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lunedì 13 luglio 2020
 
 

Le cose che la Tv non vi racconta

16/05/2012  Medici senza frontiere presenta l'ottavo rapporto sulle "Crisi dimenticate". Un atto di accusa contro le omissioni del sistema informativo nel nostro Paese. Televisioni in testa.

Profughi sudanesi in arrivo a Juba, capitale del Sud Sudan (Reuters).
Profughi sudanesi in arrivo a Juba, capitale del Sud Sudan (Reuters).

L'ottavo Rapporto di Medici senza frontiere sulle Crisi dimenticate è l'ennesimo schiaffo al provincialismo e alla superficialità dell'informazione televisiva italiana. Anche nel 2011 i telegiornali trasmessi nelle ore di massimo ascolto dalle reti pubbliche e private hanno trascurato le crisi umanitarie e hanno offerto una informazione distorta sul tema dell'immigrazione nel nostro Paese.


Realizzato in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, il Rapporto di Msf analizza come sono stati trattati tre temi: le aree di crisi in Congo, Bahrein, Costa d'Avorio, Sudan e Afghanistan; le emergenze sanitarie nel mondo (Aids, malattie tropicali e carestia in Somalia); i flussi migratori verso l'Italia. Nel 2011  i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, ai conflitti e alle emergenze sanitarie. C'è una crescita rispetto al 2010, dovuta alle rivolte arabe e al terremoto in Giappone. In totale i servizi dedicati al Congo sono stati 5 (ma nessuno fa riferimento alla crisi politica), 10 alla Costa d'Avorio, 14 all'epidemia da Hiv/Aids, 24 al Bahrein, 44 al Sudan, 41 alla fame nel Corno d'Africa. 

Ben poco rispetto alle 413 notizie dedicate alle nozze reali di William e Kate. Negativo il giudizio su come i Tg italiani di Rai, Mediaset e La7 hanno raccontato l'arrivo in Italia dei migranti in fuga da Libia, Tunisia ed Egitto. Nel 2011 il tema dell'immigrazione è stato trattato in 1.391 servizi, ma Msf denuncia soprattutto la qualità di questi servizi, nei quali prevale un tono allarmistico (è sempre “emergenza”) e viene dato spazio soprattutto al dibattito politico. “Il dato più sconcertante è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti a cui è data voce sono nel 65% dei casi politici”, denuncia Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici senza frontiere Italia. Inoltre nei servizi televisivi ricorre l'uso del termine “profughi”, invece del più corretto “rifugiati”.

Il Rapporto è pubblicato in un volume di Marsilio. Ma per tenere i riflettori sempre accesi sulle crisi dimenticate, Msf lancia un'applicazione mobile per iPhone e Android gratuita (http://app.msf.it), che aggiorna sulle emergenze umanitarie in cui l'organizzazione è presente.

Una di queste emergenze è la Siria. Msf non è stata autorizzata ufficialmente a lavorare nel Paese arabo, ma spera di poter presto intervenire in aiuto del personale medico locale. Di fronte all'aggravarsi della scontro fra il regime di Assad e i suoi oppositori, Msf chiede di aumentare gli sforzi politici e diplomatici per garantire la sicurezza dei feriti e del personale medico, senza il ricorso alla violenza.

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