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lunedì 08 agosto 2022
 
 

Dall'Angelo di Dio alla preghiera delle cinque dita

14/12/2014  In un libretto tutte le lodi “cardini” della giornata del buon cristiano. Alcune sono invocazioni d’autore: oltre a papa Francesco e Madre Teresa anche Santa Teresa di Gesù Bambino, san Francesco, il beato Newman, Charles de Foucauld. E c’è anche la coroncina della Divina misericordia di Santa Faustina, molto cara a Giovanni Paolo II.

Ci sono tutte le preghiere più popolari, quelle che le nonne sussurravano nell’orecchio ai bambini, quelle che abbiamo mandato a memoria negli anni dell’infanzia, quelle che s’imparavano al catechismo. Qualcuno dirà che c’è l’ovvio, ma forse oggi è meglio così. Sono le preghiere che adesso nessuno sa più a memoria, perché nessuno le insegna più. C’è anche il segno della croce, perché molti sondaggi recenti hanno avvisato che nessuno lo sa più recitare. Si comincia dal Padre nostro, ma c’è anche l’Ave Maria, l’Angelo Dio, L’eterno riposo, il Gloria al Padre. C’è il Ti adoro o mio Dio nella versione del mattino e in quella della sera. C’è una preghiera a Maria scritta da Papa Francesco e ce ne è una bellissima di Madre Teresa di Calcutta che si intitola “Vuoi le mie mani?”, che è un proposito di carità. C’è il Rosario e la Via crucis classica con le quattordici stazioni. Ci sono preghiere da dire prima di pranzo, del mattino e della sera, per situazioni particolari, senza dimenticare nessuno.

Sono le preghiere “cardini” della giornata del buon cristiano. Alcune sono preghiere d’autore. Oltre a quella di Papa Francesco e di Madre Teresa sono riportati alcuni celebri testi di Santa Teresa di Gesù Bambino, di san Francesco, del beato Newman, di Charles de Foucauld. E c’è anche la coroncina della Divina misericordia di Santa Faustina, molto cara a Giovanni Paolo II. Poi c’è la preghiera delle cinque dita, un suggerimento per come pregare di Papa Francesco. E’ una preghiera che lui stesso ha scritto vent’anni fa quando era arcivescovo di Buenos Aires e che è diventata molto popolare in Argentina. Si comincia dal pollice, il dito più vicino, che serve per ricordare di pregare per i nostri cari. Poi l’indice, che serve per ricordare di pregare per i maestri, i professori, i medici e i sacerdoti. Quindi il medio, il dito più alto, che ricorda di pregare per chi governa, per i politici, gli imprenditori i dirigenti, insomma tutto coloro che “gestiscono il destino della nostra patria e guidano l’opinione pubblica”. Poi l’anulare, il dito “più debole”, scrive il Papa “come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte”.

Serve per ricordare di pregare per i deboli, gli ammalati, ma anche le coppie sposate. Infine il mignolo, che ricorda che gli ultimi saranno i primi e serve per ricordare di pregare anche noi stessi, “dopo”, sottolinea il Papa, “aver pregato per tutti gli altri”. Nel libretto ci sono anche le preghiere da recitare per la confessione, dopo la comunione e quella per la riparazione delle bestemmie. . Infine vi sono preghiere per intenzioni particolari: la Benedizioni dei figli, la preghiera per i coniugi e i fidanzati e le preghiere “contro il potere delle tenebre”, compresa l’ “Invocazione a san Michele Arcangelo capo supremo delle milizie celesti” contro “le insidie del demonio”.

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