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lunedì 13 luglio 2020
 
 

Australia, non c'è solo Pinturicchio

08/10/2012  L'ex regista della Juve, Alessandro Del Piero, ha esordito nel campionato australiano. Ma la terra dei canguri è ancora meta di chi vuole cambiare vita: uno su quattro è nato all'estero

Del Piero al suo esordio nel campionato di calcio Australiano (Ansa).
Del Piero al suo esordio nel campionato di calcio Australiano (Ansa).


Da Sydney

Tutti gli occhi erano puntati su di lui.
A Wellington, la capitale della Nuova Zelanda, Alessandro Del Piero ha esordito nella A League, il campionato di calcio che l'ex capitano della Juventus ha scelto per i prossimi due anni. Un debutto amaro per il suo Sidney Fc, battuto per 2-0 dal Wellington Phoenix nella prima gara della stagione. Del Piero, 37 anni, maglia numero 10 ma senza fascia di capitano (quella è rimasta al centrocampista Terry McFlynn, già leader degli Sky Blues l'anno scorso), ha giocato per tutti i 90 minuti come rifinitore, e non ha deluso le attese dei tifosi. Per la verità allo stadio Westpac di Wellington gli spettatori erano poco più di 12mila, numeri certamente non paragonabili a quelli della serie A italiana, ma per confrontare i due campionati bisogna tenere a mente un paio di cose.

La prima è che qui andare in trasferta significa quasi sempre trascorrere almeno qualche ora in aereo: Del Piero e compagni hanno volato per oltre tre ore prima di raggiungere Wellington; difficile dunque per i tifosi seguire sempre la propria squadra del cuore. Il calcio in Australia non ha poi lo stesso appeal a cui siamo abituati in Europa, e i numeri registrati per la prima di campionato di Del Piero, accolto come una vera star dai media, sono lì a dimostrarlo. Adp, come lo chiamano, aveva già attirato l'attenzione di molti ancora prima di mostrare il suo potenziale. La partita di sabato, con l'ex bandiera della Juve giudicato da molti commentatori il migliore in campo, non farà che aumentare la tendenza. Parecchi dribbling, precisi passaggi ad innescare i compagni d'attacco, un gol sfiorato nel secondo tempo con una conclusione da fuori area finita poco lontano dalla porta dei neozelandesi: così Del Piero si è presentato al suo nuovo pubblico.

Peccato che a quel punto il risultato fosse già fissato sul 2-0 per i padroni di casa, andati in rete prima con l'ex nazionale belga Stein Huysegems, anche lui al debutto nella A League, preciso nel capitalizzare un errore della difesa del Sidney a fine primo tempo, poi con il 19enne Louis Fenton, che al 75' chiudeva il match con un colpo di testa da dentro l'area di rigore.
Nonostante la sconfitta l'allenatore degli Sky Blues, Ian Crook, a fine gara ha voluto elogiare la prestazione del suo nuovo numero 10: “In alcune situazioni ha messo in mostra le sue fantastiche qualità. D'altronde ce lo aspettavamo da un fuoriclasse del suo calibro”. Insomma buona la prima, in attesa di vedere se la stella italiana, il giocatore più pagato tra i giocatori della A League, sarà determinante per la sua squadra a fine stagione.

Tony Pignata, amministratore delegato del Sysney Football Club, durante la presentazione di Del Piero in Australia (Ansa).
Tony Pignata, amministratore delegato del Sysney Football Club, durante la presentazione di Del Piero in Australia (Ansa).

L'Australia sta provando a fare del calcio uno degli sport più seguiti nel Paese. L'arrivo al Sidney di Del Piero, campione del mondo a Berlino nel 2006 e terzo miglior marcatore nella storia del calcio italiano, è stato certamente il più clamoroso.
Ma a quello di Pinturicchio si sono presto aggiunti i nomi di altri calciatori provenienti dall'estero. Stelle a fine carriera, come l'inglese Emile Heskey e il giapponese Shinji Ono, ma con un enorme potenziale di marketing per uno sport che qui deve combattere con footy (football australiano) e cricket, di gran lunga più popolari.
Il merito dei recenti investimenti va ad un'economia che cresce a ritmi inimmaginabili per l'Europa. Quest'anno, rispetto al 2011, il Pil è aumentato del 3,8%, e nel 2013 dovrebbe salire di altri tre punti percentuali. Numeri da Paese asiatico, non a caso l'andamento delle attività australiane è strettamente legato a quello cinese, con Pechino che rappresenta il principale partner commerciale di Canberra, autentico forziere di materie prime per la Repubblica popolare.

