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venerdì 10 luglio 2020
 
CORONAVIRUS
 

Lumino.blog, la risposta del cuore a quegli addii strazianti

10/04/2020  Tre studenti universitari e un giovane lavoratore di Milano hanno dato vita a portale commemorativo per provare a lenire il dolore di chi ha perso una persona cara in un tempo in cui, a causa della pandemia è impossibile celebrare funerali partecipati.

Francesca Penna
Francesca Penna

È nato il 23 marzo scorso, in piena emergenza coronavirus, il portale “Lumino.blog”, un interessante spazio virtuale dedicato alla commemorazione di chi, in questo tempo di quarantena, ci ha lasciati senza la possibilità di un ultimo saluto. Una forma di congedo nata dall’idea e dalla collaborazione di quattro ragazzi lombardi, tre studenti universitari e un giovane lavoratore, che si ispira alla comune pratica, oggi evidentemente impossibile, di accendere delle candele in chiesa per esprimere un voto, un ricordo, una preghiera. Quel lumino virtuale vuole essere una piccola luce che si accende per chi non c’è più. Abbiamo intervistato Francesca Penna, originaria di Lecco e studentessa di psicologia all’Università Cattolica di Milano, una delle ideatrici del progetto.

Com’è nato Lumino.blog?

«Quando è uscito il Decreto del Presidente del Consiglio dell’8 marzo 2020, che stabiliva la sospensione dei funerali nell’allora zona arancione, in cui vivo, mi sono interrogata. Per quanto comprensibile dal punto di vista sanitario, questa scelta avrebbe avuto una portata immane dal punto di vista umano. Come si può stare oggi di fronte al dolore e allo smarrimento di aver perso un caro? Come affrontare un lutto da soli, chiusi nella propria casa, senza neanche il conforto di un rito funebre per affidare al Signore chi è mancato? Che conseguenze avrà questa situazione? Erano tutte domande che fluivano in me con grande forza».

E da queste domande è venuto fuori Lumino.blog…

«Sì. Parlando con tre miei amici di Milano, Giorgio, Edoardo e Lorenzo, ho scoperto che queste domande non me le stavo ponendo solo io, e così è nato il nostro progetto. Lumino.blog è un portale online dedicato a tutte le persone impegnate in mille modi nella guerra contro il virus. Abbiamo voluto esprimere vicinanza e affetto per i caduti, per i loro familiari e per coloro che rischiano la loro vita per salvare quella degli altri, a partire dal personale sanitario, senza dimenticare chi offre altri servizi essenziali».

Edoardo Tedesco
Edoardo Tedesco

Come funziona?

«È composto di due aree. Nella prima, chiamata semplicemente “lumini”, tutti quelli che lo desiderano possono affidare alla rete un pensiero o una preghiera per un caro che è venuto a mancare, indipendentemente dal fatto che fosse affetto da coronavirus o meno. Oggi per nessuno che muore si celebra un rito funebre, un momento di commiato, di congedo. Nella seconda area, chiamato “caduti”, c’è una linea del tempo, e per ogni giorno è segnato il numero ufficiale dei morti italiani affetti da coronavirus. È un tributo a tutti questi caduti, in particolare a coloro che nessuno cita, alle persone sole, destinate a scomparire nel silenzio».

Come vi siete divisi i compiti?

«Edoardo e Lorenzo si sono occupati della creazione del sito, io e Giorgio della comunicazione. Una bella esperienza di collaborazione. Desideriamo che Lumino.blog sia un luogo dove essere insieme, per condividere ciò che stiamo vivendo e lasciarne traccia. Un luogo che riavvicini a ciò che davvero conta».

A chi vi siete ispirati? Esiste qualcosa di analogo in giro per il mondo?

«Da quello che sappiamo non ci sono realtà simili all’estero. Abbiamo scelto di chiamare il nostro portale “Lumino” perché la luce è da sempre simbolo di speranza, e pensiamo che in questo momento così buio ce ne sia davvero bisogno. Il fuoco, oltre a illuminare, scalda, e crediamo che ci sia grande bisogno anche di spazi per scaldare il cuore. In questi giorni che ci avvicinano alla Pasqua mi è tornato in mente il cero pasquale. A catechismo mi hanno insegnato che è simbolo di Cristo Risorto, vincitore della morte e del male. Credo che queste piccole fiammelle vogliano anche ricordare che la morte e il dolore non hanno l’ultima parola sulla nostra vita».

Lorenzo Tedesco
Lorenzo Tedesco

Quante persone hanno postato un lumino ad oggi e quali messaggi sono stati postati?

«Ad oggi sono stati accesi più di 40 lumini. Qualcuno mi fa notare che non è un numero enorme. Io credo che sia giusto così perché il dolore è un aspetto intimo di noi e per esprimerlo servono i tempi giusti. Tutti i messaggi riguardano questo periodo particolare che stiamo vivendo, alcuni parlano del virus, altri no. La maggior parte dei lumini sono stati accesi da persone che hanno avuto un lutto. Parlano di adulti e bambini, di nonni, zii, fratelli e amici. Alcuni parlano anche dei medici e della loro lotta contro la pandemia. Dai commenti emerge di solito il bisogno di ricordare. Ad esempio il lumino di Alessandro, che in questi giorni ha perso la nonna e lo zio, così scrive il 3 aprile: “L’unica cosa che posso fare per alleviare questo senso di inettitudine è accendere un lumino: una piccola, microscopica, traccia virtuale, perché la loro scomparsa non venga dimenticata”. Poi ci sono i pensieri per chi sta combattendo, come Marcello, che il 29 marzo accende un lumino per i ragazzi della sua scuola, o Primarosa, che nel suo lumino del 28 marzo ringrazia il Signore per i medici e gli infermieri. Qualcuno scrive anche una preghiera, un “Eterno riposo”, qualcuno posta una citazione. Altri semplicemente lasciano un lumino acceso».

 

Giorgio Gorini
Giorgio Gorini

Quale messaggio l’ha colpita di più?

«Carla il 26 marzo scrive semplicemente “grazie”. Non si sa se sia un saluto a una persona che è mancata, o un ringraziamento a chi sta combattendo. Ma nella sua semplicità mi ha commossa profondamente. Oggi più che mai ci accorgiamo che non è tutto nelle nostre mani. E questo ci porta ad essere grati per ciò che ci è dato».

Quale potenziale d’elaborazione di un dolore ha un messaggio lanciato in rete rispetto a un colloquio personale?

«Credo che un colloquio personale sia molto importante nell’elaborazione di un lutto. Parlarne aiuta ad avere consapevolezza di ciò che è accaduto, ad accogliere il dolore e la rabbia e ad arrivare alla sua accettazione. Oggi da quello che so non esiste alcuna possibilità di colloquio personale per affrontare il lutto in forma telematica, e Lumino.blog, pur in forma completamente diversa, è uno spazio dedicato in cui dare voce al lutto. La sua elaborazione non avviene sono a livello personale, ma anche sociale. Normalmente, dopo un lutto tante persone si stringono attorno ai parenti, dando sostegno e calore. Oggi questo aspetto viene in parte a mancare per via della quarantena. Questa è l’utilità del nostro portale: condividere il lutto con gli altri e sentirsi meno soli».

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