoloni prega a Sterpeto e nel cimitero della Misericordia

  

“Ascolta, o Dio, la preghiera che, in questi giorni di prova, rivolgiamo a te per tutti i nostri cari che hanno lasciato questo mondo: apri le braccia della tua misericordia e ricevili nell’assemblea gloriosa della santa Gerusalemme. Nella fatica del tempo che viviamo conforta quanti sono nel dolore del distacco con la certezza che i morti vivono in te”. Così ha pregato stamani il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, stamani al cimitero di Sterpeto e in quello della Misericordia, a Grosseto, dove ha intonato l’Eterno riposo. “Ti raccomando in particolare quanti, in questi giorni, hanno pagato con la vita il loro servizio, donando tutto se stessi nel servizio dei fratelli”. Il presule ha vissuto in questo modo il venerdi della misericordia indetto dalla Chiesa italiana per pregare in suffragio di tutti i defunti e, in modo particolare, per le vittime del Coronavirus, morti nella solitudine dagli affetti e senza la possibilità del funerale. Il desiderio è stato quello di “affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore”. Il vescovo, entrando nei due cimiteri della città, chiusi alle visite, ha pregato con il salmo 129 “Dal profondo a te grido, Signore”, ha poi sostato in ginocchio nelle due cappelle e, infine, ha benedetto le tombe. A Sterpeto si è raccolto in preghiera anche dinanzi alla tomba del suo predecessore, il vescovo Adelmo Tacconi, e ha poi raggiunto il quadro delle ultime sepolture. A questo segno, mons. Cetoloni ne ha aggiunto un altro. Nel pomeriggio si recherà nella cappella dell’ospedale Misericordia di Grosseto e poi celebrerà la Messa a porte chiuse, in diretta facebook sulla pagina della diocesi.

La preghiera di Betori a Firenze

“Non vogliamo, Signore, che questi nostri fratelli e sorelle lascino questo mondo senza che li accompagni una preghiera. Li portiamo di fronte al tuo volto perché tu li accolga nell’abbraccio della tua misericordia, mentre ti supplichiamo di sostenere, con la grazia della tua consolazione, quanti per la loro morte sono nel dolore”. Così l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, ha pregato, questa mattina, nei cimiteri di Trespiano e Soffiano per un momento di preghiera e benedizione per tutti i defunti. Un segno di suffragio e consolazione per affidare tutti i defunti alla misericordia del Padre, e in particolar modo chi a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus non ha potuto avere il rito delle esequie. “Nelle tue mani, Padre clementissimo, consegniamo l’anima dei nostri fratelli e delle nostre sorelle deceduti in questo tempo di pandemia confortati dalla sicura speranza che, insieme a tutti i defunti in Cristo, con Lui risorgeranno nell’ultimo giorno – ha aggiunto -. Nella tua misericordia senza limiti, ascolta, Signore, le nostre preghiere: apri loro le porte del paradiso; e a noi che restiamo quaggiù dona di consolarci a vicenda con le parole della fede”.

Il grido di speranza dell'arcivescovo di Catanzaro

  

“Da questo luogo che ci ricorda che siamo tutti fragili, bisognosi di misericordia divina e di comprensione reciproca, dico a tutti: coraggio, ce la faremo”. Lo ha detto questa mattina mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, prima di presiedere un breve momento di preghiera all’interno del cimitero cittadino, in comunione con le Chiese che sono in Italia. Nell’intervista resa ai cronisti prima della liturgia, mons. Bertolone ha sottolineato che “rinunciare alla Messa col popolo per noi cattolici è un martirio, perché per noi il cibo eucaristico è più importante del cibo di grano, ma per senso di responsabilità nei confronti della vita delle persone, il cui valore è sacro, e per un senso etico, in ottemperanza alle disposizioni governative, abbiamo ritenuto di dover sospendere le messe con il popolo, dispensando dal precetto festivo”.

Il vescovo di Mazara del Vallo prega con il sindaco

Il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, e il sindaco, Salvatore Quinci, hanno fatto visita al cimitero comunale, per un momento di raccoglimento, preghiera e benedizione dei defunti in questo tempo di emergenza coronavirus. Il presule ha aderito così all’iniziativa dei vescovi italiani, che hanno pregato nei cimiteri delle città per affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti a causa di questa pandemia o in questo tempo. Mons. Mogavero aveva firmato un decreto che pone ulteriori restrizioni per le parrocchie, dopo l’ulteriore decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 marzo scorso. La novità contenuta nel documento riguarda proprio i funerali, di cui è stata sospesa la celebrazione in qualsiasi forma all’interno delle chiese. È consentita solamente la benedizione della salma collocata sul carro funebre, davanti alla porta della chiesa, evitando l’assembramento dei familiari. In un primo momento, con le disposizioni dello scorso 8 marzo, il vescovo aveva indicato la possibilità delle esequie in chiesa, con la partecipazione di massimo 10 familiari. Ora, con il nuovo decreto, lo stop ai funerali in chiesa. Il decreto sarà in vigore fino al 30 aprile.

Le Messa del cardinale Zuppi alla Certosa di Bologna

  

“In questi giorni anche il dolore è sospeso. Il male vuole rendere la morte un numero. Siamo qui per per ricordare i defunti uno per uno. Pronunceremo alcuni nomi che rappresentano tutti quelli scolpiti nei nostri cuori”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Zuppi, nell’omelia della messa celebrata, stamani, nella chiesa di San Girolamo della Certosa in suffragio dei morti a causa del Covid-19, e di tutti coloro che hanno perso la vita per altre cause a cui non è stato dato un saluto e celebrato il funerale. In questo venerdì di Quaresima, la Conferenza episcopale italiana aveva chiesto di pregare in particolare per i defunti. “Dio ci ama – ha proseguito l’arcivescovo – ed è questo il mistero di amore che il cuore vuole, che intuisce e assume un volto, un nome: Gesù. Pensando ai nostri cari la fede ci fa capire che Dio era con loro. Questa chiesa di San Girolamo alla Certosa è un luogo di grande sofferenza dove molti trovano la consolazione, l’accoglienza, la bellezza e la luce”. Con il card. Zuppi hanno concelebrato padre Mario Micucci, cappellano di San Gerolamo della Cerosa, e alcuni confratelli passionisti a cui è affidata la cappellania del cimitero cittadino. Al termine della messa, l’arcivescovo si è spostato nei campi delle sepolture per impartire una benedizione.

Al Monumentale di Bari il suffragio di mons. Cacucci

“In comunione con tutta la Chiesa diocesana, con tutta la Chiesa, siamo vicini a quanti sono nel pianto e nel dolore per la morte dei loro cari. Affidiamo alla misericordia divina tutti i defunti, senza distinzioni, in questo tempo di prova”. Lo ha detto mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, in occasione del momento di preghiera nel cimitero monumentale di Bari per le persone morte con il Coronavirus, promosso dalla Cei quest’oggi in tutte le diocesi: i vescovi che ne hanno la possibilità si stanno recando in solitudine nei cimiteri per “affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché per esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore”.“Ogni morte lacera il nostro cuore – ha affermato mons. Cacucci -. La nostra preghiera e la nostra carità suppliscano alla vicinanza fisica. Anche la morte di Gesù ha spezzato il cuore della madre Maria, delle donne, dei discepoli. Dei nostri cari defunti perdiamo solo ciò che possediamo temporaneamente. L’incontro con Gesù risorto ci permette di incontrarli per l’eternità”.

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