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mercoledì 29 giugno 2022
 
ANGELUS
 

«Davanti a Dio nessun privilegio, nè "padrini"»

31/01/2016  “Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione dal cuore del Padre” ha detto anche papa Francesco che ha ricordato come oggi si celebri la Giornata dei malati di lebbra e ha salutato i ragazzi della Carovana della Pace organizzata dall'Azione Cattolica della diocesi di Roma.

Città del Vaticano, domenica 31 gennaio 2016. Papa Francesco all'Angelus. In piazza i ragazzi dell'Acr di Roma al termine della Carovana della pace. Tutte le foto sono dell'agenzia Ansa.
Città del Vaticano, domenica 31 gennaio 2016. Papa Francesco all'Angelus. In piazza i ragazzi dell'Acr di Roma al termine della Carovana della pace. Tutte le foto sono dell'agenzia Ansa.

“Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione dal cuore del Padre”: lo ha detto Francesco all’Angelus, oggi, domenica in cui ricorre la Giornata dei malati di lebbra. "L’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi”, ha poi affermato Jorge Mario Bergoglio, “e non avere padrini”. Il Papa ha ricordato anche che l’unico privilegio per tutti è “di essere abbandonati nelle sue mani”. Quindi il forte richiamo per ognuno: “Dio viene incontro agli uomini e alle donne di tutti i tempi e luoghi nella situazione concreta in cui essi si trovano. Viene incontro anche a noi”.  E un rimando chiaro all’oggi: “L’oggi proclamato da Cristo quel giorno, vale per ogni tempo; risuona anche per noi in questa piazza, ricordandoci l’attualità e la necessità della salvezza portata da Gesù all’umanità..”.

Il riferimento preciso è al brano evangelico in cui Gesù,  avviato alla sua vita pubblica, ritorna per la prima volta e si presenta alla sua comunità, riunita di sabato nella sinagoga. I concittadini reclamano prodigi ma Gesù risponde che  ‘Nessun profeta è bene accetto nella sua patria’ e si appella ai grandi profeti del passato:  Elia ed Eliseo  che – sottolinea Papa Francesco – “operarono miracoli in favore dei pagani per denunciare l’incredulità del loro popolo”.  Non è una semplice lite tra compaesani – ha spiegato il Papa, aggiungendo "come avviene nei nostri quartieri – ma è piuttosto un monito a quella che Papa Francesco definisce “una tentazione alla quale l’uomo religioso è sempre esposto, e dalla quale occorre prendere decisamente le distanze”.

“E' La tentazione di considerare la religione come un investimento umano e, di conseguenza, mettersi a “contrattare” con Dio cercando il proprio interesse. Si tratta, invece, di accogliere la rivelazione di un Dio che è Padre e che ha cura di ogni sua creatura, anche di quella più piccola e insignificante agli occhi degli uomini”. “Proprio in questo – ha chiarito Bergoglio - consiste il ministero profetico di Gesù: nell’annunciare che nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione dal cuore del Padre". E Francesco ci ha ricordato ancora una volta che “è sempre Lui che fa il primo passo: viene a visitarci con la sua misericordia, a sollevarci dalla polvere dei nostri peccati”… “… viene a tenderci la mano per farci risalire dal baratro in cui ci ha fatto cadere il nostro orgoglio, e ci invita ad accogliere la consolante verità del Vangelo e a camminare sulle vie del bene. Ma sempre viene Lui a trovarci, a cercarci.”

Dopo la preghiera mariana, il pensiero del Papa è andato alla Giornata mondiale dei malati di lebbra. Una “malattia – ha detto – che pur essendo in regressione, purtroppo colpisce ancora soprattutto le persone più povere ed emarginate”. “E’ importante mantenere viva la solidarietà con questi fratelli e sorelle, rimasti invalidi a seguito di questo morbo. Ad essi assicuriamo la nostra preghiera e assicuriamo il nostro sostegno a quanti li assistono…. Bravi laici, brave suore, bravi preti.” Poi il saluto “con affetto” a tutti i pellegrini, in particolare i ragazzi e le ragazze dell’Azione Cattolica della diocesi di Roma. “Quest’anno – ha affermato il Papa - la vostra testimonianza di pace, animata dalla fede in Gesù, sarà ancora più gioiosa e consapevole, perché arricchita dal gesto, che avete appena compiuto, del varcare la Porta Santa.” Al messaggio letto dai ragazzi, che confessano paure per i conflitti ma che promettono anche un impegno pieno per la pace, l’incoraggiamento del Papa: “Vi incoraggio –  ha detto - ad essere strumenti di pace e di misericordia tra i vostri coetanei!”. Il lancio dei palloncini, simbolo di pace. E da ultimo, la richiesta  alla quale Papa Francesco ci ha abituati ma che sempre tocca il cuore: “per favore non dimenticatevi di pregare per me”.  

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