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sabato 18 settembre 2021
 
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Le buone ragioni per mettere al mondo un figlio

30/11/2020  In un Paese che da tempo attraversa un preoccupante inverno demografico, l'Istat prevede un ulteriore calo delle nascite nel 2021. Il Cisf (Centro internazionale studi famiglia) ha chiesto alle famiglie e ai giovani i motivi per scegliere di avere un bambino. Ecco cosa hanno risposto

La natalità nel nostro Paese manifesta una costante e drammatica diminuzione, confermata con puntualità da ogni rilevazione statistica: in questo particolare periodo, poi, con le parole del Presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo nella recente audizione del 24 novembre 2020, va altresì considerato come l’attuale crisi sanitaria ed economica possa influire negativamente, oltre che sul numero decessi, anche sulla stessa frequenza annua di nati. È, infatti, legittimo ipotizzare che il clima di paura e incertezza e le crescenti difficoltà di natura materiale (legate a occupazione e reddito) generate dai recenti avvenimenti orienteranno negativamente le scelte di fecondità delle coppie italiane. I 420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di Unità Nazionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario Istat aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno – recependo a dicembre un verosimile calo dei concepimenti nel mese di marzo – per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021”.

 

In effetti oggi per mettere al mondo un figlio servono davvero buone ragioni, perché sembrano molto più evidenti – e anche i dati Istat lo confermano - le ragioni per cui “non” metterlo  al mondo, o perlomeno per “aspettare ancora un po’”, rinviando di anno in anno. Il Rapporto Cisf 2020 ha investigato le ragioni importanti per mettere al mondo un figlio, interpellando sia un campione di 800 giovani tra i 25 e i 35 anni, sia un campione rappresentativo delle famiglie italiane (4.000 interviste, a persone di tutte le età) Il valore del figlio è stato indagato con una batteria di 15 domande (scala da 1=per niente importante a 5= molto importante – vedi tabella) sulle ragioni che possono spingere le persone a desiderare di avere un figlio, somministrate ad entrambi i campioni. I dati della tabella sono molto interessanti per molte ragioni, ma almeno tre aspetti emergono con grande chiarezza.

In primo luogo si nota la presenza di due distinte motivazioni, aggregate attorno a due fattori: “il primo definibile come ‘valore emotivo del figlio’ che sottolinea come avere un figlio sia un’esperienza emotiva gratificante, piacevole in sé e per i suoi benefici psicologici ed esistenziali; il secondo fattore, ‘valore strumentale del figlio’, sottolinea come il figlio possa rappresentare un valore per i genitori, ad esempio incrementando la loro reputazione sociale, o garantendo nel futuro un supporto emotivo ed economico nei momenti del bisogno” (C. Regalia, E. Marta, Rapporto Cisf 2020, pp. 100-101). Il fattore emotivo appare certamente centrale, come si nota dalla tabella, che mette i dati in graduatoria, dal valore più apprezzato a quello meno apprezzato, nella colonna delle interviste alle famiglie (4.000 casi).

In secondo luogo emerge che la graduatoria è molto simile per i giovani e per la popolazione nel suo complesso, ma esiste un netto differenziale generazionale, che vede le nuove generazioni decisamente meno convinte delle singole ragioni su tutte le ragioni proposte. In altri termini, per i giovani tra i 25 e i 35 anni qui intervistati tutte le ragioni per cui avere un figlio è importante sono molto meno “convincenti” rispetto a quanto risultino per l’intera popolazione.

In terzo luogo è interessante anche notare i dati in cui la differenza tra giovani e popolazione nel suo complesso è maggiore (le caselle della tabella in grigio, nella terza colonna), che riguardano sia l’autorealizzazione della persona (“un figlio ti dà un senso di pienezza”, oppure “è divertente avere un bambino per casa”), sia motivi più esterni, strumentali (“perché le persone con figli hanno meno probabilità di essere sole quando diventano anziane”, e legati alla famiglia in quanto tale, nella motivazione “ogni nuovo membro rende la tua famiglia più importante”.

 

Sembra emergere, quindi, nelle nuove generazioni, una maggiore fatica a credere nella generatività, ad inserirla nel proprio progetto di ricerca di felicità. È sempre più difficile percepire che la nascita di un figlio, prima ancora che nuovo impegno, nuova responsabilità, nuovi vincoli, offre alla persona un’esperienza faticosa ma entusiasmante, sfidante ma innovativa, di gratuità, di creatività, di dono, che può restituire senso di sé, autostima, consapevolezza di aver speso bene la propria vita. Ma questa fatica non chiede solo sostegno sociale, economico, politiche pubbliche – pur assolutamente necessarie e carenti –, quanto piuttosto una rinnovata testimonianza di bellezza da parte di chi ha rischiato la propria vita nell’esperienza concreta di gioia che deriva dalla paternità e dalla maternità. Solo così si possono dare “buone ragioni”.

Le ragioni importanti per mettere al mondo un figlio - Fonte: Rapporto Cisf 2020

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