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lunedì 08 marzo 2021
 
 

Dieci parole per il 2021

01/01/2021  Da "Vaccino" a "lavoro" a "Dante". tutti i temi e gli eventi da tener d'occhio per l'anno che verrà

Vaccino. La prima parola del 2021 non può che essere una sola: “vaccino”. La profilassi che ci renderà immuni con 202 milioni di dosi in arrivo sotto la regia del commissario straordinario Domenico Arcuri, ci tirerà fuori dalla pandemia, ma non prima dell’autunno, quando riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge. Nel frattempo sarà necessario continuare con le misure di protezione: distanziamento, igiene, mascherina, prudenza, isolamento soprattutto per i più anziani e i soggetti più a rischio.
Lavoro. Ci aspetta anche una primavera difficile, soprattutto sul piano economico e del lavoro. Non è certo un caso che il papa abbia proclamato il 2021 anno di San Giuseppe patrono dei lavoratori. Sul piano politico esordiremo con un bel rimpasto di governo, poi, nella seconda parte, entreremo nel “semestre bianco” gli ultimi sei mesi di mandato della presidenza della Repubblica (e chissà che Mattarella, come accadde per Napolitano, non venga riconfermato per un altro settennato). Sul piano sociale è certo che verrà fatto un tagliando per il reddito di cittadinanza, ottima misura di protezione ma ancora non abbastanza efficace per procurare posti di lavoro.
Scuola. Gli studenti delle superiori torneranno a scuola, anzi a metà. E speriamo che ritrovino banchi e cattedra come l’avevano lasciata quest’autunno. Il 2021 sarà l’anno in cui bisognerà dare una urgente risposta alle vecchi e nuove povertà e mettere in campo (in tutti sensi) nuove forme di produzione sostenibile dal digitale all’agricoltura verde.
Recovery Fund. Sentiremo spesso questa parola. Dal punto di vista industriale, potrebbe essere l’anno della rivoluzione, visto che dovremmo investire i 209 miliardi che l’Unione ci ha messo a disposizione nell’ambito del del Recovery Fund da 750 miliardi di euro), il vero perno della svolta europea insieme al secondo “bazooka” di mille miliardi di euro al sistema creditizio della rediviva Christine Lagarde, che ha proseguito la politica espansiva del predecessore. A nulla hanno potuto i cosiddetti Paesi “frugali” di fronte alla consapevolezza dei Grandi d’Europa, dalla Germania alla Francia. La sintesi non rende la quantità di problemi complessi superati dal nuovo spirito europeo contro il contagio (basterebbe citare l’acquisto dei vaccini). Ma è certo che nel suo annus horribilis, compresa l’uscita del Regno Unito dal consorzio comunitario, l’Europa ha ritrovato sé stessa e festeggerà degnamente gli 80 anni del Manifesto di Ventotene di Rossi e Spinelli.
America. Joe Biden cambierà il corso della politica statunitense e atlantica ed è probabile che rafforzerà l’alleanza con le democrazie occidentali in un mondo attratto dai regimi populisti. Avremo ancora a che fare con il terrorismo islamico perché in Africa è ancora un’alternativa alla stabilità e alla pace per tanti giovani, dalla Nigeria agli Stati subsahariani, perfino nel Mozambico. Mentre il Libano è preda di una gravissima crisi politica. Le guerre non sono mancate nell’annp 2020, basti pensare al Nagorno Karaback o alla LIbia: è probabile che avremo ancora a che fare con quella “terza guerra mondiale a pezzetti” di cui ha parlato Francesco all’inizio del suo pontificato. Ancora troppi Governi scelgono con facilità la guerra in Africa con le loro milizie assoldate. Continueremo, come ha detto papa Francesco lo scorso marzo nel suo messaggio urbi et orbi in una piazza San Pietro deserta a «pensare di rimanere sani in un mondo malato»?
Cinema. Dopo la pandemia ( il 2021 è sinonimo di anno di transizione) nulla sarà più come prima, dal lavoro, all’economia, alla scuola allo spettacolo. Pensiamo al cinema. Davvero sarà così semplice tornare nelle multisale, abituati come siamo alle serie Tv?
Azzurri. Quanto allo sport, oltre alle Olimpiadi (e scusate se è poco) ci aspettano tre appuntamenti calcistici della nostra Nazionale piena di giovani talenti. Appuntamenti importantissimi: le qualificazioni ai Mondiali 2022, la Final Nations Legue e gli Europei. Roberto Mancini avrà tanto da fare (e da selezionare).
Napoleone. Se poi guardiamo alla lista degli eventi e degli anniversari allora il discorso si fa lungo. Da dove cominciare? Festeggeremo i 120 anni dalla morte di Giuseppe Verdi, i 280 anni dalla scomparsa Vivaldi e i 100 dalla nascita di uno scrittore come Leonardo Sciascia. In Francia saranno tutti pazzi per Napoleone, di cui si celebreranno i duecento anni dalla morte, il 5 maggio, data che grazie ad Alessandro Manzoni conosciamo a memoria. In Inghilterra si ricorderanno i 120 anni della  morte della regina Vittoria. Anche se non saranno importanti come dieci anni fa, il 2021 vedrà una serie di convegni e pubblicazioni per i 169 anni dell’Unità d’Italia, ma anche per la morte del miglior statista del Regno di Sardegna, Camillo Benso di Cavour.
Dante. Concludiamo con Dante Alighieri, visto che ci apprestiamo a celebrare i settecento anni dalla sua scomparsa. Da non perdere la grande mostra a Ravenna, dall11 settembre al 9 gennaio 2022, dedicata al Sommo poeta dal titolo “Dante, gli occhi e la memoria: un’epopea pop”. Proprio così perché Dante, con la sua Commedia, e tutt’altro che un poeta d’élite, se ci guardiamo attorno sta dappertutto, dalle lattine dell’olio alle monete, per non parlare delle espressioni che utilizziamo tutti i giorni, come “senza infamia o senza lode”. Insomma ci aspetta una serie di eventi “da far tremare le vene ai polsi” per usare ancora una volta le parole del poeta. Arrivederci in Paradiso, insomma. Anche noi nel 2021, insieme al poeta, usciremo a riveder le stelle.
Francesco. Il Papa ci ha ricordato nella "fratelli Tutti" che la solidarietà è il valore che sottende l'umanità, perchè "nessuno si salva da soli". Lo ha ribadito anche nell'Angelus di inizio anno. E' l'augurio per questo 2021 alle porte.

 

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