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mercoledì 23 settembre 2020
 
Coronavirus
 

L'Italia affidata a Maria: «Liberaci, o Madre, dal male che ci assedia»

01/05/2020  Al Santuario di Caravaggio, tra Bergamo e Cremona, l’atto di consacrazione alla Vergine promosso dalla Conferenza episcopale italiana e presieduto da mons. Antonio Napolioni: «Implora da Dio, padre della Misericordia, che questo tempo velato dalle ombre della malattia e della morte finisca»

È l’Italia intera che idealmente si ritrova ai piedi di Maria nel Santuario di Caravaggio, provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, in queste terre di Lombardia flagellate dal virus per chiedere di essere liberata «dal male che ci assedia».

Si prega per «le famiglie smarrite, soprattutto le più povere», per i «giovani», per i «genitori», si invoca «vigore per gli anziani, salute agli ammalati, pace eterna a chi muore». Si chiede alla Vergine di indicare «ai governanti la via per decisioni sagge e appropriate alla gravità di quest’ora», di dare «forza ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, a chi si occupa dell’ordine pubblico e della sicurezza, affinché siano generosi, sensibili e perseveranti», di illuminare «i ricercatori scientifici» e rendere «acute le loro menti ed efficaci le loro ricerche». Infine, di custodire «il lavoro di tutti, perché a nessuno manchi il sostentamento quotidiano in questo tempo velato dalle ombre della malattia e della morte».

All’inizio del mese di maggio, in questo tempo di pandemia, i vescovi italiani, su richiesta di tantissimi fedeli, hanno voluto consacrare e affidare il Paese «alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza». È il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, a presiedere la preghiera. Anche lui ha combattuto contro il virus, malato tra i malati (leggi qui il suo racconto): «Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo», dice all’inizio, «racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti. Nella memoria di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria Vergine, preghiamo per i lavoratori, consapevoli delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro».

A porte chiuse e senza fedeli, la preghiera. trasmessa in diretta Tv e streaming, è stata scandita dal Rosario con la recita dei misteri dolorosi. All’inizio è stata accesa una lampada perché dalla luce della Vergine i suoi «figli ricevano conforto». La telefonata con cui il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha annunciato a monsignor Napolioni che l'affidamento si sarebbe tenuto a Caravaggio «è stata una sorpresa», ha spiegato il vescovo su Avvenire. «Il Santuario il cui abbraccio è simile a quello di piazza San Pietro significa accoglienza incondizionata. Non ci sono primogeniture, ma una relazione fraterna che alimenta la speranza, facendo in modo che la fragilità di questo difficile momento diventi, in positivo, la nostra vera forza. La nostra gente ha sete di libertà, ha sete di salute, ha sete di futuro», aggiunge Napolioni. Il riferimento è al titolo con cui la Vergine, apparsa “con le lacrime” nel 1432, viene venerata in questo santuario della Lombardia: "Maria della fonte". Come la fonte che sgorga sopra il battistero e che è meta di pellegrinaggio, soprattutto dei malati, da tutta la regione e non solo.

Il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, 62 anni, durante la celebrazione (foto diocesi Cremona)

  

Dopo le litanie lauretane, la celebrazione si è conclusa con la preghiera composta da papa Francesco per il mese di maggio: «Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia».

Il pensiero del Pontefice va ai medici, agli infermieri, ai volontari «che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna», invoca Bergoglio, «la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute». Chiede alla Vergine di essere «accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti». Prega Maria Santissima perché «tocchi le coscienze affinché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro».

Su Avvenire, il cardinale Bassetti ha spiegato il senso di questo gesto di consacrare l’Italia a Maria: «Abbiamo già sfiorato la tragedia con decine di migliaia di morti, fra cui tantissimi anziani, medici, infermieri, operatori sanitari, suore, sacerdoti: tutti di animo grande. Papa Francesco li ha definiti "i Santi della porta accanto". Troviamo inoltre famiglie preoccupate e disorientate per la grave crisi economica. Tutti questi motivi e moltissime lettere e telefonate ricevute mi hanno spinto a promuovere con la Presidenza della Cei un atto di affidamento a Maria presso il Santuario di Caravaggio, in Lombardia, la regione d’Italia più colpita dal coronavirus. La presenza silenziosa della madre è più eloquente di mille parole. Essa ci fa capire che vuol stare con noi, particolarmente con tutti i suoi figli crocifissi. Stabat Mater. Sta nel nostro smarrimento e ci rischiara la strada. Ci orienta, ci scalda il cuore e riaccende in noi la speranza di una vita nuova».

E ha aggiunto perché la scelta del 1° maggio: «L’atto di affidamento avviene non solo all’inizio di maggio, il mese dedicato alla Madre di Dio e scandito dal Rosario, ma anche nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di san Giuseppe lavoratore, sposo della Vergine. Già nelle passate settimane abbiamo compreso che l’emergenza sanitaria porta con sè una nuova emergenza economica. E saranno in tanti, troppi a pagare un alto prezzo: giovani, donne, padri di famiglia che sono già senza lavoro o rischiano di perderlo; imprenditori che potrebbero dover chiudere le loro aziende; negozianti, artigiani, liberi professionisti che vedono bloccate le attività».

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