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Benessere

Crisi, come gestire il proprio futuro

11/03/2015  La precarietà nel mondo del lavoro genera insicurezza, stress e perdita di progettualità. È importante non isolarsi, rivedere le nostre priorità e perseguire obiettivi diversi.

Le difficoltà del mondo del lavoro, legate al periodo di crisi che stiamo vivendo, non si ripercuotono solo sulla condizione economica delle persone, ma anche sul loro benessere psicofi sico. «Una crisi è molto più tollerabile quando se ne intuisce la fine» commenta Luigi Ferrari, professore ordinario di Psicologia economica e del lavoro all’Università di Milano Bicocca. «Quando invece la situazione perdura e le aspettative di un qualche miglioramento vanno deluse, le persone cambiano, da molti punti di vista».
L’effetto più evidente si ha, come ovvio, sul piano economico. Ma il pessimismo verso il domani porta anche altre conseguenze: «A subire una trasformazione in senso negativo è il clima stesso dell’ambiente di lavoro», continua l’esperto. «Le persone sono sempre nella condizione di pensare se è il caso di cominciare a cercarsi un altro lavoro e questo le rende demotivate, ne diminuisce l’efficienza e la produttività. Il clima di nervosismo accentua la microconfl ittualità interna: si sta sempre sul chi vive, in una perenne condizione di stress che impedisce di lavorare in modo disteso»

Sostenere chi è vulnerabile

Sul versante psicologico, l’instabilità lavorativa genera disagi emotivi che possono portare a disturbi ansioso-depressivi e psicosomatici. Gli stati d’animo negativi si sommano ai problemi oggettivi, avvitando ancora di più la crisi. La situazione è quindi piuttosto complessa e va valutata con molta attenzione.

A questo scopo a Como, all’interno dell’Unità operativa di Psicologia clinica dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna, diretta dal dottor Vito Tummino, è stato messo in atto un innovativo progetto sperimentale, che si propone di off rire un’assistenza psicologica personalizzata e gratuita agli imprenditori e ai lavoratori che si trovino a vivere situazioni di vulnerabilità e che abbiano bisogno di un sostegno per gestire lo stress. “Stai bene con il tuo lavoro” è il titolo dell’iniziativa, promossa dall’Azienda ospedaliera e dalla Camera di commercio di Como, in collaborazione con varie associazioni di sindacati e lavoratori (per informazioni servizio.lavoro@hsacomo.org). «Di fronte a un periodo di forte crisi economica molte persone disoccupate o in cerca di occupazione sono particolarmente esposte a pressioni. Da un lato il desiderio di realizzazione, l’intraprendenza, la stima di sé, dall’altro la relazione con i familiari, la riduzione del lavoro, la conflittualità nell’ambiente professionale, le tasse...», spiega il dottor Tummino.

«Tali fattori mettono alla prova la capacità di gestire la complessità degleventi; può accadere, a volte, di non riuscirvi o di avere la sensazione di non essere in grado di farcela. Ciò può generare emozioni negative che riducono le capacità di reazione, e tutte le nostre risorse utili ad aff rontare la diffi coltà». «A rivolgersi a noi sono stati molti lavoratori dipendenti, ma anche imprenditori e manager, e qualche disoccupato», spiegano il dottor Matteo Radavelli e la dottoressa Marilena Simionescu, psicologi dell’ospedale Sant’Anna coinvolti nel progetto. «Quello che ci siamo proposti di offrire è un aiuto per valutare in modo chiaro il proprio problema, evidenziando aree critiche e punti di forza per riuscire a reagire in modo costruttivo alla situazione».

Condividere per sentirsi meno soli

  

Quali sono le difficoltà psicologiche più comuni per chi si trova in una situazione di incertezza lavorativa? «Spesso la prima reazione di chi sta vivendo un momento di crisi è quella di “raccogliersi” in se stesso, chiudendosi agli altri», commenta il dottor Radavelli. «Si prova un sentimento di impotenza, ma anche di vergogna per non riuscire a far fronte alla situazione. Qualcuno addirittura tende a isolarsi, a non uscire di casa per non dover rispondere alle domande di amici o vicini. Ammettere di avere una difficoltà, invece, è il primo passo per aff rontarla. Parlarne con gli altri aiuta a sentirsi meno soli e a capire che non si tratta di un problema di incapacità personale, ma di qualcosa dalla portata ben più vasta, che riguarda tante altre persone».

Le risorse per farcela

È importante sapere che tutti abbiamo dentro di noi le risorse per far fronte alle situazioni, anche le più diffi cili: «Naturalmente occorrerà adattarsi al nuovo contesto », osserva la dottoressa Simionescu. «La persona che ha perso il lavoro, specie se ha una certa età, diffi cilmente riuscirà a inserirsi con le stesse condizioni lavorative, con lo stesso stipendio. Molti piccoli imprenditori, per esempio, si sono dovuti riadattare a essere dipendenti. Per questo è fondamentale non fi ssarsi in un certo ruolo, rivedere le proprie priorità, mettere a fuoco i propri obiettivi».

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