Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 21 aprile 2024
 
la storia
 

Czestochowa, compie 70 anni la preghiera a Maria nata per chiedere la fine del regime comunista

14/12/2023  Conosciuta come l’appello di Jasna Gora, fu pronunciata per la prima volta l’8 dicembre 1953 davanti alla Madonna Nera da un gruppo di fedeli polacchi per chiedere la liberazione del cardinale Wyszyński catturato dai servizi di sicurezza comunisti. Un’invocazione molto cara anche a Giovanni Paolo II che due anni prima della morte rivelò: «La ripeto continuamente»

«Maria, regina della Polonia, sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio!». Da settanta anni esatti milioni di polacchi ripetono queste parole davanti all’icona della Madonna Nera di Czestochowa. La preghiera è conosciuta come l’Appello di Jasna Gora. La tradizione dell’Appello nacque nel monastero di Czestochowa nei tempi bui del regime comunista.

Nel periodo staliniano la situazione della Chiesa cattolica nei Paesi comunisti era drammatica. I regimi la combattevano apertamente, perseguitando il clero, imprigionando o eliminando anche fisicamente i vescovi e i sacerdoti più scomodi. La Chiesa in Polonia era più forte che in Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Jugoslavia, anche perché era guidata dal cardinale Stefan Wyszynski, una persona che è giustamente chiamata il Primate del Millennio. Fu una persona pragmatica, ma al tempo stesso, quando si trattava di proteggere la libertà della Chiesa, mostrò un atteggiamento deciso.

Wyszynski finché poté, cercò di evitare uno scontro con le autorità. Ma quando i comunisti volevano decidere chi dovesse essere nominato alla carica ecclesiastica, il Primate pronunciò le famose parole in latino: “Non possumus” (Non possiamo).

La reazione di comunisti non si fece aspettare: il 25 ottobre 1953 i servizi di sicurezza internarono il cardinale Wyszyński. Rimase internato per ben tre anni: venne liberato il 28 ottobre 1956. L’internamento del Primate fu uno shock per i cattolici polacchi. L’8 dicembre 1953, nel giorno della festa dell’Immacolata, alle ore 21 un piccolo gruppo di fedeli si raccolse davanti all’immagine della Madonna Nera per pregare per la liberazione del cardinale Wyszyński e per la Polonia. Si continuava a pregare i giorni successivi e col passare del tempo questa preghiera divenne una tradizione consolidata che dura fino ad oggi: essa è passata alla storia come l’Appello di Jasna Gora. Ogni veglia di preghiera cominciava con le parole: “Maria, regina della Polonia, sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio!”.

Anche dopo la liberazione del Primate questa preghiera comune per la Chiesa e per la Patria è continuata con grande partecipazione dei fedeli ma si è arricchita con particolari riflessioni ed intenzioni di preghiera. Grazie ai mezzi di comunicazione l’Appello è diventato una preghiera di tanti polacchi in tutta la Polonia ed all’estero, anche perché viene trasmessa ogni sera tramite Radio Jasna Gora e la Televisione Trwam.

Ogni volta quando veniva a Czestochowa anche il cardinale Wojtyla partecipava all’appello. Ha voluto pregare l’appello anche quando per la prima volta è tornato in Patria da Papa. Ecco che cosa disse davanti alla Madonna Nera, il 5 giugno 1979: “’Maria, regina della Polonia, sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio!’. Ripeteremo tra poco queste parole che, dal tempo della Grande Novena in preparazione al Millennio del Battesimo, sono diventate l’Appello di Jasna Gora e della Chiesa in Polonia. Le ripeterò oggi insieme a voi come Papa-pellegrino nella sua patria terra. Quanto corrispondono queste parole all’invito che tante volte udiamo dal Vangelo: ‘Vegliate!’. Rispondendo a questo invito di Cristo stesso, desideriamo oggi, come ogni sera nell’ora dell’appello di Jasna Gora, dire a sua Madre: ‘Sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio’. Queste parole, in modo semplice e insieme forte, esprimono che cosa significhi essere cristiano, in terra polacca, sempre, ma in modo particolare in questa decisiva “millenaria” epoca della storia della Chiesa e della Nazione. Essere cristiano vuol dire vegliare, così come veglia il soldato di guardia, la madre col suo bambino o il medico col malato. (…) Quanto desidero oggi, carissimi connazionali, quanto ardentemente desidero che in questo programma si compia giorno per giorno, anno per anno, l’appello di Jasna Gora, la preghiera dei cuori polacchi. Quanto ardentemente desidero io, che devo la vita, la fede, la lingua ad una famiglia polacca, che la famiglia non cessi mai di essere forte della forza di Dio. Che essa superi tutto ciò che la indebolisce, che la spezza, tutto ciò che non le permette di essere vero ambiente di vita e di amore. Per questo prego per voi ora, con le parole dell’appello di Jasna Gora. E desidero pregare anche in avvenire, ripetendo: ‘Sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio’, affinché questo nostro grido dinanzi alla Madre di Dio si ripercuota e si attui là dove ne è maggiore il bisogno. Là dove, dalla fedeltà a queste parole ripetute alla fine del primo millennio, dipenderà in massima parte il nuovo millennio”.

Giovanni Paolo II è rimasto sempre fedele all’Appello di Jasna Gora: due anni prima della sua morte il Papa svelò: 'Ripeto costantemente questa preghiera, portando davanti alla Madonna Nera tutte le vicende della Polonia, del mondo e della Chiesa nel mondo intero”. Al monastero di Czestochowa l'8 dicembre scorso è stato un grande momento di ringraziamento.

È stato presentato un francobollo commemorativo con la relativa busta della Posta polacca per ricordare l'Appello di Jasna Gora. La sera si è svolto un concerto dal titolo "La preghiera delle generazioni" trasmesso anche della televisione polacca. Invece alle 21 il Primate di Polonia, monsignor Wojciech Polak ha guidato il solenne Appello dell’anniversario. Come succede da 70 anni nella cappella della Madonna Nera sono risuonate le parole così care ai fedeli polacchi: «Maria, regina della Polonia, sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo