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mercoledì 08 dicembre 2021
 
la protesta
 

De Palo sul Bonus Terme: «Facciamo i pauperisti solo quando si parla di famiglia»

12/08/2021  «L’economia non riparte dai bonus, ma dalle nascite e dal mettere le famiglie nelle condizioni di spendere». Lo dice Gigi De Palo, presidente del Forum Famiglie dopo finanziamento del Bonus Terme elargito a ricchi e poveri, a differenza dell'assegno unico che prevede scaglioni di reddito

Cinquantatre milioni. Sono 53 milioni di euro le risorse disponibili per il Bonus Terme che ha l'obiettivo di agevolare i cittadini nell'acquisto di servizi termali accreditati. È quanto stabilisce il decreto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Lo annuncia il Mise (ministero per lo Sviluppo Economico) in una nota, dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto attuativo della misura prevista dal decreto 104 del 2020, il cosiddetto Decreto Agosto. Il Bonus Terme si rivolge a tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia, senza limiti di Isee e senza limiti legati al nucleo familiare.

Immediata la reazione del presidente del Forum delle sssociazioni familiari Gigi De Palo: «Alla luce dell’ennesimo bonus senza limiti di reddito, in questo caso per le terme, la considerazione nasce spontanea: o facciamo i pauperisti solo quando si parla di famiglia, oppure l’universalità prevista per l’assegno unico - come avviene negli altri Paesi europei -, in Italia non esiste e ci saranno  sempre figli di serie A con monopattini e televisore nuovi e figli di serie B che non vengono considerati una risorsa».

Prima di stanziare un altro bonus, infatti, «sarebbe il caso di fare una valutazione d’impatto di tutti i bonus a cui si accede senza ISEE per verificare che non ci sia uno spreco di risorse, che sarebbe un torto per le generazioni future. Ad ogni modo, auspichiamo che se oggi questi bonus sono sinonimo di ripartenza e voglia di ripresa, altrettanto dal prossimo 1 gennaio, l’assegno unico e universale possa essere fatto senza calcoli al ribasso. Non solo perché si tratta di una riforma strutturale per il Paese, ma anche perché l’economia non riparte dai bonus ma dalle nascite e dal mettere le famiglie nelle condizioni di spendere», conclude De Palo.

 
 
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