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giovedì 28 maggio 2020
 
Coronavirus
 

La Chiesa italiana lancia il sito "Chi ci separerà?" per pregare insieme

13/03/2020  La piattaforma è online da giovedì e raccoglie le “buone prassi” liturgiche delle diocesi e i sussidi per pregare in famiglia. Il 19 marzo, feste di San Giuseppe, alle 21 la Cei invita a recitare tutti insieme il Rosario: «Lo smarrimento e la paura non possono spezzare il filo della fede, ma annodarlo ancora di più in speranza e carità»

Un sito, online da giovedì, pensato come un vero e proprio «ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi messe in atto dalle nostre diocesi, offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale». È la piattaforma “Chi ci separerà?” (tratto da un verso delle Lettere di San Paolo ai Romani) lanciata dalla segreteria della Conferenza episcopale italiana per essere vicina a tutti i fedeli che in queste settimane dell’emergenza Coronavirus non possono andare in Chiesa per la Messa e, da giovedì, neanche per pregare visto che molte diocesi, a cominciare dal Vicariato di Roma, hanno deciso di chiudere completamente chiese, santuari e parrocchie che erano rimasti aperti solo per la preghiera personale. Una decisione difficile ma quasi obbligata per evitare il diffondersi del contagio. La Cei ha comunque lasciato la decisione se chiudere completamente le chiese alla discrezionalità dei singoli vescovi diocesani.

L’iniziativa del sito serve, scrivono i vescovi, «per testimoniare ancora e sempre l’impegno della Chiesa che vive in Italia nel continuare a tessere i fili delle nostre comunità. La convinzione che ci guida è che le criticità, lo smarrimento, la paura non possano spezzare il filo della fede, ma annodarlo ancora di più in speranza e carità». Per questo è stato lanciato il primo grande appuntamento nazionale di preghiera: giovedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia, tutti i fedeli sono invitati alle 21 a recitare il Rosario, accendere una candela ed esporre sulla finestra un drappo bianco. Su TV2000 si potrà seguire in diretta la preghiera.

Con questa iniziativa, con le singole iniziative sul territorio da parte delle parrocchie, la Chiesa «c'è, è presente», spiega in una nota la presidenza della Cei, «a partire dai suoi Pastori - Vescovi e sacerdoti - condivide le preoccupazioni e le sofferenze di tutta la popolazione. È vicina nella preghiera: l'appuntamento con il Rosario in famiglia promosso per il giorno di San Giuseppe è solo un esempio di una preghiera che si eleva continua».

Tv, radio e social rivelano potenzialità straordinarie per vivere la fede

Riconosce che «televisioni, radio, piattaforme digitali sono ambienti che - se non potranno mai sostituire la ricchezza dell'incontro personale - rivelano potenzialità straordinarie nel sostenere la fede del Popolo di Dio». E aggiunge: «È una Chiesa, la nostra, presente, anche in questo frangente, nella carità: siamo edificati da tanti volontari delle Caritas, delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni giovanili, delle Misericordie, delle Confraternite... che si adoperano per sollevare e aiutare i più fragili», sottolinea la Presidenza dell'episcopato italiano. «”I cristiani non si differenziano dagli altri uomini - osserva la lettera A Diogneto -: vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo”. È con questo sguardo di fiducia, speranza e carità che intendiamo affrontare questa stagione. Ne è parte anche la condivisione delle limitazioni a cui ogni cittadino è sottoposto», sottolinea la nota, secondo cui «a ciascuno, in particolare, viene chiesto di avere la massima attenzione, perché un'eventuale sua imprudenza nell'osservare le misure sanitarie potrebbe danneggiare altre persone».

«Di questa responsabilità può essere espressione anche la decisione di chiudere le chiese - aggiunge -. Questo non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana, esposta a un virus di cui ancora non conosciamo la natura né la propagazione». La Cei ricorda che «i sacerdoti celebrano quotidianamente per il Popolo, vivono l'adorazione eucaristica con un maggior supplemento di tempo e di preghiera. Nel rispetto delle norme sanitarie, si fanno prossimi ai fratelli e alle sorelle, specialmente i più bisognosi. Da monasteri e comunità religiose sappiamo di poter contare su un'orazione continua per il Paese», osserva. «Con questo spirito», conclude la Presidenza Cei, «viviamo i giorni che abbiamo davanti: quelli fino al 25 marzo (termine dell'attuale decreto), quelli successivi, nei quali resta in vigore il decreto precedente (fino al 3 aprile), quelli che traguardano. Giorni, tutti, intrisi di fiducia nel Mistero pasquale».

Sul sito "Chi ci separerà" i sussidi pastorali e i messaggi del Vescovi

  

La piattaforma contiene i messaggi, scritti e video, dei vescovi italiani, le loro riflessioni su questo tempo particolare di Quaresima segnata dall’epidemia, le informazioni utili su come, dove e in quali orari seguire le celebrazioni in Tv, nei circuiti diocesani e parrocchiali e sui social network, soprattutto Facebook, i sussidi utili per pregare da soli o in famiglia non potendosi recare in chiesa.

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