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martedì 23 aprile 2024
 
l'appello
 

Davvero le armi sono l'unica via? Bisogna investire di più nella pace

26/02/2024  Dall’Ucraina ai vari focolai nel mondo: si parla solo di aiuti militari, ma questi non risolvono i conflitti (di don Renato Sacco)

« Fermatevi… Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione?». Sono parole di papa Francesco, nell’Angelus del 2 ottobre 2022. Oggi, a due anni da quel 24 febbraio 2022, noi lo ripetiamo: «Che cosa deve ancora succedere? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco».

Con dolore ma anche onestà intellettuale dovremmo chiederci: a cosa hanno portato questi due anni di guerra? Dovremmo chiedercelo tutti! Chi da subito, come ad esempio Pax Christi, ha sostenuto che l’invio delle armi non avrebbe portato a nessuna soluzione di pace, anzi.. E anche i tanti politici, opinionisti, giornalisti che senza il minimo dubbio hanno ritenuto che l’unica strada percorribile fosse quella delle armi, inviate all’Ucraina ma in passato fornite anche a Putin. Quali sono i risultati? Una cosa è certa: il numero, impressionante, delle vittime, militari e civili. Questo è l’unico risultato certo. Ed è anche evidente il fallimento della diplomazia. Sempre papa Francesco in quell’Angelus: «Si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati…». E sarebbe doveroso, oltre a una riflessione “politica”, o meglio sul fallimento della politica, una riflessione che metta al centro il Vangelo. Tra l’altro tutte le parti coinvolte si dicono, almeno a parole, cristiane. E anche chi manda armi, come l’Italia, ma non solo.

Ha ancora senso parlare di “nonviolenza”? O diventa solo motivo di zimbello da parte dei potenti di turno? Di fronte a «una terza guerra mondiale a pezzi» possiamo ancora accettare che la guerra sia ritenuta una possibile strada da percorrere? Perché a parole tutti vogliono la pace, ma poi i fatti, gli investimenti per le armi dimostrano il contrario. Quanto si investe per la pace? E quanto per la guerra? Lo scorso 26 aprile si è tenuto a Roma un incontro non sul cessate il fuoco, ma sulla ricostruzione dell’Ucraina. Si potrebbe amaramente ripetere con il buon Alberto Sordi «finché c’è guerra c’è speranza». Lo vediamo in tanti luoghi più o meno dimenticati, dal Sudan al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo. Per non dire di quanto sta succedendo a Gaza. Non ci sono parole! E parlare di pace diventa più pericoloso che parlare di guerra. Le spese militari nel mondo, nel 2022, sono state di 2.240 miliardi di dollari.

Vogliamo la pace o la guerra? I potenti ripetono sempre più spesso «se vuoi la pace prepara la guerra». No, questo non lo possiamo accettare. Siamo all’inizio della Quaresima. Ci ricordiamo le due donne, ucraina e russa, che hanno portato la croce il Venerdì Santo 2022. Quella immagine ci parla ancora oggi. Conversione non solo dei nostri cuori, ma – se Cristo è la nostra Pace – convertire le scelte di guerra in scelte di pace.

Nella foto: due donne, una russa e l'altra ucraina, alla Via Crucis al Co0losseo, il 15 aprile 2022.

 
 
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