logo san paolo
mercoledì 19 gennaio 2022
 
il gesto
 

Il Papa istituisce un Fondo per i lavoratori colpiti dalla pandemia: «Tutelare la dignità del lavoro»

09/06/2020  La prima dotazione è di un milione di euro versato alla Caritas diocesana. L’auspicio di Francesco: «Possa diventare l'occasione di una vera e propria alleanza per Roma in cui ognuno, per la sua parte, si senta protagonista della rinascita della nostra comunità dopo la crisi»

Da tempo papa Francesco mette in guardia dalle ricadute sociali della pandemia. Per questo, qualche tempo fa, ha istituito una commissione per il dopo Covid-19 affidandola, per il coordinamento, al Dicastero per lo Sviluppo Umano integrale presieduto dal cardinale Peter Turkson. Stavolta il suo sguardo è per la diocesi di Roma nella quale, afferma, «vediamo che tanta gente sta chiedendo aiuto, e sembra che “i cinque pani e i due pesci” non siano sufficienti». Nasce da questa constatazione il nuovo gesto concreto del Pontefice, comunicato in una lettera inviata al suo cardinale vicario, Angelo De Donatis.

Si tratta dell'istituzione del Fondo “Gesù Divino Lavoratore”, con un primo milione di euro versato alla Caritas diocesana, che vuole «richiamare», scrive Bergoglio, «la dignità del lavoro» per quella «grande schiera dei lavoratori giornalieri e occasionali», quelli «con contratti a termine non rinnovati, quelli pagati a ore» e con un pensiero, Francesco li elenca esplicitamente, «agli stagisti, ai lavoratori domestici, ai piccoli imprenditori, ai lavoratori autonomi, specialmente quelli dei settori più colpiti e del loro indotto». Fra loro, constata, «molti sono padri e madri di famiglia che faticosamente lottano per poter apparecchiare la tavola per i figli e garantire ad essi il minimo necessario».

Il Fondo, che sarà presentato ai media venerdì prossimo alle 11, nella Sala Cardinale Ugo Poletti del Palazzo Lateranense, vuole essere un primo passo per un’alleanza trasversale per la Città e i bisogni dei più fragili: «Mi piace pensare», è l’auspicio del Papa, «che possa diventare l'occasione di una vera e propria alleanza per Roma in cui ognuno, per la sua parte, si senta protagonista della rinascita della nostra comunità dopo la crisi».

Francesco riconosce «il gran numero di persone che in questi giorni si è rimboccato le maniche per aiutare e sostenere i deboli», sottolinea «l'aumento delle donazioni» per chi assiste malati e poveri e in generale tutte quelle «manifestazioni che hanno visto i romani affacciarsi alle finestre e ai balconi per applaudire i medici e gli operatori sanitari, cantare e suonare, creando comunità e rompendo la solitudine che insidia il cuore di molti di noi». Esempi non di un’emozione passeggera, ma di gente che vuole agire «per il bene comune».

Il cardinale vicario Angelo De Donatis, 66 anni, con papa Francesco il 14 maggio 2018 (Ansa)
Il cardinale vicario Angelo De Donatis, 66 anni, con papa Francesco il 14 maggio 2018 (Ansa)

La gratitudine del cardinale De Donatis

La creazione del Fondo per Francesco è il passo di una Chiesa che conosce e condivide l’ansia di chi oggi ha più incertezze che altro, che «accompagna con la sua carità i deboli, ed è pronta a collaborare con le istituzioni cittadine e con tutte le realtà sociali ed economiche». Il Papa si rivolge direttamente ai rappresentanti della società civile e del mondo del lavoro, «chiamati – scrive – a dare ascolto a questa richiesta e a trasformarla in politiche e azioni concrete per il bene della città».

Politiche che «tutelino – asserisce ancora – soprattutto coloro che rischiano di rimanere esclusi dalle tutele istituzionali e che hanno bisogno di un sostegno che li accompagni, finché potranno camminare di nuovo autonomamente». Francesco sprona i sacerdoti a «essere i primi a contribuire al fondo, e i sostenitori entusiasti della condivisione nelle loro comunità». E l’ultima preghiera è «al cuore buono dei romani»: adesso, conclude, «non basta condividere solo il superfluo. Vorrei veder fiorire nella nostra città la solidarietà “della porta accanto”, le azioni che richiamano gli atteggiamenti dell'anno sabbatico, in cui si condonano i debiti, si fanno cadere le contese, si chiede il corrispettivo a seconda della capacita del debitore e non del mercato».

Il cardinale De Donatis, in una nota del Vicariato, si è detto «profondamente grato» per l’istituzione di questo Fondo voluto dal Vescovo di Roma, il quale, scrive, «non cessa di dimostrare verso gli uomini e le donne della nostra città». E si dice «sicuro che insieme alle istituzioni», a cominciare dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, «ognuno per la sua parte, tutti risponderemo uniti e con impegno nel dare vita a una vera e propria alleanza per Roma», per essere «protagonisti della rinascita della nostra comunità dopo la crisi».

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo