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Cosa ha detto a Sanremo l'attivista iraniana Pegah Moshir Pour

09/02/2023  La tragedia del popolo iraniano in rivolta contro il regime gli ayatollah ha commosso ieri sera il pubblico dell'Ariston con il monologo della giovane italiana di origini iraniane affiancata sul palco da Drusilla Foer. Ecco il testo integrale. Per approfondimenti su cosa sta succedendo in Iran dallo scorso settembre, si possono leggere gli articoli collegati, pubblicati in questi mesi sul sito di "Famiglia Cristiana"

Le proteste contro il regime iraniano da Sanremo hanno commosso milioni di italiani grazie alle parole dell'attivista Pegah Moshir Pour, 31 anni. Arrivata in Italia nel 1998 da Teheran con i genitori, attivissima su Instagram, Pegah, che fa parte dell'Associazione italiana giovani Unesco ha letto sul palco con Drusilla Foer un testo per raccontare la situazione che stanno vivendo i suoi connazionali. Eccolo:

Pegah: Buonasera a tutte ed a tutti, mi chiamo Pegah Moshir Pour Italiana di origine Iraniana, nata tra i racconti del "Libro dei Re", cresciuta tra i versi de  "La Divina Commedia". Consulente e Attivista dei diritti umani e digitali. In Iran non sarei potuta essere così vestita e truccata e non avrei potuto parlare di diritti umani da un palcoscenico. Perché sarei stata arresta o forse addirittura uccisa. E per questo, come molte ragazze e ragazzi del mio paese, ho deciso che la paura non ci fa più paura e di dare voce ad una generazione cresciuta sotto un regime di terrore e di repressione, in uno dei paesi più belli al mondo, uno scrigno dei Patrimoni dell’Umanità.

La parola Paradiso deriva dall’antico termine persiano Pardis, giardino protetto. Allora io vi chiedo: Esiste un Paradiso Forzato?
Ahimè sì…come altro si può chiamare un luogo dove il regime uccide persino i bambini?  Dal 16 settembre 2022, da quando Mahsa Jina Amini, una ragazza colpevole solo di essere sospettata di non indossare in modo corretto il velo, è stata uccisa dalla polizia morale, il popolo iraniano sta sacrificando con il sangue il diritto a difendere il proprio paradiso. 

Io vi ringrazio a nome di tutti i ragazzi iraniani perché ricordate al mondo che la musica è un diritto umano. E per spiegare meglio il dramma che i miei coetanei stanno vivendo nel nostro paese, vorrei usare la melodia e le parole di una canzone che è diventata l’inno della rivoluzione. L’ha composta Shervin Ajipour, musicando i tweet che i ragazzi hanno scritto sulle libertà negate. Shervin per questo è stato arrestato e il suo account silenziato. La canzone si chiama Baraye che in italiano vuol dire: Per…


Drusilla: Per poter ballare per strada

Pegah: In Iran si rischiano fino a 10 anni di prigione se si balla per strada o si ascolta musica occidentale

Drusilla: Per paura di baciarsi

Pegah: In Iran è proibito baciarsi e stare mano nella mano con la persona che ami

Drusilla: Per mia sorella, tua sorella e le nostre sorelle
Pegah: In Iran si paga con la vita il desiderio di esprimere la propria femminilità
Drusilla: Per l’imbarazzo e la vergogna

Pegah: Più di 20 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, senza soldi per mangiare
Drusilla: Per i bambini che perdono i loro sogni

Pegah: Sono moltissimi i bambini sfruttati, che chiedono l’elemosina e vivono raccogliendo i rifiuti
Drusilla: Per i cani innocenti proibiti

Pegah: ll regime uccide i cani sia di proprietà che di strada

Drusilla: Per queste lacrime e questo pianto ininterrotto

Drusilla: Per questo paradiso forzato

Drusilla: Per gli intellettuali imprigionati

Pegah: nella prigione di Evin ci sono più di diciottomila tra intellettuali, dissidenti e prigionieri politici
 che spariscono nel silenzio 
Drusilla: Per i bambini rifugiati afghani

Pegah: In Iran ci sono più di 1 milione di profughi afgani, perseguitati senza possibilità di ricostruirsi una
 vita 
Drusilla: Per sentire il senso di pace

Drusilla: Per il sorgere del sole dopo lunghe notti

Drusilla: Per la ragazza che desiderava essere un ragazzo.

Pegah: In Iran essere omosessuali è punito con l'impiccagione

Drusilla: Per donna, vita, libertà

Pegah (magari dette in persiano): le parole chiave della rivoluzione
Qui riprende il canto di Shervin
Insieme:
Per la libertà

Per la libertà

Per la libertà

Per la libertà
Grazie!

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