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Cosa dire a chi viene a Messa solo a Natale

30/12/2021  Basta mettere al centro proprio il Bambino: Dio non si vergogna di farsi vedere nella sua fragilità. La riflessione del teologo Gaetano Piccolo

Mi capita abbastanza spesso, nel periodo che precede il Natale, di ricevere da qualche amico sacerdote una richiesta per qualche suggerimento per la celebrazione di Natale. In effetti non è un momento facile: se da una parte c’è tanta gioia, dall’altra si arriva a Natale anche un po’ stanchi e c’è il rischio di non avere la pazienza necessaria per affrontare un momento certamente bello, ma che rischia di essere sprecato. Nella migliore delle ipotesi nella Messa di Natale il sacerdote si trova di fronte un’assemblea insolita, dal momento che (per fortuna) un po’ di persone, che di solito non partecipano alla Messa domenicale, desiderano essere presenti nella Messa di Natale. Il predicatore un po’ permaloso, commettendo un grave errore, potrebbe sfruttare quell’occasione per rimproverare coloro che hanno deciso di partecipare alla Messa in quell’unica occasione. Le prediche natalizie rischiano di diventare delle filippiche e degli appelli mal formulati a essere più presenti nella vita parrocchiale. Al contrario, quell’occasione andrebbe sfruttata per mostrare un volto amabile della Chiesa, in modo da suscitare il desiderio di ritornare. Come fare? Forse basterebbe mettere al centro proprio il Bambino: Dio non si vergogna di farsi vedere nella sua fragilità, come uno che ha bisogno di attenzione, uno che chiede che qualcuno si prenda cura di lui. Dio continua a mostrare la sua fragilità oggi nelle debolezze della comunità, nelle necessità dei poveri, si fa vedere nelle ferite dell’umanità bisognosa di cura e di attenzione. A Natale non c’è solo il volto romantico di un bambino che nasce in mezzo a noi: c’è sicuramente la speranza che si rinnova e ci incoraggia, ma c’è anche un bambino che, come tutti i bambini, ci chiede di scomodarci un po’ per fargli spazio. Credo allora che si possa ripartire da lì, invitando tutti a darsi da fare per prendersi cura, ciascuno a modo suo, a partire dalla propria situazione, di questo Dio che non si vergogna di venire in mezzo a noi come un bambino. Proprio per questo è bene che il predicatore faccia un passo indietro: molte volte l’efficacia dell’omelia dipende da quello che decidiamo di mettere al centro dell’attenzione.

 
 
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