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venerdì 03 dicembre 2021
 
indagine
 

Cosa sognano le ragazze per il loro futuro?

21/03/2018  Una ricerca di ValoreD rivolta agli studenti delle medie dimostra come le aspirazioni dei ragazzi siano ancora condizionate da da stereotipi di genere

Stereotipi e pregiudizi di genere sono ancora molto presenti nella nostra società. Dalla ricerca
Ipsos “Cosa farò da grande?”, promossa da Valore D (la prima associazione di imprese che promuove l’equilibrio di genere) tra ragazzi e ragazze delle scuole medie, emerge infatti una visione del futuro ancora fortemente influenzata dagli stereotipi di genere.  Mentre i ragazzi si immaginano ingegneri, medici o informatici, le loro compagne aspirano ad  essere insegnanti, veterinarie o avvocato. Un’idea influenzata prevalentemente dalla famiglia, con la mamma come principale role model per le figlie (47%) e il papà per i maschi (44%). I genitori esprimono ancora una concezione tradizionale dei ruoli, pur riconoscendo le doti delle proprie figlie: da un lato infatti un genitore su due ritiene che sia più facile per un maschio fare carriera e che tocchi alle figlie occuparsi della famiglia (quasi 80%), dall’altro lo stesso campione (40%) riconosce che le ragazze hanno più facilità nello studio, che sono più sicure di sé e più
ambiziose. Per la maggioranza dei genitori poi (uno su due) la bravura nelle materie scientifiche è appannaggio dei maschi (in particolare l’informatica), mentre le femmine sono più brave in
italiano, storia, geografia e lingue straniere. La permanenza di stereotipi di genere si ritrova anche nella percezione dei ragazzi e delle ragazze verso se stessi: 4 ragazze su 5 pensano che saranno loro a occuparsi maggiormente della famiglia e in questo anche i ragazzi sono sostanzialmente d’accordo (poco più di 3 su 5). La ricerca rientra tra le inziative di InpirinGirls è un progetto internazionale fondato da Miriam Gonzalez e ad oggi attivo in 6 Paesi (Spagna, Serbia, Italia, Cile, Brasile e Messico). L’obiettivo di InspirinGirls Italia è incoraggiare le ragazze a seguire le proprie aspirazioni, libere da stereotipi di genere ancora molto radicati nella nostra società. Il progetto si rivolge alle scuole medie perché è a quest’età che ragazzi e ragazze decidono il loro futuro percorso di studi - che influenzerà poi la loro vita professionale -ed è a quest’età che si creano preferenze di genere verso alcune materie: solo il 31% delle ragazze tra gli 11 e i 14 anni giudica infatti la matematica una materia divertente e piacevole, contro il 50% delle ragazze tra i 7 e 10 anni. 

 
 
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