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martedì 21 settembre 2021
 
VATICANO
 

Aggregazioni laicali: 10 anni, non di più, nuove regole per i vertici

12/06/2021  Approvato dal Papa e reso noto l'11 giugno, il decreto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita regola la durata dei mandati alla guida delle organizzazioni internazionali di fedeli affinché l’autorità sia un autentico servizio, contro il rischio di personalismi e abusi. Possibili dispense per i fondatori

Papa Francesco, oggi 84 anni, in Piazza San Pietro il 18 maggio 2013,, alla vigilia di Pentecoste, per la veglia di preghiera con gruppi, movimenti e associazioni laicali. Foto Ansa. Sopra, sotto e in copertina, altri scorci dello stesso evento. Foto Reuters.
Papa Francesco, oggi 84 anni, in Piazza San Pietro il 18 maggio 2013,, alla vigilia di Pentecoste, per la veglia di preghiera con gruppi, movimenti e associazioni laicali. Foto Ansa. Sopra, sotto e in copertina, altri scorci dello stesso evento. Foto Reuters.

Ha forza di legge: regola la durata e il numero dei mandati di governo (con un massimo di 10 anni consecutivi) nelle associazioni internazionali di fedeli, private e pubbliche. Il decreto generale emanato dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, approvato in forma specifica da papa Francesco e promulgato venerdì 11 giugno 2021, entra in vigore fra tre mesi diventando vincolante per tutte le associazioni di fedeli e per gli altri enti riconosciuti o eretti dal Dicastero. Tre gli obiettivi dichiarati: far sì «che l’esercizio del governo si articoli adeguatamente nella comunione ecclesiale e si realizzi nella sua qualità strumentale ai fini che l’associazione persegue», «promuovere un sano ricambio», «prevenire appropriazioni che non hanno mancato di procurare violazioni e abusi».

«I mandati nell’organo centrale di governo a livello internazionale possono avere la durata massima di cinque anni ciascuno», si legge nel decreto: «La stessa persona può ricoprire un incarico nell’organo centrale di governo a livello internazionale per un periodo massimo di dieci anni consecutivi. Trascorso il limite massimo di dieci anni, la rielezione è possibile solo dopo una vacanza di un mandato». L’unica eccezione riguarda il moderatore, che «può esercitare tale funzione indipendentemente dagli anni già trascorsi in altro incarico nell’organo centrale di governo a livello internazionale». «Chi ha esercitato le funzioni di moderatore per un massimo di dieci anni, non può accedere nuovamente a tale incarico», si dispone nel decreto: «può, invece, ricoprire altri incarichi nell’organo centrale di governo a livello internazionale solo dopo una vacanza di due mandati relativi a tali incarichi».

 

I fondatori potranno essere dispensati dalle norme, qualora lo decida il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. «Le associazioni» è inoltre specificato, «nelle quali, al momento della entrata in vigore del decreto, sono conferiti incarichi nell’organo centrale di governo a livello internazionale a membri che hanno superato i limiti fissati, debbono provvedere a nuove elezioni entro e non oltre ventiquattro mesi dalla entrata in vigore del decreto». 

Il provvedimento si applica «anche agli altri enti non riconosciuti né eretti come associazioni internazionali di fedeli, a cui è stata concessa personalità giuridica e che sono soggetti alla vigilanza diretta del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita». Fra gli enti interessati figurano, per limitarci a qualche esempio, l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, il Cammino neocatecumenale, la Comunità di Sant'Egidio, le Equipes Notre-Dame, la Fraternità di Comunione liberazione, Nuovi Orizzonti, l'Organismo Mondiale dei Cursillos di Cristianità. Sul proprio sito web, oltre a una nota esplicativa del decreto,  il Dicastero pubblica un Repertorio delle associazioni internazionali di fedeli che recensisce i nomi e le descrizioni sommarie delle 109 entità riconosciute o erette dal Dicastero, fra cui anche gli enti di cui all’articolo 7 del decreto odierno, che entra in vigore tra tre mesi.

In un articolo per lOsservatore Romano, il gesuita padre Ulrich Rhode, decano della Facoltà di Diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana e consultore del Dicastero, sottolinea l’opportunità che le associazioni diocesane e nazionali, pur non essendo tenute a osservare il decreto, possano prenderlo in considerazione nel caso di una futura estensione delle norme o anche, semplicemente, per la loro ragionevolezza.

 
 
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