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martedì 24 maggio 2022
 
 

Diritti delle donne? Prima, quelli quotidiani

08/03/2014  Tra l'8 marzo delle mimose e delle cene tra amiche, e l'8 marzo serio di convegni e manifestazioni per i diritti generali delle donne, la Fondazione Pangea onlus sceglie una terza via: una campagna che guarda a tanti diritti negati ogni giorno, in tutto il mondo, per tantissime donne.

    Tra l'8 marzo festaiolo delle mimose e delle cene tra amiche, e l'8 marzo serio e un po' serioso di convegni e manifestazioni per i diritti generali delle donne, la Fondazione Pangea onlus sceglie la sua terza via: una campagna che guarda a tanti diritti negati ogni giorno per tantissime donne, in innumerevoli parti del mondo. Perché, se in molte parti dell'Afghanistan non esiste il diritto a uscire senza essere accompagnate da un uomo, e se per troppe indiane è ancora da conquistare il diritto all'istruzione e al lavoro, che dire del diritto per migliaia di donne in Italia (così come in tutti i Paesi occidentali) di non vivere terrorizzate dal proprio compagno o ex compagno?

    Pangea, onlus attiva da oltre dieci anni proprio sui diritti delle donne in Italia e nel mondo, propone quindi di devolvere 10 euro in occasione dell'8 marzo (il prezzo di un mazzo di mimose o di un aperitivo) a favore di uno dei suoi progetti. "Chiudi il cerchio dei diritti" è il titolo della campagna, e ciascuna delle donazioni da 10 euro rappresenta un anello per ricomporre la catena di una normalità quotidiana ancora interrotta. Riferimenti: www.pangeaonlus.org; info@pangeaonlus.org; facebook.com/pangeaonlus; telefono e fax 02/73.32.02.

    Fondazione Pangea usa strumenti pratici ed efficaci nelle realtà in cui opera: corsi di alfabetizzazione, formazione professionale, aiuto al microcredito, assistenza medica in gravidanza, cure specifiche per le disabilità, consulenza e case rifugio nei casi di violenza domestica. A Kabul, per esempio, ha garantito oltre 2.300 microcrediti a donne per attività lavorative; formazione professionale a 940 ragazze; un asilo per una settantina di bambini e visite mediche a 50 donne in gravidanza. In India, a Koppal ha favorito l'associazione in cooperative di oltre 23.000 donne, e a Calcutta ha assicurato assistenza medica e terapie a 370 donne disabili. Per arrivare a casa nostra, in Italia ha offerto rifugio, protezione e riabilitazione a 30 donne con i loro bambini, donne vittime di abusi in famiglia, presso centri anti-violenza, in abitazioni segrete dove queste mamme hanno potuto ricostruire una serenità lontana dalla paura, e un rapporto con i propri figli non più segnato dal dolore e dalla violenza.

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