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Dammi il 5 bambino, ora inizia la tua nuova vita

26/02/2016  La foto che ritrae un membro dell'equipaggio della marina che "dà il 5" a un piccolo profugo ha il potere di ricordarci come dovrebbero andare le cose, come un'utile incursione in un mondo ideale.

Siamo nel porto di Augusta, uno dei punti dell'isola siciliana dove approdano i migranti, un luogo che tante volte è stato il teatro di tragedie e speranze spezzate. Le imbarcazioni della marina militare spesso portano qui i profughi intercettati al largo. Almeno quelli che sono sopravvissuti al viaggio terribile che separa il passato di guerra e di fame dal futuro illuminato dalla speranza.

Un fotografo riesce e a catturare un istante di purissima umanità: un membro dell'equipaggio della marina militare, dopo che finalmente l'operazione di soccorso è stata ultimata, dà scherzosamente il 5 a un piccolo profugo. La sorpresa e il sorriso del bambino restano impresse nella retina e nel cuore.

Questa immagine ci insegna tante cose. Anzitutto ha la forza di evocare un mondo ideale, di figurare la realtà come dovrebbe essere: sei un profugo che ha rischiato la vita per venire qui, la nave del mio Paese ti ha visto ed è venuta a soccorrerti, prima che un'onda spazzasse via la tua vita insieme alla tua voglia di futuro. E ora che siamo sulla terraferma, che il mare non fa più paura, ci riconosciamo per quello che siamo: uomini e fratelli. Quel soccorritore forse pensa. "Avresti potuto essere mio figlio o mio nipote". Il bambino immagina: "È venuto a salvarmi e ora scherza con me, come se fosse mio padre o mio zio".

Per un instante, grazie a quel gesto catturato dalla foto, il mondo è stato come dovrebbe sempre essere. Questa connotazione ideale, quasi normativa evocata dalla foto vale al tempo stesso come denuncia della distanza fra l'essere e il dover essere: condanna i governi nazionali, i partiti, l'Europa soprattutto misurando la loro indifferenza. 

Non basta certo un bel gesto a restituire la vita ai milioni di migranti caduti nell'esercizio della loro speranza, uomini, donne e tantissimi bambini, ma nel nostro cuore possiamo collocare questa tenera immagine accanto a quella del piccolo Aylan, se non altro per rammentare a noi stessi che le cose possono - debbono -  andare diversamente. 

Quel bambino, con quel sorriso largo e innocente, con quegli occhioni vivi e ancora carichi di umanità, ci insegna infine quanto valga la vita.

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Addio piccolo Aylan, aprici gli occhi anche da lassù
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