In questo contesto vanno inserite le insolite spese sostenute quest'estate dai club australiani per assicurasi la presenza nella A League di calciatori di fama internazionale.
Il Sidney Fc ha sottoscritto con Del Piero un contratto biennale da 2 milioni di euro a stagione, record assoluto in Oceania (niente a che vedere con L'Europa, dove il più pagato è Ibrahimovic con 12,5 milioni di euro all'anno nel Paris Saint-Germain).
Qualche giorno dopo è stato annunciato un altro ingaggio illustre: i Newcastle Jets hanno acquistato Emile Heskey, 34enne attaccante inglese, 110 gol in Premier League e 7 con la maglia dell'Inghilterra. Heskey ha firmato un contratto di un anno con il club della East Coast e verrà pagato la metà esatta di Del Piero: 1 milione di dollari a stagione. Cifre comunque altissime per gli standard australiani, difficilmente percepibili dagli stessi giocatori in Europa

Per qualche settimana sembrava che anche l'ex capitano della nazionale tedesca, Michael Ballack, dovesse arrivare qui. Alla fine le trattative tra i Western Sydney Wanderers (l'altra squadra di Sidney) e il giocatore sono saltate: il 37enne centrocampista ha scelto di dare l'addio al calcio.
Poco male per la società, che pochi giorni dopo ha mirato su un altra stella a fine corsa, questa volta celebre soprattutto in Asia. I Wanderers si sono assicurati la presenza in campo per la stagione appena iniziata di Shinji Ono, 33 anni, 56 partite nella nazionale giapponese, ingaggiato con un contratto biennale da 800mila dollari a stagione. Foto di gruppo: i “big three” (Del Piero, Heskey e Ono) che si abbracciano per annunciare l'inizio della stagione. “Non si erano mai viste arrivare tante stelle internazionali in così poco tempo”, ha sintetizzato Ben Buckley, numero uno della Federazione calcistica australiana. Quale miglior modo per attirare l'attenzione degli spettatori?
Per vedere i risultati bisognerà aspettare, ma i primi segnali sono incoraggianti
. Dopo l'acquisto di Del Piero, il Sidney Fc ha venduto i diritti delle proprie partite in Italia (a Mediaset Premium), mentre l'arrivo di Heskey ha permesso ai Newcastle Jets di raggiungere il record di abbonati. Quanti? Undicimila: pochissimi per l'Italia, non per un Paese in cui il calcio è visto da molti come uno sport da femminucce.

Un lavoratore in una raffineria di nickel a Townsville, in Australia (Reuters).
Un lavoratore in una raffineria di nickel a Townsville, in Australia (Reuters).

I dati del 2012 non sono ancora stati pubblicati, ma guardandosi in giro pare che anche quest'anno gli italiani che hanno scelto di trasferirsi in Australia sono stati parecchi. Numeri da mini-esodo: 50mila nel 2010e oltre 60mila nel 2011, dice il dipartimento dell'Immigrazione australiano.
Insomma non c'è solo Del Piero ad essere atterrato qui. In generale sono i giovani europei, non solo gli italiani, a scegliere un visto temporaneo per la terra dei canguri. Segno che la crisi economica che il nostro Paese sta vivendo non è stata finora così determinante nella scelta di spostarsi a oltre 15mila chilometri di distanza. In cima alla classifica degli arrivi europei nel 2011 c'erano infatti britannici, francesi e tedeschi, dati alla mano quelli che meno stanno soffrendo le politiche di austerità imposte da Unione europea e Fondo monetario internazionale. In realtà, unita a un'economia trainata dalla fame asiatica di materie prime e ad una qualità della vita considerata tra le migliori al mondo dai principali indicatori mondiali, è la politica migratoria australiana ad aver finora attirato qui tanti giovani dall'Europa. Canberra concede a quasi tutti i cittadini dell'Ue sotto i 31 anni un visto biennale di studio-lavoro (alcune nazioni, come la Spagna, sono però escluse da questa politica).

Insieme alla Nuova Zelanda, l'Australia è l'unico Paese non europeo ad offrire una possibilità del genere. A ciò si aggiunge un'economia in ottimo stato di salute, con un tasso di disoccupazione di poco superiore al 5%, circa la metà rispetto alla media europea, e stipendi medi decisamente più alti rispetto a quelli del Vecchio Continente.
Questa immensa nazione, con un territorio più vasto dell'intera Europa ma una popolazione di circa 21,5 milioni di abitanti (il doppio dei lombardi), è sempre stata terra di emigrazione per gli italiani. Il primo grande flusso giunse già a fine '800, con la corsa all'oro che attirò soprattutto valtellinesi, bergamaschi e toscani. Poi l'immigrazione di massa avvenuta negli anni '50 e '60, che ha fatto di quella italiana la seconda comunità d'Australia, famosa soprattutto per aver creato attività di successo nell'agricoltura e nella pesca.
Per la verità proprio quest'anno l'italiano è stato sorpassato dal mandarino come seconda lingua più parlata dopo l'inglese, segno che il legame geografico che lega il Paese all'Asia sta aumentando, e che l'Australia fa sempre più del multiculturalismo un suo tratto distintivo. Circa un australiano su quattro e' nato all'estero e il 43% della popolazione ha almeno un genitore nato fuori dal Paese.

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