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Dal diritto all'aborto al fine vita: parla Marina Casini Bandini

05/02/2022  Custodire il bambino non nato, promuovere il suo diritto a nascere, prendersi cura della sua mamma, non è qualcosa che riguarda soltanto la vita nascente, ma riguarda tutta la vita

Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la vita
Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la vita

La “Giornata per la vita” è stata voluta dai Vescovi italiani, ogni prima domenica di febbraio, per determinare nei cristiani una forte reazione capace di superare i sentimenti di rassegnazione, assuefazione e di insuperabile sconfitta di fronte alla legalizzazione dell’aborto. Naturalmente l’azione pastorale della Chiesa si svolge in continuità tutto l’anno e non solo nella “Giornata per la vita”, ma in essa il popolo dei cristiani deve comprendere meglio la sua vocazione: quella di essere lo strumento per costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà la “civiltà della verità e dell’amore”.

Il tema della giornata 2022 è particolarmente bello: “Custodire la vita”. È il tema della prossimità e dell’accudimento dell’altro soprattutto nel momento della fragilità. Il messaggio, vibrante e intenso, è profondamente calato nel tempo che stiamo vivendo. L’orizzonte è ampio, ma leggendo riecheggiano le parole “per vedere tutto l’uomo, bisogna vedere solo l’uomo”, l’uomo cioè nella massima fragilità, quando non conta non ha potere, non ha forza né modo di difendersi, è minuscolo, povero al punto da non avere nulla se non la sua appartenenza alla famiglia umana. Perciò, custodire il bambino non nato, promuovere il suo diritto a nascere, prendersi cura della sua mamma, non è qualcosa che riguarda soltanto la vita nascente, ma riguarda tutta la vita, perché ci pone nella prospettiva in cui si può abbracciare tutto l’uomo e vedere tutto il panorama dell’umano, la società, la struttura del vivere insieme. Non è un caso, infatti che si sta facendo largo la mentalità eutanasica: scartato il più povero tra gli esseri umani è aperta la strada per scartare via via i più fragili, coloro che sono poveri in termini di salute, autonomia, godibilità della vita, efficienza... Il messaggio dei Vescovi è chiaro quando collega la pretesa del “diritto di aborto” alla richiesta referendaria sul fine vita. Ma va presa sul serio, meditata, incarnata la custodia dell’altro: «Ciascuno ha bisogno che qualcun altro si prenda cura di lui, che custodisca la sua vita dal male, dal bisogno, dalla solitudine, dalla disperazione […] La risposta che ogni vita fragile silenziosamente sollecita è quella della custodia», si legge.

La custodia della vita ha urgente bisogno della forza e del coraggio delle donne; alla luce della maternità tutta la società è chiamata a farsi grembo di ogni madre in difficoltà di fronte all’accoglienza di una nuova vita e a farsi grembo di ogni altra fragilità.

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Vi spieghiamo cos’è la Giornata per la vita
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