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Discoteche, più musica dal vivo e meno sballo

12/08/2015  Mentre l’associazione che riunisce i gestori dice sì alla proposta di fermare l'industria del divertimento per una giornata di lutto nazionale, riscuote consensi la proposta di riportare la musica dal vivo all’interno delle discoteche e dei locali da ballo. Molto meglio della chiusura indiscriminata per un anno, che finirebbe per provocare l'aumento dei rave e delle feste private. Altre occasioni di "sballo" di fatto incontrollabili.

Alla fine il Silb, l’associazione che riunisce i gestori delle discoteche e dei locali da ballo, ha detto sì alla proposta di fermare la musica per una giornata di lutto nazionale lanciata da Giordano Sangiorgi, patron e fondatore del Mei, il Meeting delle etichette indipendenti. Non si ferma il dibattito sul tema dello “sballo da discoteca”, dopo le morti di due giovanissimi, tragica conclusione di un’interminabile nottata sulle piste da ballo, anche se per Lorenzo Toma, il diciannovenne stroncato da malore in un locale del Salento, l’autopsia ha rilevato una malformazione cardiaca congenita che non escluderebbe l’ipotesi di una “morte naturale”, mentre si attendono i risultati degli esami tossicologici. Una giornata di lutto non risolve evidentemente il problema, ma è un segnale di consapevolezza importante.

“Non si può più nascondere la testa sotto la sabbia”, ha spiegato Sangiorgi, “e fare come ha fatto il calcio, che ha pervicacemente negato la violenza negli stadi e la corruzione tra i dirigenti e oggi è in mano solo a violenza, business e corruzione. Non si può restare indifferenti di fronte alla morte di giovani innocenti”. Per l'organizzatore del Mei, non basta “la chiusura degli spazi che rischiano di essere conniventi con modelli illegali di vita”. Bisogna ripensare e rinnovare il mondo della notte a cominciare proprio dalle discoteche, e offrire alternative.

Intanto, per rimanere nel concreto, è stato fissato un incontro con i rappresentanti del Silb per il 26 agosto, proprio per fissare la data della giornata di lutto nazionale e le modalità. Ma la proposta più interessante di Sangiorgi, anche questa accolta dai gestori, è quella di riportare la musica dal vivo all’interno delle discoteche dei locali da ballo, “per una forte riqualificazione delle discoteche e per attivare una proposta culturale capace di rappresentare i nuovi modelli musicali dei giovani di oggi”.

Più musica vera, meno sballo. Un’inversione di tendenza che appare molto più costruttiva della proposta di Stefano Pedica, Pd, che invoca la chiusura indiscriminata di tutte le discoteche per un anno. Senza considerare il danno economico - le discoteche hanno un indotto di svariati miliardi - e la perdita del lavoro da parte di migliaia di famiglie, andrebbe ricordato a Pedica che i rave e le feste private sono di fatto incontrollabili. Aumentare i controlli e punire chi chiude un occhio di fronte all’illegalità va bene. Demonizzare il divertimento non aiuta a capire e soprattutto rischia di favorire il vero pericolo per i nostri adolescenti, e cioè la cultura dello sballo.

 
 
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