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domenica 14 agosto 2022
 
DIALOGO INTERRELIGIOSO
 

Da Milano ad Abu Dhabi, monsignor Martinelli: «Io, vescovo, nella penisola arabica»

30/06/2022  Il frate cappuccino, 63 anni, fino a poche settimane fa ausiliare dell'arcidiocesi ambrosiana, si confida con Famiglia Cristiana alla vigilia dell'inizio del suo ministero (2 luglio) come Vicario apostolico dell'Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Omam e Yemen). «La sfida», dice monsignor Paolo Martinelli, «è far sì che le diversità siano una ricchezza e non un ostacolo»

Monsignor Paolo Martinelli, 63 anni. Foto tratta dal sito dell'arcidiocesi di Milano, per gentile concessione.
Monsignor Paolo Martinelli, 63 anni. Foto tratta dal sito dell'arcidiocesi di Milano, per gentile concessione.

«La sfida è fare in modo che le diversità siano una ricchezza per incrementare l’unità e non la divisione». Cristiano nel cuore dell’islam, monsignor Paolo Martinelli si confida in un’intervista che Famiglia Cristiana pubblica nel numero in edicola e in parrocchia. Frate minore cappuccino, 63 anni, il religioso, già vescovo ausiliare di Milano il 2 luglio comincia la nuova missione affidatagli da papa Francesco ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. «La Chiesa nell’Arabia meridionale è composta da migranti provenienti da diverse nazioni, culture, tradizioni e riti», spiega. «Come spesso ricorda papa Francesco, lo Spirito Santo crea le differenze e fa l’armonia nell’unità: lavoriamo per una Chiesa unita e pluriforme. Inoltre, essere una Chiesa di migranti esprime bene l’idea del popolo pellegrino».

Del suo Vicariato fa parte lo Yemen, un Paese dilaniato dalla guerra. «Da quando ho saputo della mia nomina non ho smesso di ricordare nella preghiera le popolazioni dello Yemen, in particolare i bambini che soffrono terribilmente le gravissime conseguenze di questo lungo e violento conflitto. Penso alla silenziosa e preziosa testimonianza di tanti cristiani, in particolare quella delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. Proprio sei anni fa, quattro di loro furono uccise insieme con altri laici; vollero rimanere là nonostante il grave pericolo per continuare a servire le persone sofferenti a loro affidate. Speriamo che la tregua ora in atto possa rendere possibile migliori contatti con quella popolazione e con le comunità cristiane là presenti».

 

La nuova cattedrale del Bahrein dedicata a Maria, Nostra Signora d'Arabia, e consacrata il 10 dicembre 2021. Foto Reuters.
La nuova cattedrale del Bahrein dedicata a Maria, Nostra Signora d'Arabia, e consacrata il 10 dicembre 2021. Foto Reuters.

Ci sono ambiti in cui monsignor Martinelli vede più facile e promettente la collaborazione con i musulmani. «Il primo grande desiderio che esprimo è quello della reciproca conoscenza e del profondo rispetto tra le diverse tradizioni religiose. Credo che quanto affermato nel documento firmato proprio ad Abu Dhabi nel febbraio 2019 dal Papa e dal Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, costituisca un ottimo punto di riferimento per la collaborazione: la promozione della fratellanza universale, la solidarietà, promuovere il senso della trascendenza, il riferimento a Dio, l’aiuto ai poveri e ai bisognosi, sostenere percorsi di pace e di giustizia. Un ambito già ora molto importante per il dialogo e la reciproca conoscenza è rappresentato dalle numerose scuole cattoliche presenti nel territorio. Si tratta di realtà importanti non solo per i cattolici ma anche per tanti musulmani che le frequentano. L’ambito dell’educazione è decisivo».

 
 
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