logo san paolo
lunedì 18 ottobre 2021
 
 

Vaticano: più luce sul Corvo

13/08/2012  Con il rinvio a giudizio di Paolo Gabriele, ex maggiordomo del Papa, arriva la notizia del coinvolgimento di Claudio Sciarpelletti, dipendente della Segreteria di Stato.

Padre Federico Lombardi (foto del servizio: Ansa).
Padre Federico Lombardi (foto del servizio: Ansa).

Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo di Benedetto XVI indagato per la sottrazione di documenti riservati dall’appartamento pontificio, è stato rinviato a giudizio per il reato di «furto aggravato». Insieme con lui, per il solo reato di favoreggiamento, dovrà comparire dinanzi al Tribunale vaticano anche Claudio Sciarpelletti, dipendente della Segreteria di Stato, arrestato il 25 maggio scorso e messo in libertà provvisoria su cauzione il giorno seguente.

La decisione è stata presa dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet, che oggi ha accolto pienamente le richieste avanzate lo scorso 4 agosto dal promotore di giustizia Nicola Picardi. Viene comunque precisato che la chiusura dell’istruttoria formale è soltanto «parziale», in quanto le indagini «non hanno ancora portato piena luce su tutte e le articolate e intricate vicende che costituiscono l’oggetto complesso di questa istruzione». Di fatto, si afferma nel testo della magistratura, i documenti «ragionevolmente potrebbero avere anche una provenienza diversa da quella della Segreteria particolare del Sommo Pontefice».

Il motivo per cui il furto commesso da Gabriele è stato considerato «aggravato» è in quanto il fatto è stato commesso «con abuso di fiducia derivante da scambievoli relazioni d’ufficio, di prestazione d’opera o di coabitazione tra il derubato e il colpevole, sulle cose che in conseguenza di tali relazioni sono lasciate ed esposte alla fede di quest’ultimo». A casa dell’uomo, oltre a un’enorme e disordinata massa di documenti di varia provenienza (buona parte stampata da Internet), sono inoltre stati rinvenuti tre oggetti di valore sottratti dall’appartamento del Papa: un assegno di 100 mila euro intestato a Benedetto XVI, una pepita presumibilmente d’oro e un’edizione dell’Eneide del 1581.

La spiegazione proposta da Gabriele a riguardo del proprio gesto può essere riassunta in una frase pronunciata nell’interrogatorio del 5 giugno scorso: «Vedendo male e corruzione dappertutto nella Chiesa, sono arrivato negli ultimi tempi, quelli della degenerazione, a un punto di non ritorno, essendomi venuti meno i freni inibitori. Ero sicuro che uno shock, anche mediatico, avrebbe potuto essere salutare per riportare la Chiesa nel suo giusto binario».

Però risulta decisamente sconcertante la prosecuzione del discorso: «Inoltre nei miei interessi c’è sempre stato quello per l’intelligence, in qualche modo pensavo che nella Chiesa questo ruolo fosse proprio dello Spirito Santo, di cui mi sentivo in certa maniera un infiltrato». Come del resto appare almeno ambigua una sua dichiarazione che si riferisce a un sacerdote del quale non è stato rivelato il nome: «Il mio atteggiamento di negazione delle responsabilità seguiva anche le indicazioni del mio padre spirituale che mi aveva detto di attendere le circostanze e, salvo che fosse stato il Santo Padre a chiedermelo di persona, di non affermare ancora questa mia responsabilità».

In una conferenza stampa, il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha precisato che il processo non potrà avere inizio prima del prossimo 20 settembre, quando verranno riaperti gli uffici giudiziari vaticani, e ha reso nota «la chiara intenzione del Papa di rispettare l’autonomia del lavoro della magistratura», cosa che ha per ora fatto accantonare la pubblicazione del rapporto della Commissione cardinalizia, nel quale probabilmente sono presenti ulteriori elementi di valutazione.

I vostri commenti
2
scrivi

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 57,80 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    I LOVE ENGLISH JUNIOR
    € 69,00 € 49,90 - 28%