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lunedì 16 settembre 2024
 
challenge estreme
 

Dietro alla violenza online, noia e apatia

12/04/2024  Nell’ultimo periodo torna prepotentemente il tema delle challenge estreme, quelle che viaggiano sul social e nelle chat. Ed ecco tutti a puntare il dito contro la rete brutta e cattiva, ma quella rete la abitiamo noi (di Ivano Zoppi, segretario Generale Fondazione Carolina)

di Ivano ZoppiSegretario Generale Fondazione Carolina

Nell’ultimo periodo torna prepotentemente il tema delle challenge estreme, quelle che viaggiano sul social e nelle chat, da uno smartphone all’altro. Quelle che sembrano scherzi e bravate, ma che mettono a rischio la salute e l’incolumità dei più giovani.

Ed ecco tutti a puntare il dito contro la rete brutta e cattiva, ma quella rete la abitiamo noi, come un bosco fitto da attraversare dove lasciare i nostri figli. Qualche volta gli diciamo di stare attenti, senza neppure sapere bene a cosa.

La verità è che la sofferenza dei ragazzi è diventata un fatto di cui parlare, senza entrare nel merito e affrontare i tanti perché di questa rete impalpabile, ma che diventa un muro contro il quale sbattiamo con tutta la nostra ignoranza. A furia di sbattere forse capiremo di dover accogliere, non solo commentare, la sofferenza di questi ragazzi. Di capirla, accettare, di dare loro punti di riferimento, ascolto e presenza. Anticorpi fondamentali per qualsiasi virus presente nel web. Il loro conforto è il web, con le chat, i social e la possibilità di trovare sempre qualcuno. Non importa chi o perché, basta non sentirsi soli, in preda alla noia. Un limbo dentro il quale vivono migliaia di ragazzi, che si rifugiano nel presente perché spaventati dal futuro.

Propria la noia, assieme alla solitudine, è una delle cause più frequenti alla base del cyberbullismo e della violenza online. Un fenomeno che oggi condiziona tre adolescenti su quattro, più o meno coinvolti in episodi legati all’utilizzo scorretto o inconsapevole del web. Un dato superiore al trend fotografato dal Censis prima della pandemia.

Di virtuale, però, non c’è nulla nella sofferenza, soprattutto online. Perché in Rete il disagio cresce e si amplifica: una foto o un video possono diventare virali in pochissimo tempo. Ballare, viaggiare, vivere pienamente la vita e gli affetti aiutando a scongiurare quel malessere che spinge tanti ragazzi, in buona parte sotto i 14 anni, ad abitare il mondo digitale in maniera distorta. Servono regole condivise e presenza educativa, prerogativa indispensabile per consentire alle giovani generazioni di spiegare le ali e tornare a sognare.

 
 
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