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martedì 22 settembre 2020
 
SONDAGGIO DEMOPOLIS
 

Cosa c'è dietro il partito dell'astensione

26/11/2014  Ecco come il crollo del voto in Emilia ha sconvolto il quadro politico nazionale. Nonostante i proclami di Renzi il Pd è stato fortemente penalizzato. Solo 36 elettori su 100 hanno confermato il voto europeo a Grillo. Il tracollo di Forza Italia.

L’astensionismo è come il passaggio degli uccelli per gli indovini dell’Antica Grecia: va interpretato, perché dice molte più cose di quel che sembra sul momento politico. Non è solo qualunquismo: sarebbe troppo facile. Senza andar troppo indietro nella storia, all’astensionismo in opposizione al fascismo, o a quello cavalcato dai radicali di Pannella, basterebbe citare l’utilizzo che se ne è fatto per condizionare i referendum o per segnare il trapasso dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il crollo dell’affluenza alle ultime regionali in Emilia si inserisce certamente in questo solco. L’Istituto Demopolis diretto da Pietro Vento ha analizzato le ragioni di un crollo senza precedenti: ben 64 elettori su 100 non si sono recati alle urne, in una regione dove la militanza a sinistra, il “rosso antico” era un carattere distintivo al pari del Lambrusco, del parmigiano e della piadina. Secondo l’analisi di Demopolis il 43 per cento di chi non ha votato  attribuisce la propria scelta a sfiducia e delusione verso partiti e candidati; un ampio segmento, il 31 per cento, si è detto sconfortato e convinto che la politica non incida più sulla vita reale dei cittadini. Per il 16 per cento l’esito della consultazione appariva scontato, mentre uno su dieci  non sapeva nemmeno che si votasse domenica.  

Se andiamo a vedere i numeri, scopriamo che Renzi minimizza sull’astensionismo strumentalmente: è un politico scaltro e non può ignorare che rispetto alle europee il Pd ha ottenuto 535 mila voti, perdendo 677 mila voti: il 56 per cento dei voti assoluti conquistati sei mesi addietro. C’è poi Grillo, nato proprio sull’onda dell’antipolitica e della protesta: il suo Movimento Cinque Stelle ha subito una vera emorragia, con una perdita del 64 per cento dei consensi effettivi: 444 mila voti in maggio, appena 160 mila il 25 novembre. Non dimentichiamo che la Romagna è stata la prima piazza di Grillo: ma secondo lo studio dei flussi, su 100 elettori che avevano votato Cinque Stelle alle Europee, appena 36 hanno confermato il proprio voto al Movimento in Emilia Romagna. In 12 hanno preferito la Lega Nord, 47 su 100 sono rimasti a casa.  Significativa anche l’analisi sul flusso del partito Democratico. Su 100 elettori che avevano votato il Pd alle Europee, 44 hanno confermato il voto alle Regionali; solo 5 hanno optato per altre liste, 51 su 100 hanno scelto l’astensione. Un riflesso dello smarrimento in casa Pd: gran parte dell’elettorato preferisce stare alla finestra e assistere alla lotta interna che si consuma tra i renziani e il vecchio apparato dirigenziale, da Bersani a Cuperlo a D’Alema. 

In Forza Italia c’è stato un vero e proprio bagno di sangue. Il partito di Berlusconi ottiene in Emilia Romagna appena 100 mila voti, perdendo il 63 per cento dei consensi (272 mila) rispetto a maggio.  In Emilia Romagna Forza Italia passa dal 13 per cento di febbraio al 9 per cento, rilevato dal Barometro Politico Demopolis ad inizio novembre, all’8,4% odierno. La Lega di Salvini è passata dal 3 per cento di febbraio al 14 per cento di fine ottobre. Oggi sfiora il 20 per cento, con un clamoroso sorpasso su Forza Italia. Come si vede, l’astensionismo ha condizionato il quadro politico. Eccome.  

Nota informativa

L’analisi è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione di 1.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo dei cittadini maggiorenni residenti in Emilia Romagna, stratificato in base al genere, alla fascia di età, al titolo di studi ed all’area di residenza. Coordinamento di Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione della rilevazione demoscopica cati-cawi di Marco E. Tabacchi. Metodologia ed approfondimenti su: www.demopolis.it

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Demopolis: perché l'Italia ha smesso di votare
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