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sabato 24 ottobre 2020
 
Lavoro e integrazione per i migranti
 

Da rifugiati a imprenditori

25/03/2014  Una tavola rotonda a Milano ha fatto il punto sul progetto "Re-lab Start up your business" per favorire l'integrazione socio-economica di rifugiati e migranti

Un momento della tavola rotonda di Milano tenutasi il 20 marzo scorso
Un momento della tavola rotonda di Milano tenutasi il 20 marzo scorso

98 partecipanti formati, 53 business plan realizzati, 14 imprese avviate sono i risultati ottenuti dal progetto "Re-lab Start up your business", finanziato dal Fondo europeo per i rifugiati e che si concluderà, dopo due anni, il prossimo giugno. A Milano, lo scorso 20 marzo, si è tenuta una tavola rotonda tra i diversi soggetti e attori legati al progetto, che si propone di stimolare l'iniziativa imprenditoriale di persone titolari di protezione internazionale e migranti.

Siedevano al tavolo i partner del progetto – Associazione Microfinanza e Sviluppo, CIR - Consiglio italiano per i rifugiati, International Training Centre of the ILO –  e rappresentanti del mondo del No Profit e del mondo del lavoro, del credito e della formazione: Camera del lavoro metropolitana di Milano, Formaper, CNA World Milano, Extra Banca, Consorzio Sistema imprese sociali, Consorzio Mestieri, SoleTerre Onlus, Immiafrica Onlus, Associazione italo-egiziana e Associazione ugandese.

Al centro dell'incontro il punto di vista e le esperienze degli attori del territorio e degli stessi beneficiari, ma anche le problematiche emerse in due anni di percorso e le possibili soluzioni, per rendere più agevole ed efficace la promozione dell'auto imprenditoria straniera in generale e per i titolari di protezione internazionale nel caso specifico.

Stimolare la fiducia

Naturalmente il microcredito, quale fondamentale strumento di integrazione socio-economica, è stato uno degli argomenti affrontati, ma non solo.

La crisi economica e la conseguente difficoltà di accesso al credito, infatti, ha catalizzato l'attenzione di molti, facendo sorgere la domanda se sia più utile promuovere in primis la formazione e l'acquisizione di competenza tecniche, oppure prevedere un fondo di capitalizzazione della microimpresa. A fronte del rischio di venire formati e poi non riuscire ad accedere al credito, è emerso un orientamento condiviso a favore della formazione prima di tutto.

D'altra parte, è pur vero che un impegno economico, anche se modesto, da parte dell'imprenditore per finanziare l'iniziativa economica nascente, è interpretato come segnale di effettiva volontà di realizzazione del progetto. Ma disporre di simili risorse economiche è caso più unico che raro per i titolari di protezione internazionale: per stimolare la fiducia degli enti creditizi, quindi, si è pensato alla soluzione di una cogestione imprenditoriale, ossia affiancare al titolare straniero una figura "bancabile".

Parola d'ordine: fare sistema

  

Particolarmente dibattuto, inoltre, è stato il rischio di una possibile "ghettizzazione" e di marginalità socio-economica, nell'eventualità di prevedere percorsi dedicati anche in seguito alla conclusione del progetto. Un rischio presente in ogni esperienza di autoimprenditoria e di microimpresa, che viene aggirato attraverso il radicamento sul territorio.

E proprio il territorio, nei suoi attori principali, ha evidenziato che non è necessario prevedere servizi specifici, diversi da quelli per i cosiddetti migranti economici, per l'avviamento di impresa di persone titolari di protezione internazionale. In entrambi i casi, è invece fondamentale lavorare sui diversi codici socio-culturali attraverso i quali è ideata e avviata la nuova attività economica.

Le attività di monitoraggio e di assistenza si rivelano altrettanto importanti, in particolar modo per superare gli ostacoli di natura burocratica e linguistica. Fare sistema è quindi la parola chiave: creare una rete di servizi unica e integrata è la soluzione più indicata per superare la frammentarietà dei servizi e delle informazioni, con cui i neoimprenditori Tpi e i migranti devono avere a che fare.

Dopo la tavola rotonda di Milano, sono previsti altri incontri di raccordo sul territorio con gli attori del settore asilo e delle start up d'impresa: il prossimo 10 aprile a Trento, il 29 aprile a Torino e in maggio a Catania.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.ideatua.it

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