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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Dai cellulari un regalo di 1,5 miliardi

30/09/2011  Si è conclusa l’asta per l’assegnazione di tre frequenze della nuova tecnologia 4G. Il Governo prevedeva un incasso di 2,4 miliardi, ma sono stati 3,9.

Dopo 22 giornate e 469 tornate, si è conclusa ieri l’asta per acquisire le frequenze in banda 800, 1800 e 2600. Un appuntamento importante perché dieci anni fa il fallimento delle aste per l’Umts aveva provocato un grosso buco nel bilancio del Governo Amato. Questa volte, invece, il risultato è stato persino superiore alle più rosee previsioni. Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati le diverse frequenze per un incasso totale di  3.945.295.100 euro.

Tutti gli operatori ammessi alla gara 4G possono comunque presentare entro le ore 12.00 di lunedì 3 ottobre un’offerta per la banda 2000 rimasta non assegnata. Le relative offerte saranno aperte in seduta pubblica alle ore 14.00 dello stesso giorno presso gli uffici del Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico.

Con il termine 4G (acronimo di fourth Generation) si indicano le tecnologie e gli standard comunicativi di quarta generazione che permettono applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata banda passante. Grazie al 4G sarà possibile scambiare dati alla velocità di 100 mb/sec via etere e seppur tale tecnologia sia attualmente in fase di sviluppo si conta di commercializzarla entro il 2012 quando sarà coperto solo il 20% del territorio nazionale. Entro qualche anno la copertura raddoppierà. L’obiettivo della tecnologia 4G è di raggiungere una velocità di trasmissione che si avvicini al gb/sec.

Per il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani la procedura d’asta appena conclusa «è un risultato straordinario, che pone l’Italia in una posizione d’avanguardia rispetto all’Europa. In una situazione di mercato difficile, siamo riusciti ad attrarre una mole ingente di investimenti. L’incasso complessivo va ben oltre le aspettative: ricordo che la legge di stabilità infatti prevedeva un’introito di 2,4 miliardi di euro. Siamo già impegnati per programmare nel modo più efficace le risorse aggiuntive, così da generare ulteriore sviluppo nel settore delle Tlc e delle comunicazioni». 

 
 
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