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lunedì 16 settembre 2024
 
 

Digitale terrestre: un primo bilancio

14/01/2011  La Tv dopo lo switch-off che ha segnato il definitivo passaggio alla Tv digitale terrestre. Nonostante alcuni problemi di natura tecnica, l'offerta è più ampia rispetto a prima.

Cinquanta giorni sono passati qui a Milano dallo switch-off, il definitivo passaggio alla nuova televisione digitale terrestre; proviamo a tirare un bilancio, seppur provvisorio, su questo cambiamento che ha coinvolto milioni di telespettatori. Cosa ha portato di nuovo il digitale terrestre (Dtt), quali i suoi vantaggi/svantaggi e, soprattutto, è cambiato qualcosa nella fruizione della Tv nelle nostre case?

Al di là del discorso qualitativo (segnale audio e video migliore, nuovi canali in alta definizione, alcuni contenuti in lingua originale…), il vantaggio più evidente del digitale terrestre è la moltiplicazione dei canali.

A parte le Tv locali (che ancora faticano – o non dispongono delle risorse necessarie - per sfruttare appieno la possibilità di trasmettere su più canali), l’abbondanza concessa dal sistema di trasmissione digitale ha portato alla nascita di nuovi canali, spesso molto più interessanti delle reti generaliste. Canali come Rai4 o Rai5, Iris o Cielo, le nuove reti dedicate ai minori (Boing, K2 o l’ottima Rai Yoyo), al pubblico femminile (La5, La7d) o quelle sportive (due della Rai e due di Sportitalia) offrono ormai una scelta di intrattenimento molto più ampia rispetto a prima.

Fra il centinaio di canali Dtt, purtroppo per ora prevale l’inconsistenza: spesso i canali locali sono duplicati più volte, oppure sono i programmi stessi a essere ritrasmessi in replica; alcune reti, infine, sono proprio inguardabili. Lo zapping dal primo all’ultimo canale è un’esperienza desolante. Per fortuna il digitale terrestre offre la possibilità di creare liste di canali preferiti e di cancellare in modo relativamente facile quelli indesiderati.

Altro vantaggio, per chi se lo può permettere, è l’accesso a canali pay (a pagamento) con soluzioni a un costo mediamente inferiore rispetto alla Tv satellitare. Nota dolente: il fiorire di vari canali porno (per fortuna criptati e quindi inaccessibili al pubblico privo di credenziali d’accesso).

Come spesso avviene in Italia, le modifiche imposte alle abitudini della stragrande maggioranza della popolazione sono accompagnate, oltre che dalle inevitabili polemiche, anche da una carenza di comunicazioni ufficiali, causando sempre molta confusione. Senza un adeguata campagna di informazione, infatti, il mattino del fatidico switch-off sono spariti tutti i canali dallo schermo e per ripristinarli è stato necessario provvedere a una risintonizzazione dei decoder (interni ed esterni). In alcune zone si sono persi alcuni canali prima visibili sul digitale terrestre, inconveniente non dovuti a problemi dell’impianto condominiale.

A farne le spese, purtroppo, sono stati soprattutto gli anziani, per i quali anche le più banali operazioni nei menù del decoder risultano un ostacolo insuperabile. Rinnoviamo l’appello per i più giovani: siate disponibili e, soprattutto, pazienti nell’aiutare a risolvere i problemi “digitali terrestri” degli anziani di casa.

Altri inconvenienti si segnalano nelle zone di montagna: in alcune, cessate le trasmissioni analogiche, l’unico sistema per vedere la televisione è diventato il satellite, con la piattaforma Sky (a pagamento), oppure quella Tivùsat (gratuita).

Nonostante i costi sostenuti dalle famiglie per aggiornare o sostituire gli apparecchi Tv, sono comunque emersi problemi, addirittura sui nuovi dispositivi. Chi ha optato per decoder e nuovi schermi a basso costo, si è poi trovato ad affrontare inconvenienti dovuti alla bassa qualità dell’hardware.

L’abbondanza di canali porta a un’inevitabile frammentazione dei contenuti. Sulla stessa frequenza dove prima si trasmetteva in analogico una sola rete – che doveva creare un palinsesto molto eterogeneo, mescolando contenuti per adulti, giovani e bambini, uomini e donne, single e famiglie – oggi si possono trasmettere, in digitale, fino a 8 canali. Per questo motivo sono nate diverse reti dedicate ai bambini, alle donne, allo sport, alle notizie, persino un canale inerenti agli amici a quattro zampe (PetManiaTv).

La Tv generalista, spesso veicolo di mediocrità per catturare la più ampia fetta di pubblico, ha i giorni contati, ma non ci è dato sapere quanti. Certo che di fronte ad alternative più valide, il pubblico si disperderà inevitabilmente in diversi rivoli (su vari canali). Già oggi chi ha la fortuna di accedere alla Tv satellitare di Sky o alla piattaforma Premium di Mediaset, non si meraviglia più di quanto raramente faccia zapping fra i primi dieci canali televisivi.

E all’orizzonte fa già capolino la Tv via Web, un altro terremoto per il settore.

 
 
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