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martedì 30 novembre 2021
 
 

Dario, lo studente cieco che ama leggere

27/03/2014  Dario Ozzimo, 28 anni, una laurea triennale in Scienze storiche e adesso la specialistica in Filologia, letteratura e storia dell’antichità all’Università statale di Milano. Non vedente sin da bambino, la sua è un'esperienza complicata di studio.

Dario Ozzimo ha 28 anni, una laurea triennale in Scienze storiche e adesso continua con la specialistica in Filologia, letteratura e storia dell’antichità all’Università statale di Milano. È cieco da quando è bambino.

Cosa ti piacerebbe fare dopo l'università?
«Il giornalista anche se so che è difficile».

Senti di avere le stesse opportunità nello studio dei ragazzi senza disabilità?
«Grazie ai servizi offerti dall’università sì, senza sarebbe difficile. Per quanto riguarda le altre scuole ho fatto il liceo classico e i primi 2 anni ho avuto un sostegno abbastanza scadente (per fare un esempio il primo mi hanno mandato una ragioniera), che però poi è migliorato al triennio. I professori invece non mi hanno molto compreso e mi dicevano che non studiavo mettendomi pressione. I risultati sono arrivati non appena mi sono iscritto all'università».

Quali sono i servizi che ti offre l’università? 
«Vari tipi di servizi, da quelli di accompagnamento alle lezioni al supporto psicologico e didattico nell’affrontare gli esami attraverso dei tutor che aiutano a studiare».

Quali sono i servizi più importanti?
«Nel mio caso, oltre agli accompagnamenti a lezione, il servizio più importante riguarda la scansione dei testi per gli esami, soprattutto per me che sono alle prese spesso con il latino e il greco. Proprio per la difficoltà nel reperimento dei testi non sono in pari con gli esami anche se questo non è un problema, almeno per me».

C’è una cosa che ami fare più di altre?
«Mi piace molto leggere anche se con gli esami non ho molto tempo. E poi sono un gran chiacchierone anche se per rimanere in tema di università trovo difficile fare amicizia perché il primo approccio è essenzialmente visivo e soprattutto i corsi che frequento sono quasi tutti a scelta degli studenti e non sempre si incontrano le stesse persone».

 
 
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