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martedì 09 agosto 2022
 
l'attesa
 

Del Grande, parla il padre: «La Turchia ha fatto un gesto distensivo»

22/04/2017  «Ci ha piacevolmente colpito», afferma Massimo Del Grande, «l’invito ricevuto dall’ambasciata turca in Italia per incontrarci lo avverto come un gesto distensivo che possa portare quanto prima ad un rilascio di mio figlio». Ma è le autorità turche non hanno reso note le accuse verso il blogger detenuto a Mugla

«Il cielo è meno cupo di qualche giorno fa, ma l’ansia per Gabriele è sempre la stessa, spero che questo squarcio di luce che è apparso, porti presto un cielo azzurro e pieno di sole». L’intensità della voce di Massimo Del Grande, padre di Gabriele, il giornalista e blogger italiano detenuto a Mugla, in Turchia, aiuta a percepire tutta la delicatezza di questi momenti. Dopo la visita di venerdì della delegazione italiana al centro di detenzione della cittadina nel sud-est della Turchia, si guarda con ottimismo alla prossima settimana. Il console italiano Luigi Iannuzzi e l’avvocato turco Taner Kilic, hanno portato notizie confortanti sulla salute del giovane italiano ma non sono stati formulati ancora i capi di imputazione che hanno causato il “fermo amministrativo” di Gabriele.

Tutto è ancora ufficialmente avvolto solo da nebulose supposizioni. La più accreditata, anche se francamente molto debole, parla di una forte irritazione delle autorità turche per il comportamento avuto dal reporter nei primi giorni del suo fermo, nella provincia di Hatay ai confini con la Siria. Gabriele avrebbe avuto contatti “non autorizzati” con altri detenuti, con scambio di informazioni. Cellulare, computer e videocamera gli sono stati sequestrati al momento del fermo, niente avrebbe potuto documentare le poche frasi scambiate.

Massimo Del Grande, papà di Gabriele
Massimo Del Grande, papà di Gabriele

Nell'osterià del papà di Gabriele cena di solidarietà

Comunque, la cosa più importante sono le buone condizioni fisiche del blogger toscano, il quale continua il suo sciopero della fame (assume solo liquidi) ed è sotto controllo medico costante. Nel pomeriggio di ieri ha potuto telefonare di nuovo alla compagna, Alexandra D’Onofrio, rassicurandola sul suo stato di salute e scambiando poche parole con i suoi due bambini. Con una voce molto emozionata ha chiesto anche della mobilitazione in atto per la sua liberazione ed è stato felice nell’apprendere che moltissime persone in Italia ed Europa stanno manifestando per lui.

«Ci ha piacevolmente colpito», continua il padre, «l’invito ricevuto dall’ambasciata turca in Italia, per un incontro con la loro diplomazia, lo avverto come un gesto distensivo che possa portare quanto prima ad un rilascio di mio figlio». In queste ore, Alexandra, è in volo da Atene per l’Italia. Raggiungerà il suocero e insieme probabilmente decideranno di accettare l’invito a recarsi presso l’ambasciata turca a Roma. In queste ore di attesa, dove decine di migliaia di persone stanno manifestando in tante piazze italiane, le manifestazioni di affetto verso la famiglia Del Grande si moltiplicano esponenzialmente. Il tamtam di solidarietà è esploso attraverso i social network scavalcando i confini nazionali ed europei, trovando sostenitori in molti paesi extraeuropei, dove colleghi giornalisti ed altri blogger hanno voluto esprimere tutta la propria vicinanza a Gabriele. Domenica sera, presso l’osteria di Massimo Del Grande, si raduneranno circa 400 persone per una cena di solidarietà ed una piccola serata dedicata al giovane giornalista. C’è la piccola consapevolezza che qualcosa di buono possa accadere nei prossimi due-tre giorni.

 
 
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