Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 16 aprile 2024
 
vetrina onlus
 

Crisi climatica: tanti bambini come Ali in pericolo di vita

11/12/2020  Entro la fine dell'anno, solo in Somalia, saranno 1 milione i bambini gravemente malnutriti che rischieranno di non sopravvivere. Uno di questi bambini si chiama Ali, a sua madre Juwayria non è rimasto più niente per nutrirlo. Scopri come aiutarlo

Il Corno d’Africa è in ginocchio. In Etiopia, Kenya e Somalia a causa di una siccità che non dà tregua da ormai 10 anni, le colture sono bruciate, interi greggi muoiono e i prezzi dei prodotti alimentari salgono alle stelle. Senza cibo e denaro le famiglie sono costrette a ridurre i pasti o a saltarli del tutto. Le conseguenze della mancanza di cibo sono gravissime: attualmente circa il 40% della popolazione in questi paesi è denutrita. Milioni di persone abbandonano i villaggi in cerca di fonti di acqua e di cibo, le carcasse del bestiame sparse sul territorio contaminano la poca acqua ancora disponibile e favoriscono la diffusione di malattie come diarrea e colera. In una situazione di emergenza come questa sono i bambini a pagare il prezzo più alto. Entro la fine dell'anno, solo in Somalia, saranno 1 milione i bambini gravemente malnutriti che rischieranno di non sopravvivere.

spd#pubbliredazionale_fc

Uno di questi bambini si chiama Ali, a sua madre Juwayria non è rimasto più niente per nutrirlo.

La storia di Juwayria e del piccolo Ali

Juwayria è una mamma di 10 figli, vive in Puntland, una delle regioni somale più colpite dalla siccità. Per mantenere la sua famiglia ha sempre allevato il bestiame. A causa dei lunghi periodi senza piogge, le coltivazioni sono bruciate e i suoi animali hanno cominciato a morire.

Una mattina come le altre Juwayria esce di casa per occuparsi delle poche capre che le sono rimaste, ma le trova a terra ormai morte.

É l’inizio della fine. In quel momento capisce di aver perso tutto e che nulla sarebbe tornato come prima. Non ha quasi più niente per sfamare la sua famiglia, nei giorni più fortunati lei e i suoi figli riescono a mangiare un po’ di pane al mattino e un pugno di riso la sera.

Senza cibo a sufficienza Ali, l’ultimo nato, si ammala. Ha solo 15 mesi, è piccolo e vulnerabile. Juwayria è molto preoccupata per lui, è magrissimo, consumato dalla fame, dal vomito e dalla diarrea costante. Con il piccolo in braccio si incammina sotto il sole rovente in cerca di aiuto. Fortunatamente proprio vicino al villaggio di Juwayria è presente la clinica di Save the Children, l’organizzazione indipendente che dal 1919 lotta per garantire ai bambini un futuro migliore. Mamma e figlio riescono ad arrivare alla clinica appena in tempo. Quando gli operatori di Save the Children visitano Ali si accorgono subito che le sue condizioni sono molto gravi e che non c’è un minuto da perdere. Pesa solo 6 chili e mezzo, la metà di quanto dovrebbe pesare un bambino della sua età, ed è gravemente malnutrito. Per salvargli la vita gli somministrano antibiotici e un trattamento a base di latte terapeutico arricchito con vitamine e sali minerali.

Dopo 4 giorni di cure Ali sta meglio. Pesa quasi 7 chili e gli antibiotici hanno bloccato il vomito e la diarrea. C’è ancora molta strada da fare affinché guarisca definitivamente, ma non è più in pericolo di vita. Non appena sarà in forze potrà tornare a casa dove Save the Children proseguirà l’intervento fornendo a lui e alla sua famiglia il cibo necessario al loro sostentamento.
“Eravamo in queste condizioni ormai da 3 anni. Se Save the Children non ci avesse aiutato non saremmo sopravvissuti”, ci ha detto Juwayria.

Ali ce l’ha fatta ma ci sono ancora tanti bambini che hanno bisogno di assistenza immediata. A causa delle terribili condizioni in cui sono costretti a vivere 144 milioni bambini nel mondo soffrono di malnutrizione. Nonostante questa malattia sia prevenibile e curabile, ogni anno, più di 2 milioni di bambini malnutriti non sopravvivono. 
La clinica dove Ali ha ricevuto le cure è stata creata da Save the Children grazie alle donazioni di persone generose che hanno scelto di aiutare i bambini e restituire loro il futuro a cui hanno diritto. Ogni contributo, anche il più modesto, è importante e può fare la differenza tra la vita e la morte per tanti bambini.

Chiunque può contribuire e aiutare Save the Children a salvare tante piccole vite. Ad esempio, con una donazione di 9€ al mese è possibile salvare la vita a tanti bambini gravemente malnutriti, assicurando loro trattamenti a base di cibo terapeutico e medicine. 

L’intervento di Save the Children in Somalia nel 2020

  

Per mitigare l’impatto degli shock climatici e dell’insicurezza alimentare nell’ultimo anno Save the Children ha fornito aiuti economici a oltre 423.000 persone e dedicato particolare attenzione alla prevenzione e alla cura della malnutrizione, soprattutto nei bambini sotto i 5 anni.

Da gennaio a oggi le cliniche mobili di Save the Children hanno fornito assistenza sanitaria a oltre 305.000 persone con servizi di salute materno-infantile, programmi di immunizzazione e supporto psicosociale. Nel Paese inoltre l’Organizzazione ha realizzato sessioni di sensibilizzazione sulle corrette pratiche igieniche, ha costruito latrine e nuovi pozzi per fornire acqua potabile alle comunità, raggiungendo oltre 123.000 persone. Dal 2020 i programmi esistenti sono stati integrati con attività mirate in risposta all’emergenza COVID-19.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo