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sabato 17 aprile 2021
 
In piazza con un nuovo presidio di protesta
 

Disabili gravi: «Occuperemo il ministero»

20/11/2013  Sono partiti da tutta Italia gli aderenti al Comitato 16 novembre, che oggi riportano in piazza le loro richieste. Dalla Sardegna alluvionata è arrivato Usala, «che ha affrontato un mare in tempesta».

«Saremo in tanti, domani, davanti al ministero delle Finanze, ancora scossi dalla morte di Raffaele Pennacchio e decisi a portare avanti la sua e la nostra battaglia»: Mariangela Lamanna, portavoce del Comitato 16 Novembre, che rappresenta malati di Sla e disabili gravissimi, sta mettendo a punto l’organizzazione dell’ennesimo presidio, il decimo in meno di due anni.

«La richiesta è sempre la stessa: vogliamo che i nostri malati possano scegliere di restare a casa e chiediamo un emendamento alla legge di stabilità, che renda possibile un’adeguata assistenza domiciliare, in sostegno delle famiglie».

«Il governo», aggiunge, «vuole fare una spending review da 32 miliardi, ma non vogliono tagliare né le spese militari, né la Tav: penalizzeranno noi, come al solito. Continueremo a opporci, ma senza sedere a “tavoli tecnici” (l’ultimo dei quali il 5 novembre scorso è stato disertato dal Comitato, ndr). Tavoli che non portano a niente, tanto che i malati di Sla del Lazio non hanno visto ancora un centesimo del fondo Sla. Così come accade, del resto, in tante altre Regioni: emblematico il caso di Pennacchio, che dalla Regione non ha ricevuto l’assegno di cura per “ragioni burocratiche”. I disabili gravi, come ha ricordato lo stesso Raffaele il giorno prima di morire, “non hanno tempo per la burocrazia”».

Intanto, nonostante le rassicurazioni e gli impegni del ministero dell’Economia, sono stati bocciati gli emendamenti alla legge di stabilità che chiedevano un incremento del fondo sociale e di quello per la non autosufficienza. Una ragione in più per tornare in piazza, «anche se siamo stanchi per i presidi, molto faticosi e rischiosi per i nostri malati», ricorda Lamanna, «Occuperemo il ministero», ha annunciato, «e non ce ne andremo finché non avremo ottenuto risposte certe. Questa volta, però, cercherò di convincere i malati gravi a passare la notte in albergo, perché non ci sto a sacrificare altre vite. Penso che non sarà facile persuadere Usala: ha affrontato un mare in tempesta, stanotte, per raggiungere Roma dalla Sardegna devastata dall’alluvione. Vorrà restare in prima linea».

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