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Dalla Puglia alla Sicilia, una tradizione che si sta consolidando

15/06/2015 

Sono migliaia gli animatori che donano il loro tempo per seguire i ragazzi durante le settimane di oratorio estivo (Foto: Siccadi / Sync).
Sono migliaia gli animatori che donano il loro tempo per seguire i ragazzi durante le settimane di oratorio estivo (Foto: Siccadi / Sync).

Caldo torrido, sole a picco sulle case, vita di paese e una terra non sempre tenera con i giovani: più ancora che altrove, da queste parti l'oratorio estivo è una certezza, a volte il solo punto di riferimento. Siamo a San Severo, in provincia di Foggia, dove ogni anno ritorna puntuale l'estate ragazzi salesiana. L'oratorio è intitolato a don Bosco e si trova in via San Giovanni Bosco: «un destino segnato», dice sorridendo suor Palma Lionetti, figlia di Maria Ausiliatrice, una delle tre suore che lo animano. Qui la proposta del Grest non è una novità: «esiste da decenni. Infatti alcuni giovani adulti che l'avevano frequentato in passato, oggi ritornano portando i loro figli». Circa 250 i ragazzi coinvolti e una cinquantina di animatori adolescenti.

«Le richieste sono tante e in un momento difficile l'oratorio è chiamato ad andare incontro alle esigenze delle famiglie». Ma ancora una volta, prima che le ragioni economiche, è la bontà del progetto educativo a fare la differenza. «Per noi questa è una missione: ai più piccoli cerchiamo di trasmettere l'immagine di un Dio che abita i loro momenti quotidiani, che sa stare e giocare con loro». E poi, la concretezza: «in un mondo sempre più dominato dalle relazioni virtuali, qui si corre e si suda davvero, si cade e ci si rialza». La formazione per gli animatori inizia ad aprile «però poi accogliamo tutti, anche chi “salta sul treno” all'ultimo momento, perché i ragazzi che a prima vista sembrano più difficili, più diffidenti o apatici, a volte ci riservano le sorprese migliori».

Viaggiando ancora verso sud si incontrano nuove sfide: «La Sicilia non ha una grande tradizione di oratori, ma da diversi anni stiamo lavorando per avviare queste esperienze». Padre Dario Mostaccio è il direttore della pastorale giovanile della Diocesi di Messina e dell'intera Sicilia. Un viaggio in Piemonte durante il primo anno di sacerdozio lo ha convinto a incentivare la realtà dell'oratorio nella sua regione. «Per Grest e campi estivi le richieste sono sempre in crescita. Non è facile trovare gli spazi adeguati, perché molte chiese non sono predisposte per questo genere di attività. Ma le fatiche sono ampiamente compensate dall'entusiasmo dei ragazzi e dei volontari».

In una terra famosa per le spiagge da sogno «quando finiscono le scuole non mancano certo occasioni di svago. L'oratorio però ha una marcia in più, che è la qualità. Ogni anno assistiamo a qualche passo in avanti. Recentemente abbiamo intrapreso un lavoro di coordinamento, ad esempio proponendo ai Grest messinesi di adottare lo stesso sussidio (un libro che suggerisce contenuti, spunti di riflessione e giochi, ndr)». E poi ci sono momenti comuni: tra questi «una giornata al mare, alla baia dei Giardini Naxos, rivolta a tutti i protagonisti degli oratori estivi. L'anno scorso vi hanno partecipato quasi 800 ragazzi».

 
 
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