logo san paolo
giovedì 11 agosto 2022
 
 

Le cose che la Tv non vi racconta

16/05/2012  Medici senza frontiere presenta l'ottavo rapporto sulle "Crisi dimenticate". Un atto di accusa contro le omissioni del sistema informativo nel nostro Paese. Televisioni in testa.

L'ottavo Rapporto di Medici senza frontiere sulle Crisi dimenticate è l'ennesimo schiaffo al provincialismo e alla superficialità dell'informazione televisiva italiana. Anche nel 2011 i telegiornali trasmessi nelle ore di massimo ascolto dalle reti pubbliche e private hanno trascurato le crisi umanitarie e hanno offerto una informazione distorta sul tema dell'immigrazione nel nostro Paese.


Realizzato in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, il Rapporto di Msf analizza come sono stati trattati tre temi: le aree di crisi in Congo, Bahrein, Costa d'Avorio, Sudan e Afghanistan; le emergenze sanitarie nel mondo (Aids, malattie tropicali e carestia in Somalia); i flussi migratori verso l'Italia. Nel 2011  i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, ai conflitti e alle emergenze sanitarie. C'è una crescita rispetto al 2010, dovuta alle rivolte arabe e al terremoto in Giappone. In totale i servizi dedicati al Congo sono stati 5 (ma nessuno fa riferimento alla crisi politica), 10 alla Costa d'Avorio, 14 all'epidemia da Hiv/Aids, 24 al Bahrein, 44 al Sudan, 41 alla fame nel Corno d'Africa. 

Ben poco rispetto alle 413 notizie dedicate alle nozze reali di William e Kate. Negativo il giudizio su come i Tg italiani di Rai, Mediaset e La7 hanno raccontato l'arrivo in Italia dei migranti in fuga da Libia, Tunisia ed Egitto. Nel 2011 il tema dell'immigrazione è stato trattato in 1.391 servizi, ma Msf denuncia soprattutto la qualità di questi servizi, nei quali prevale un tono allarmistico (è sempre “emergenza”) e viene dato spazio soprattutto al dibattito politico. “Il dato più sconcertante è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti a cui è data voce sono nel 65% dei casi politici”, denuncia Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici senza frontiere Italia. Inoltre nei servizi televisivi ricorre l'uso del termine “profughi”, invece del più corretto “rifugiati”.

Il Rapporto è pubblicato in un volume di Marsilio. Ma per tenere i riflettori sempre accesi sulle crisi dimenticate, Msf lancia un'applicazione mobile per iPhone e Android gratuita (http://app.msf.it), che aggiorna sulle emergenze umanitarie in cui l'organizzazione è presente.

Una di queste emergenze è la Siria. Msf non è stata autorizzata ufficialmente a lavorare nel Paese arabo, ma spera di poter presto intervenire in aiuto del personale medico locale. Di fronte all'aggravarsi della scontro fra il regime di Assad e i suoi oppositori, Msf chiede di aumentare gli sforzi politici e diplomatici per garantire la sicurezza dei feriti e del personale medico, senza il ricorso alla violenza.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo